"Sì alla vita, sì a Stamina"

A Palermo un corteo con centinaia di persone per chiedere il diritto alle cure dopo lo stop della Regione siciliana

30 ottobre 2013

Sono state centinaia ieri le persone che hanno raggiunto Palermo per manifestare contro lo stop al trattamento con le cellule staminali mesenchimali del metodo Vannoni.
Il corteo partito da piazza Politeama è stato organizzato dal Movimento Vite Sospese e dalla onlus catanese Sicilia Risvegli, tra le prima in Italia a battersi per la cura con staminali.
Davanti Palazzo d'Orleans si è posizionato un "presidio ad oltranza - hanno riferito gli organizzatori - sino a quando la Regione siciliana e il governo italiano non daranno risposte concrete ai manifestanti". Ad aderire numerose associazioni regionali e nazionali, tra cui l'Admo.

"Sì alla vita, sì a Stamina", questa la richiesta precisa dei manifestanti che continuano a lottare per il diritto alle cure. E non è un caso che l'appuntamento sia stato fissato in Sicilia. Proprio nella nostra regione è arrivato uno stop inatteso: a fine luglio la Commissione sanità all'Ars aveva approvato una risoluzione con cui individuava le strutture sanitarie - l'ospedale Vittorio Emanuele di Catania e il Cervello di Palermo - dove sarebbe stato possibile sottoporsi a infusione di staminali. Poi il dietrofront. Un nulla di fatto che ha suscitato lo sconforto dei malati, che lanciano accuse contro l'assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino che non li incontrerà prima del 13 novembre.
"Per noi ogni minuto è fondamentale - dice Fabio Martino -. L'assessore ha spostato l'incontro di oltre 15 giorni e a porte chiuse, una vergogna". "Sono cardiopatico e ho deciso di sospendere le medicine - ha detto il presidente del movimento Base Italia, Rosario Martino -, perché l'assessore Borsellino ha rinviato al 13 novembre l'incontro con i malati e Vannoni, in programma per domani (oggi per chi sta leggendo, ndr). Resterò qui in presidio ad oltranza: i malati non possono aspettare, chiediamo che la Regione autorizzi le cure con le cellule staminali".

A Palermo, alla manifestazione ha partecipato anche Sandro Biviano, che insieme al fratello dal 23 luglio scorso vive accampato davanti a Montecitorio per protestare contro le cure loro negate. Iniziative analoghe sono state organizzate dal movimento anche a Catania e Modica, nel Ragusano. Proprio a Modica tanti cittadini sono scesi in piazza per dare pieno appoggio alla famiglia di Mauro Terranova, un ragazzo affetto da atassia spino-cerebellare, al quale da qualche settimana viene impedito di sperimentare la cura con il metodo Stamina. Puntando sullo slogan "Anch'io sono Mauro", i cittadini di Modica hanno sfilato in corteo per le vie della città per rivendicare il diritto alla prosecuzione di queste cure.

La madre di Mauro, Anna Carta, che un paio di settimane fa ha tentato il suicidio scavalcando la rete protettiva del ponte 'Guerrieri' di Modica a causa del 'no' alle staminali, era a Palermo per manifestare la sua indignazione, mentre, la sorella del ragazzo dal palco di Modica ha lanciato pesanti accuse alle istituzioni. "Hanno bloccato la sperimentazione perché ritenuta pericolosa ma pericolosa per chi? Per chi non ha già un futuro? Ma queste persone ce l'hanno ancora una coscienza?". [Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it]

- La Sicilia boccia il metodo Stamina (Guidasicilia.it, 27/09/13)

- Blocco ministeriale al metodo Stamina (Guidasicilia.it, 12/10/13)

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30 ottobre 2013

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