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"Si dimetta, la scuola non è cosa sua"

Il ministro Gelmini: "Sono pronta ad ascoltare i ragazzi". Gli studenti: "Troppo tardi. Se ne vada"

10 ottobre 2011

"Sono pronta ad ascoltare i ragazzi", dice il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini in un'intervista a 'la Repubblica'. La protesta degli studenti "merita rispetto", ha sottolineato. Ma ha aggiunto: "Le difese delle rendite di posizione dei professori le ritrovo pari pari negli studenti. Vogliono una scuola egualitaria, la scuola come sistema senza la centralità del singolo studente. Quel sistema ci ha fatto precipitare nelle classifiche internazionali".
Quanto ai tagli alla scuola, "sono finiti. Nel 2012 la pianta organica dei docenti sarà stata ridotta di 80mila unità e lì ci fermeremo". Il ministero "non è più in grado di sopportare diminuzioni di finanziamenti".
Nell'intervista la Gelmini ha ricordato che "nella legge di stabilità ci saranno 100 milioni per le borse di studio universitarie. Stiamo trovando 400 milioni per l'edilizia scolastica. Per gli atenei del Sud c'è un miliardo in ricerca (LEGGI). E i migliori maturati, scelti dopo un test tra chi ha preso il massimo, avranno un assegno per mantenersi all'università".
Per "l'incidente del tunnel dei neutrini sono stata colpita in ogni modo e ferita: Ma non mi fermo, so che fare politica non è un giro di valzer", ha detto. "Il secondo comunicato parlava di polemiche strumentali e non erano parole mie. Bastava chiedere scusa e farci su un po' d'ironia".

Quindi, adesso il ministro dell'Istruzione vuole ascoltare i ragazzi e dialogarci ... E' legittimo pensare, dunque, che prima di adesso la protesta degli studenti, meritoria di rispetto dice la Gelmini, non era stata sentita. Eppure le voci dei giovani e degli insegnanti si sono levate altissime, molte e molte volte.
"Con che faccia, ministra Gelmini, viene a chiederci di dialogare, dopo che per 3 anni ha chiuso le porte in faccia sia alle nostre proteste (dall'Onda del 2008 al gigantesco movimento dello scorso anno) sia alle nostre proposte (leggibili su www.altrariforma.it)? Con che faccia, ministra Gelmini, viene a chiederci di dialogare, mentre continua a mentire e truccare i numeri?".
Gli studenti della 'Rete della Conoscenza', hanno risposto così al ministro dell'Istruzione. "Se lei volesse davvero ammettere di avere sbagliato, potrebbe fare una cosa semplice semplice: cancellare tutti gli errori che ha fatto in questi 3 anni, abrogare le leggi, restituire i soldi tagliati, sospendere gli iter di riforma, e poi, quando la situazione sarà tornata quella pre-2008, potremo discutere tutti insieme di come cambiare una scuola e un'università che a noi di certo non vanno bene così come stanno. Se non farà questo - prosegue la Rete della Conoscenza - vorrà dire che la sua autocritica è falsa come il suo tunnel. E il confronto con noi sarà nelle strade e nelle piazze di questo autunno di mobilitazione, per ribadire la nostra richiesta di dimissioni per lei e per tutto il suo governo".

"Dopo aver tagliato ben 569,5 milioni di euro negli ultimi 3 anni al fondo di finanziamento ordinario delle università (a cui si aggiungono quelli alla scuola), non ci sarebbe da vantarsi a mettere fine ai tagli. Semplicemente, non c'è più niente da tagliare. Eppure - continua la Rete della Conoscenza - in ogni caso, non è così. La ministra sta continuando a tagliare: la legge 133/2008 prevede altri due scaglioni, che toglieranno alle università altri 417 milioni per il 2012 e 455 per il 2013". "Ma la bufala più grande è quella sulle borse di studio: i 100 milioni di euro che la ministra promette di investire non sono che la minima parte di quelli che ha già tagliato. Nel 2009 il fondo per il diritto allo studio era di 246 milioni di euro, e già non bastava per coprire (unico caso in Europa) neanche gli studenti che erano considerati idonei per legge. Quel fondo è stato ridotto a 99 milioni nel 2010 e a 26 milioni nel 2011. Quest'ultimo dato è stato poi corretto dopo le gigantesche mobilitazioni dello scorso anno, ma era un'una tantum, quindi da lì si riparte: i 100 milioni che la ministra promette - viene rilevato - non sono altro che una piccolissima parte di quelli che lei stessa ha già tagliato, e non basteranno neanche a farci tornare ai livelli (assolutamente insufficienti, i più bassi dell'intera Ocse) a cui eravamo 3 anni fa".

Sarcasticamente meravigliati si dicono l'Unione degli universitari e la Rete degli studenti medi. "Il ministro Gelmini a quanto pare si è svegliato in vena di generosità. Ha riconosciuto come degne di rispetto le manifestazioni di venerdì scorso, si è dichiarata dispiaciuta di aver perso il rapporto con gli studenti, si è detta pronta ad ascoltarci e ha finalmente chiamato con il proprio nome i tagli scellerati concordati da lei stessa col ministro Tremonti". "E' davvero lo stesso ministro Gelmini - si chiedono in una nota - che per tre anni si è lanciata nei peggiori insulti verso il movimento studentesco che con coraggio e positività le si è schierato contro per chiedere una nuova scuola ed una nuova università per il futuro di un'intera generazione? E' la stessa persona che parlava di 'razionalizzazione delle risorse' mentre accettava supina 8 miliardi di tagli rubati allo sviluppo del futuro del paese? E' lo stesso Governo che ha rifiutato ogni confronto con i rappresentanti degli studenti, dal forum delle associazioni studentesche al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari?".
"Noi studenti - continuano - non abbiamo la memoria corta e sappiamo riconoscere l'ipocrisia quando ci si manifesta davanti. Non saranno certo queste uscite del ministro fulminato sulla via del Gran Sasso a farci dimenticare che tipo di politica è stata portata avanti da questo governo, anche perch‚ sarebbe impossibile vista la situazione disastrosa che c'è nelle nostre scuole dopo tre anni di tagli". "Se veramente oggi il ministro Gelmini si dice disposto ad ascoltare gli studenti, dovrebbe finalmente accettare il grido che arriva ininterrottamente dalle piazze studentesche degli ultimi anni e si dovrebbe finalmente dimettere da un ruolo che non è in alcun modo in grado di ricoprire. Come Unione degli Universitari e Rete degli Studenti Medi noi saremo, come siamo sempre stati, pronti con le nostre idee per riprogettare la scuola e l'università che vogliamo, quelle che guardando realmente al futuro di noi studenti e del nostro Paese", concludono.
Poi una replica serrata alle argomentazioni della Gelmini. "La qualità dell'insegnamento è bassa, il diritto allo studio non è garantito, i tagli ci sono ancora". Poi le cifre: "Cento milioni per le borse di studio universitarie? Ma se ha tagliato il 95% del fondo per le borse di studio. 400 milioni per l'edilizia scolastica? Ma se dopo la tragedia del 2008 in cui morì uno studente, Vito Scafidi, non è ancora stata pubblicata l'anagrafe nazionale sull'edilizia scolastica".

Rete e Unione hanno poi sottolineato la lontananza tra la realtà e le affermazioni della Gelmini: "Sempre per l'edilizia scolastica, il Cipe ha stanziato nel 2010 dei fondi per ripianare almeno i casi più gravi di cui 256 milioni sono stati utilizzati in favore delle scuole abruzzesi, 358 saranno utilizzati per i casi più urgenti mentre i restanti 426 milioni sono spariti".
"Ministro, lei ha ragione, forse noi vogliamo discutere di cose più grandi di lei, come una buona scuola ed una buona università. Se veramente oggi si dice disposto ad ascoltare gli studenti dovrebbe finalmente accettare il grido che arriva ininterrottamente dalle piazze studentesche degli ultimi anni e si dovrebbe finalmente dimettere da un ruolo che non è in alcun modo in grado di ricoprire".

Per Federico Nastasi, della Rete Universitaria Nazionale, "il ministro avrebbe potuto fare questa intervista 4 anni fa. Adesso non ha senso: gli effetti promessi dalla riforma non sono arrivati, non c'è nessun risultato". E si tratta di una sorta di "autocertificazione del proprio fallimento". Ancora: "finalmente chiama le cose con il loro nome: i tagli sono tagli".
Critica anche la posizione della Rete29Aprile. Per Alessandro Pezzella, si tratta "di un intervento triste che fa emergere l'inadeguatezza del ministro". Ancora: "Ci troviamo di fronte a un condensato di contraddizioni. E poi bisognerebbe leggere l'intervista dal punto di vista psicoanalitico: si tratta di una sostanziale auto-delegittimazione. La Gelmini ammetta di essere stata travolta dalla velocità di internet sul caso del Tunnel dei Neutrini: ma il ministro dovrebbe governare questi processi, non farsi travolgere". Poi le menzogne. Palesi. "Dice che gli stipendi vanno aumentati. E invece nuovi regolamenti prevedono ad esempio che i dottorandi che fanno didattica non percepiscano nessun tipo di compenso".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, Repubblica.it]

 

 

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10 ottobre 2011
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