"Questa volta Addiopizzo ha sbagliato"

Pina Maisano, la vedova di Libero Grassi, in disaccordo con la richiesta di dimissioni di Lombardo fatta da Addiopizzo

25 novembre 2010

"Le sue condotte, al di là del loro accertamento penale, stanno mettendo seriamente in discussione la sua credibilità dinanzi al popolo siciliano". Con questa motivazione l'associazione Addiopizzo ha chiesto in un documento pubblicato ieri da diversi quotidiani e siti Internet le dimissioni del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, coinvolto nell'inchiesta della procura di Catania su mafia e politica (LEGGI).

"Le considerazioni di Addiopizzo come sempre rispettabili nelle finalità, sono frutto naturale del bombardamento politico-mediatico che da nove mesi siamo costretti a subire a fronte di un'indagine giudiziaria che non riguarda il presidente della Regione". Così il governatore siciliano Raffaele Lombardo, commentando la richiesta di dimissioni avanzata dall'associazione antriracket. "E stato fatto credere il contrario - ha aggiunto - utilizzando scarti d'indagine per fini politici, creando artificiosamente ombre che invece non esistono se non nei sentimenti di chi le ha ogni giorno evocate per strumentalizzarle a fini certo diversi per i quali si muovono i ragazzi di Addiopizzo".
Lombardo ha poi sottolineato che il governo della Regione "da due anni e mezzo contrasta Cosa Nostra e il malaffare con provvedimenti seri e rigorosi nel campo dello sfruttamento dell'energia e della gestione della sanità, solo per citarne due, in cui le infiltrazioni criminali in Sicilia da anni l'hanno fatta da padrone". E ha ricordato l'operato in questi settori degli assessori Massimo Russo e Piercarmelo Russo, e da qualche settimana del prefetto antiracket Giosué Marino. "Loro assieme agli altri assessori - ha aggiunto ancora Lombardo - hanno composto una squadra di governo che per livello e qualità non è certo facile ritrovare nella storia della Regione Siciliana".
Il presidente ha infine concluso ricordando ai dirigenti di Addiopizzo "che anche con la loro organizzazione questo governo regionale ha lavorato, sostenendo anche finanziariamente le iniziative portate avanti, nel nome dell'antimafia, senza se e senza ma".

La richiesta di Addiopizzo ha poi diviso il movimento antiracket: da una parte l'associazione, che ha chiesto al governatore di fare un passo indietro, dall'altra un'icona della lotta al racket, la vedova di Libero Grassi, Pina Maisano, che quando nacque Addiopizzo, sei anni fa, fu presidente della commissione di garanzia. La Grassi - il cui marito fu ucciso nel '92 perché disse no alle richieste estorsive dei boss - non condivide l'iniziativa dell'associazione, convinta che quello di Lombardo sia "il migliore dei governi possibili". Riferendosi alla giunta guidata da Lombardo la vedova Grassi ha affermato: "Ci sono ottimi assessori. E poi non penso che Massimo Russo, Caterina Chinnici e Giosué Marino (i primi due ex magistrati impegnati sul fronte antimafia, il terzo ex commissario nazionale antiracket ndr) ci starebbero se avessero un sospetto. Per me è fondamentale". "Mi dispiace - ha aggiunto - ma stavolta i ragazzi hanno sbagliato".
"La nostra posizione su Lombardo - ha spiegato Edoardo Zaffuto, uno dei fondatori dell'associazione, che impegna 50 persone e alla quale aderiscono oltre 500 imprese in Sicilia - è in linea con quelle assunte in passato nei confronti di politici che si trovavano nelle medesime posizioni. Non stiamo condannando nessuno, ma riteniamo che sia opportuno da parte del presidente della Regione fare un passo indietro". Quanto alle opinioni di Pina Grassi, "é la prima volta che ci troviamo in disaccordo - ha sottolineato Zaffuto -, ma per noi era e resta un riferimento ideale".

[Informazioni tratte da Ansa, Adnkronos/Ing]

- "Stavolta Addiopizzo sbaglia" (LiveSicilia.it)

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25 novembre 2010

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