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"Se Berlusconi non vota la mozione sulla Libia fa saltare il governo"

Pressing di Bossi sulla mozione della Lega. Berlusconi apre al Carroccio: "E' un documento condivisibile"

02 maggio 2011

E' ancora la questione libica a tenere banco nella maggioranza. Umberto Bossi ha messo di nuovo in guardia Silvio Berlusconi: "Se non vota la nostra mozione vuol dire che vuol far saltare il governo", è il messaggio recapitato dal leader del Carroccio al presidente del Consiglio che ieri ha più volte parlato con il capo dello Stato Giorgio Napolitano.
Ad ogni modo, sugli equilibri interni alla maggioranza pesano le minacce di Muammar Gheddafi, così come l’uccisione di uno dei figli del Colonnello e il successivo assalto all’ambasciata italiana.
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ad esempio, ha avvertito che le minacce del Rais non sono affatto campate in aria e che la morte del figlio Saif Al-Arab "farà arrabbiare Gheddafi ancora di più", con conseguenze anche sugli sbarchi di clandestini: "In un giorno sono arrivati 3 mila profughi dalla Libia" e "se continua così la mia previsione di 50mila arrivi purtroppo si realizzerà". Parole condivise da Bossi: "Non serve a niente bombardare, ammazzi solo la gente. Poveracci, poi scappano".
La Lega insiste nel suo pressing per ottenere il voto di maggioranza e opposizioni sulla sua mozione: "è un testo completo, corretto e condivisibile da tutti, che rappresenta una via d’uscita a chi si è messo nella strada complicata dei bombardamenti", ha affermato Maroni che, non senza sarcasmo, ha aggiunto: "A noi della Lega ci tocca fare anche la parte della sinistra". "Mi sono sorpreso - ha sostenuto Maroni all'inaugurazione di una sede della Lega Nord - quando ho letto la mozione del Pd, perché mi aspettavo un richiamo ai principi della pace ma invece ho trovato chi dice 'Vanno bene i bombardamenti' e invita il governo ad andare avanti. È incredibile, pensavo fosse la mozione del Pdl". Il ministro del Carroccio ha quindi ribadito i punti della mozione già annunciata da Umberto Bossi, in cui la Lega chiede l'impegno del governo a stabilire una data di conclusione della guerra in Libia. "Penso - ha spiegato Maroni - che sia un testo completo, corretto e condivisibile da tutti, che rappresenta una via d'uscita a chi si è messo nella strada complicata dei bombardamenti". Il ministro dell'Interno, come già fatto sabato, ha dato atto al premier di aver fatto "una dichiarazione positiva, che ci permette di lavorare".

Nell’entourage del Cavaliere, sono tutti convinti che alla fine una soluzione si troverà, anche se, raccontano, Bossi non ha ancora sbollito la rabbia. Oggi, il Pdl ha fatto il punto sul "nodo mozioni" in un incontro convocato a palazzo Chigi. Nella sede del governo si sono incontrati - fra gli altri - il ministro degli Esteri, Franco Frattini, i capigruppo del Pdl, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, e i vice, Gaetano Quagliariello e Massimo Corsaro. A guidare l'incontro, il sottosegretario Gianni Letta e non il premier Silvio Berlusconi.
Per oggi è previsto anche un incontro tra Berlusconi e il leader leghista Umberto Bossi, ha comunicato il direttore de 'La Padania', Leonardo Boriani, ai microfoni di Radio24.
Il premier, parlando con i giornalisti fuori dal palazzo di Giustizia a Milano, dove partecipa al processo Mediatrade, si è comunque mostrato aperto nei confronti della Lega: "La mozione della Lega può essere condivisa, e non credo che ci saranno difficoltà per il governo". Intanto, la presidenza della Camera ha dichiarato ammissibili le mozioni dei lumbard e dell'Italia dei valori sulla missione. Saranno da domani all'esame dell'Aula insieme con quelle di Pd e Terzo Polo.
La mozione del partito di Bossi - che chiede un termine preciso per la missione italiana - potrà essere approvata integralmente o modificata in parte, ha aggiunto il premier, "ma il senso è senz'altro da condividere". E assicura: "La Lega è una componente essenziale della coalizione. Ha presentato una mozione, ho già dichiarato che la trovo una presa di posizione anche ragionevole".

[Informazioni tratte da Repubblica.it, Corriere.it]

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02 maggio 2011
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