''Se Italia vuol dire Impregilo'' - Il progetto di Chixoy in Guatemala

La strage degli indigeni

19 ottobre 2005
L'avvio dei lavori della diga ebbero un violentissimo impatto sulla comunità indigena di Río Negro che viveva sulle sponde del Río Chixoy.
Per inondare la valle dove oggi esiste il bacino artificiale le forze armate guatemalteche costrinsero con la violenza oltre 4.000 persone a reinsediarsi nel ''villaggio modello'' di Pacux, vera e propria cittadella militarizzata integrata nel sistema di urbanizzazione voluto dalla giunta militare per controllare la guerriglia. La coraggiosa resistenza nonviolenta della popolazione locale al programma di desplazamiento fu pagata assai cara: tra il febbraio e il settembre 1982, prima del completamento dei lavori da parte della Cogefar-Impresit, gli squadroni della morte uccisero a Rìo Negro più di 400 persone; nell'area di Rabinal, capoluogo della regione in cui fu realizzato il bacino, vennero uccise circa 5.000 persone in meno di due anni senza contare le sparizioni di uomini, donne, bambini. Fu avviato altresì un piano di deforestazione che aggravò la situazione ambientale della regione, già colpita delle modificazioni climatiche generate dal bacino artificiale.

Costi e ricavi
Una missione di verifica della Campagna per la riforma della Banca mondiale eseguita nel 1999 ha riscontrato che la situazione a Pacux è perfino peggiore di quella di 20 anni fa. ''La terra da coltivare data come compensazione, scarsa, coperta di pietre e senza irrigazione, si è rivelata inadatta per i due terzi''.
Nulli di contro i benefici apportati all'economia nazionale dalla diga: essa non ha mai operato al di sopra del 70% della capacità prevista e la sedimentazione attuale ha ridotto l'efficienza futura del 50%. Alcuni tecnici giurano che funzionerà al massimo fino al 2002-2003. ''La mancanza di valutazione d'impatto ambientale all'epoca della costruzione'', scrivono ancora gli osservatori internazionali, ''si riversa oggi sull'ecosistema e sulle comunità che vi vivono. L'area è completamente deforestata ed è cambiato addirittura il ciclo delle precipitazioni annuali''.
La diga è risultata un disastro anche dal punto di vista finanziario. Il costo finale, ancora incerto (da 1,2 a 2,5 miliardi di dollari), ha aggravato il debito estero del Guatemala, di cui costituisce il 45%. All'espansione dei costi, secondo un'indagine in corso, avrebbe contribuito un presunto giro di tangenti (350-500 milioni di dollari) versate a favore di politici e militari guatemaltechi. Non è un caso che la diga di Chixoy sia stata definita la ''più grande miniera d'oro dei generali del Guatemala''.

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

19 ottobre 2005

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia