''Se Italia vuol dire Impregilo'' - Il ''Tunel de Occidente'' in Colombia (II)

Finalità reali del tunnel e ricadute sociali

19 ottobre 2005
Nel suo ''Rapporto Esecutivo sull'opera'' del 1996 Invias non occulta uno dei motivi fondamentali che hanno spinto le classi dirigenti dipartimentali ad avviare quest'opera: ''inglobare i municipi di San Jeronimo e Santa Fé de Antioquia all'area metropolitana di Medellín'', cioè 'satelizzarli' e trasformarli in località residenziali e turistiche per le classi medio-alte del capoluogo.
Prevedibili gli effetti socioeconomici tra i nativi della zona, che saranno spinti ad abbandonare le attività agricole tradizionali per trasferirsi nelle cinture periferiche dell'area metropolitana, allargando il già insostenibile numero dei nullatenenti e dei disoccupati residenti. Inoltre gli abitanti di San Jeronimo dovranno contribuire finanziariamente all'opera in base a una legge nazionale per cui i proprietari di fondi o abitazioni che sorgono in zone di cui è prevista la ''valorizzazione'', sono tassati in misura direttamente proporzionale all'estensione della proprietà e inversamente proporzionale alla distanza dall'opera. Molti dei piccoli proprietari di San Jeronimo non possono sopportare questa tassazione e ciò potrebbe costituire un ulteriore fattore di espulsione dal municipio e di trasferimento delle proprietà a favore di speculatori e società di costruzioni. Ancora più grave lo scenario ipotizzato per il versante orientale dell'asse stradale.
La stessa Invias, citando un'inchiesta socioeconomica svolta nei quartieri popolari di Medellín attraversati dalla nuova via, aveva riconosciuto che le modifiche territoriali-urbanistiche derivanti dal progetto genereranno l'espulsione dall'area di oltre 1.500 famiglie di scarso reddito e la fine della vocazione agricola di un'area di primaria importanza dal punto di vista produttivo e occupazionale. Aveva quindi avanzato una serie di suggerimenti volti almeno a ''mitigare gli effetti socioambientali'' del Tunnel. Ma a 4 anni dall'inizio dei lavori nessuno di tali ''suggerimenti'' è stato tenuto in conto dagli enti locali finanziatori e dalle società costruttrici. La situazione dei numerosi disoccupati della zona è peggiorata poiché grazie ai meccanismi dei subappalti e del cottimo i lavori sono stati frammentati e le piccole imprese aggiudicatrici hanno preferito contrattare mano d'opera a basso costo in altri dipartimenti del paese. Si aggiunga la mancanza di tutele e l'alto tasso di sfruttamento degli operai impiegati, che percepiscono appena 8.000 pesos al giorno per turni di 12 ore.

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19 ottobre 2005

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