''Perché chi indossa una divisa deve morire così? Non svolge forse un lavoro in mezzo la gente, per la gente?''

06 giugno 2007

''Non mi sento di commentare alcunché, l'unica cosa che mi sento di dire è che è certo che mio marito non tornerà più a casa e che non è morto per malattia né ha avuto un incidente: è stato massacrato''.
Così Marisa Grasso, vedova dell'ispettore Filippo Raciti, replica ai giornalisti che ieri, a margine della festa dei carabinieri a Catania, gli hanno chiesto una sua valutazione sulla decisione del gip Alessandra Chierego che nei giorni scorsi ha annullato l'ordine di arresto nei confronti del diciassettenne accusato di avere ferito mortalmente l'investigatore (leggi).
''Mio marito - ha aggiunto - è stato lapidato e sicuramente ha sofferto moltissimo. Hanno massacrato non soltanto lui, ma anche me, i nostri figli e i suoi genitori. Sono trascorsi quattro mesi dalla sua morte e io indosso la medaglia d'oro che è stata concessa alla sua memoria''.
La vedova Raciti si è chiesta ''perché chi indossa una divisa debba morire così? Non svolge forse un lavoro in mezzo la gente, per la gente?''. ''L'unica cosa certa in questa vicenda - ha sottolineato Marisa Grasso - sono state le scene di violenza del 2 febbraio scorso che tutti abbiamo visto, e mio marito morto. Questa è la mia unica certezza...''.

Intanto la Procura della Repubblica per i minorenni ''quasi certamente presenterà ricorso contro la decisione del gip'' di annullare l'ordine di arresto per omicidio del diciassettenne indagato per la morte dell'ispettore Filippo Raciti, deceduto il 2 febbraio scorso durante il derby di calcio con il Palermo. Lo ha annunciato il procuratore capo Gaspare La Rosa spiegando che, a parere del suo ufficio, ''sul provvedimento è opportuna una valutazione di altri giudici, anche perché quattro occhi vedono meglio di due''.
''Abbiamo già letto l'ordinanza del gip - ha aggiunto il magistrato - e con i miei sostituti stiamo valutando le iniziative da adottare, ma l'orientamento è quello di presentare un ricorso, difficilmente non lo faremo''.
Tra gli atti che in Procura vorranno porre all'attenzione dei giudici del Tribunale del riesame per i minorenni anche la perizia redatta dai periti di parte, degli ufficiali della polizia scientifica di Roma, che il gip non ha ammesso al deposito.

Fonte: La Sicilia

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06 giugno 2007

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