"Sette proposte per Termini Imerese"

All'annuncio del ministro dello Sviluppo Economico risponde il sindaco di Termini Imerese: "Ancora nessuna novità di rilievo"

08 novembre 2010

Nei giorni scorsi il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha incontrato l'amministratore delgato Fiat, Sergio Marchionne. Al termine dell'incontro il manager del Lingotto ha puntualizzato, riferendosi a quanto detto nell'ormai nota intervista rilasciata a 'Che tempo che fa', che mai ha "minacciato di lasciare l'Italia. Ho detto invece che senza l'Italia il conto economico della Fiat sarebbe più alto di quello che è adesso".
L'ad del Lingotto ha quindi rassicurato anche sul futuro dello stabilimento di Pomigliano d'Arco dove per l'accordo è mancata la firma dell'accordo della Fiom: "C'è una chiarezza assoluta - ha affermato Marchionne -. C'è un accordo già firmato con gli altri sindacati. Pomigliano è un discorso chiuso. Abbiamo già cominciato a investire e la macchina partirà l'anno prossimo". Quanto all'assunzione nella nuova newco di tutti e 4.800 lavoratori dello stabilimento, Marchionne ha risposto così: "Solo i volumi di produzione della Panda che stiamo trasferendo a Pomigliano sono sufficienti ad assorbire il numero degli organici di quello stabilimento. Se saranno quelli o meno è una decisione che devono prendere i dipendenti di Pomigliano".
Quanto al colloquio con Romani, "è andato benissimo - ha detto - l'ho aggiornato sui dettagli del piano di Fabbrica Italia. Conosciamo bene la strada da fare e lascio al ministro esprimere la sua opinione, ma per me l'incontro è andato bene".

A confermare il buon esito dell'incontro è stato, a stretto giro, anche lo stesso ministro Romani: "Può iniziare quel percorso che anche l'ad Fiat ha auspicato". L'incontro d'altra parte "è stato molto importante". "Il nostro Paese ha una straordinaria occasione industriale, 20 miliardi di investimento da una grande industria italiana, oggi multinazionale, è una opportunità che il sistema Italia non può perdere".
Quindi, ha rivelato il titolare dello Sviluppo, per Termini Imerese, lo stabilimento siciliano che Fiat si appresta a lasciare nel dicembre 2011, "siamo arrivati a 7 proposte. Non tutte nel settore automotive, ma alcune sì. Insieme a Fiat esamineremo le soluzioni migliori perché sia un progetto industriale che cammini sulle sue gamb", ha spiegato. Di contro, "Marchionne non ha chiesto assolutamente nulla, non vuole incentivi perché non crede in un mercato dopato e quindi è escluso che ci possano essere altri incentivi", ha assicurato il ministro.
L'incontro con Marchionne, comunque, ha aggiunto ancora Romani, non è entrato nel dettaglio del piano: "Non siamo entrati nel merito, stabilimento per stabilimento, ma spero che si inauguri al più presto anche una nuova stagione di rapporti sindacali".

Per il sindaco di Termini Imerese (PA), Salvatore Burrafato: "Dall'incontro romano tra il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e Sergio Marchionne purtroppo non giungono quegli elementi di certezza che servono a rassicurare un territorio in grande preoccupazione per la chiusura dello stabilimento Fiat". "Il fatto che siano pervenute ben sette manifestazioni d'interesse per Termini Imerese, per quanto importante, non ci rassicura. Non è certo una questione di quantità ma di qualità delle proposte".
Per il primo cittadino "il fatto che Fiat continui a dialogare sul futuro di Termini Imerese non è secondario perché deve essere ben chiaro che il Lingotto non si può permettere di chiudere lo stabilimento, se non quando questo percorso sarà pienamente condiviso dalle organizzazioni sindacali e dalle istituzioni locali, e avrà garantito un lavoro certo ai lavoratori della Fiat e dell'indotto. Il Governo nazionale - ha concluso Burrafato - deve esercitare il suo peso istituzionale per garantire che questo percorso vada a buon fine".

[Informazioni tratte da Ansa, Adnkronos/Ing, La Siciliaweb.it]

 

 

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08 novembre 2010

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