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"Servono più risorse contro la mafia"

Il presidente della Camera Gianfranco Fini a Palermo all’Assemblea dell’Osce

08 ottobre 2010

"Il Parlamento deve mettere a disposizione delle risorse tecniche necessarie alle forze dell'ordine e alla magistratura che devono confrontarsi con la sofisticata tecnologia ormai nelle mani della mafia e della malavita".
Oggi a Palermo per l'assemblea dell'Osce, l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, il presidente della Camera Gianfranco Fini si è soffermato principalmente sulla lotta a Cosa nostra.

"Si devono promuovere interventi legislativi e iniziative di carattere formativo e culturale
- ha detto Fini - per ridurre la propensione delle persone, in specie dei giovani, ad alimentare la domanda dei mercati di beni illeciti, come ad esempio le sostanze stupefacenti". Il presidente della Camera ha sottolineato che "alla ferocia della mafia la società siciliana ha dimostrato di reagire con forza e determinazione, tutti gli italiani ne devono essere orgogliosi".
Fini ha poi affermato che "la priorità è tagliare i legami tra mafia e politica, non ci si può affidare a questo riguardo all'eroismo e al disinteresse personale che pure dovrebbero essere valori ispiratori dell'etica pubblica. Occorre perfezionare un sistema decisionale improntato alla trasparenza, al rigore, al controllo, un sistema che non lasci spazio a carenze e imperfezioni capaci di minarne l'efficacia".
Per il presidente della Camera "la lotta alla criminalità organizzata richiede la mobilitazione degli organi di informazione, presupposto importante per la mobilitazione dell'opinione pubblica che deve passare dalla generica indignazione morale al concreto coraggio civile. Per potere realizzare questi obiettivi occorre rafforzare gli spazi di libertà e di pluralismo della stampa e in generale dell'informazione. Un grande aiuto può giungere da internet che attraverso lo sviluppo dei social network può rafforzare e rendere più coesa la reazione dell'opinione pubblica, agevolando forme di effettivo controllo da parte dei cittadini capaci di impedire o di ridurre le aree grigie che potrebbero consentire infiltrazioni alle forze criminali". "La lotta alla criminalità organizzata è per eccellenza un tema dell’Osce. Il crimine organizzato rappresenta infatti una minaccia sul piano politico-militare, un fattore di distorsione del settore economico-ambientale, una limitazione bruciante per l’espansione dei diritti umani e della democrazia".

L'Assemblea dell'Osce a Palermo - Si terrà fino al 10 ottobre a Palermo, nel Palazzo dei Normanni, la riunione autunnale dell’Assemblea Parlamentare dell’Osce, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, istituzione impegnata nella promozione dei diritti e della democrazia, nel rafforzamento della sicurezza internazionale, nella cooperazione politica, socio-economica e culturale fra i Paesi membri e partner, nell’area euro-asiatica e mediterranea. Temi dell’incontro saranno il contrasto alla criminalità organizzata internazionale e la collaborazione economica e culturale fra i Paesi mediterranei. Saranno presenti all’iniziativa numerosi esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni, italiani (fra cui i presidenti Renato Schifani e Gianfranco Fini e i ministri Roberto Maroni, Angelino Alfano e Altero Matteoli) e stranieri, con circa 60 delegazioni e oltre 300 parlamentari provenienti da quattro continenti.
Palermo e la Sicilia sono stati scelti quali luogo-simbolo della lotta - a livello nazionale e mondiale - contro la criminalità transnazionale e i suoi numerosi gangli. La sede di Palermo per tale riunione costituisce inoltre un segnale evidente del ruolo primario svolto oggi dal nostro Paese nell’ambito dell’Osce, tenuto anche conto che, fino a due anni fa, nessun italiano ricopriva incarichi all’interno della sua Assemblea Parlamentare, mentre ora vantiamo un vicepresidente dell’Assemblea stessa (l’on. Riccardo Migliori, che è pure capo della Delegazione italiana), e diversi membri in ruoli strategicamente rilevanti.
La manifestazione palermitana costituirà dunque una vetrina privilegiata dell’attività politica svolta dall’Italia sul piano mediterraneo e mondiale, meritevole di attenzione da parte dei mezzi di comunicazione.

[Informazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it, Aise]

 

 

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08 ottobre 2010
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