"Sì ai diritti, no al ricatto"

La classe operai siciliana andrà in paradiso? L'occupazione nel settore metallurgico arranca e soffre

06 ottobre 2010

"Sì ai diritti, no al ricatto". Con questo slogan i metalmeccanici siciliani partiranno il 16 ottobre alla volta della Capitale per testimoniare la voglia di superare vertenze molto dure, dalla Fiat di Termini Imerese alla Sat di Aci Sant’Antonio nel Catanese.
Sulle vertenze la Fiom, durante un incontro al quale erano presenti il segretario nazionale dei metalmeccanici Maurizio Landini, il segretario generale della Cgil Sicilia Mariella Maggio, il segretario provinciale della Fiom di Catania Stefano Materia, e il segretario generale della Cgil di Catania Angelo Villari, ha puntato lo sguardo.

Le Acciaierie di Sicilia hanno 180 dipendenti coinvolti. È già stata fatta richiesta stabilizzazione di tempi determinati e interinali, richiesta di equiparazione di trattamenti giovani/anziani; e la trattativa sul premio di risultato.
Nel settore degli appalti pubblici e della manutenzione, invece, c’è la Cofely, appena sindacalizzata, con 22 iscritti su Catania. In atto c’è una contrattazione di secondo livello, a livello nazionale.
Ormai nota la vicenda della STMicroelectronics con 4.000 dipendenti coinvolti. In discussione c’è il futuro e il ridimensionamento dell’azienda. Sono invece 400 i dipendenti della Numonyx/Micron. Per loro sembra non esserci alcuna prospettiva concreta per il futuro.
Nel settore metallurgico: Acciaierie di Sicilia, Refer, Maval e Rametal hanno già avviato la procedura di mobilità per 8 esuberi.

"Mentre la Regione ha esercitato un ruolo positivo sulla vertenza Fiat a Termini, su tutte le altre, ancora drammaticamente aperte attendiamo una risposta" ha sottolineato Mariella Maggio. "Mi riferisco al caso Sat, ad esempio, dove l’ente non è stato capace di garantire la copertura di cassa integrazione dopo due anni di incontri. O alla St, dove la Regione è stata colpevolmente assente all’incontro romano dedicato al confronto sul piano industriale. E pensare che il presidente Lombardo aveva preso un impegno preciso". Per Maurizio Landini "su Fiat Termini Imerese la partita non è assolutamente chiusa, anzi, proprio a partire dall’ultimo incontro che non è stato positivo, c’e’ bisogno di rilanciare un’iniziativa. Noi non siamo d’accordo che quel sito chiuda e non siamo disponibili a un totale disimpegno della Fiat visto che la stessa Fiat ha avuto una serie di contributi per il sito siciliano”.
Sul caso Catania invece si è espresso il segretario provinciale della Fiom di Catania Stefano Materia facendo riferimento alla Sat di Aci Sant’Antonio, alla STMicroelectronics e alla Numonyx: "La prima da qualche anno adotta una strategia di ridimensionamento, ed è passata dai quasi 4.900 dipendenti del 2008 ai 4.000 attuali. Nonostante si tratti di un’azienda che nello scenario complessivo riesce a fare la differenza grazie al grado di innovazione tecnologica delle proprie produzioni, purtroppo a Catania si avvia verso un disimpegno delle produzioni di valore e ridimensiona il contesto della microelettronica. La Numonyx rischia di essere una vera incompiuta, ma dal punto di vista dei lavoratori ha rappresentato invece un’ottima strategia da parte di ST per mettere alla porta 400 impiegati". [Articolo di Alessandra Bonaccorsi, EconomiaSicilia.com]

 

 

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06 ottobre 2010

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