"Silvio voglio più bene alla Sicilia"

Gianfranco Miccichè ha presentato a Palermo il suo nuovo partito: Forza del Sud

31 ottobre 2010


Doveva essere il giorno di Gianfranco Micciché, e lo è stato. Il sottosegretario, 'one man show' con cravatta e fazzoletto arancioni, ha battezzato il suo nuovo partito, 'Forza del Sud', in un teatro Politeama gremito da duemila persone con i cappelli e le bandiere colorate e 16 anni dopo avere fondato in Sicilia Forza Italia, assieme a Marcello Dell'Utri.
"Abbiamo fatto un miracolo, un momento bello ed emozionante. Speriamo che vada tutto bene, ma io sono sempre stato ottimista e quindi andrà tutto bene - ha detto poco prima di entrare nel teatro il sottosegretario Gianfranco Miccichè che poi ha proseguito - L'idea di creare un partito nacque durante un Consiglio dei ministri".
"In una disputa tra me e i rappresentanti della Lega, Berlusconi scelse loro. Mi disse: Gianfranco, loro sono un partito e tu no. Ecco oggi siamo un partito. Il Pdl ha ancora senso? Come no! È il primo partito in Italia, qui in Sicilia è abbastanza scombinato. E poi attento Berlusconi".
 
Salito sul palco, emozionato come non mai, tanto da rinunciare dopo pochi minuti al discorso scritto, Micciché ha quindi lanciato la sfida a Berlusconi: "Ti voglio un bene bestiale, ma la nostra fedeltà non è infinita. Devi cambiare lo stile di vita, che a te piace, ma a noi ci fa stare male, ma soprattutto l'approccio politico; mettici nelle condizioni di stare con te o saremo contro di te. Oggi voglio più bene alla Sicilia e al Sud".
Parole inequivocabili tanto da indurre il ministro Stefania Prestigiacomo, unico esponente del governo presente in sala (come "invitata", precisa una nota del suo ministero) a precisare: "So il grande affetto personale e la stima, quasi una venerazione, che nutre per il presidente Berlusconi. Pertanto qualche eccesso retorico può essere letto solo in chiave positiva e di sostegno nei confronti del premier".
L'imbarazzo del ministro, che comunque indossava un foulard arancione di richiamo ai colori di Forza del Sud, è stato colto da quanti a conclusione dell'Assemblea del partito hanno fatto notare che è andata subito via, mentre il bagno di folla era tutto per Micciché. "Sono pazzo di questo partito, è un miracolo", ha ripetuto più volte il sottosegretario, mentre sfumava il brano 'Siamo Meridionali', del cantautore calabrese Mimmo Cavallo, scelto come inno del partito.

Ad ascoltarlo c'erano circa 600 amministratori locali giunti da ogni parte dell'isola e da altre regioni e i nove parlamentari nazionali, eletti in Sicilia, che hanno aderito a Fds "ma in atto - spiega il deputato Giacomo Terranova - non è previsto alcuno spostamento dai gruppi del Pdl". Oltre a Gianfranco Miccichè, hanno aderito al nuovo partito i parlamentari Giacomo Terranova, Pippo Fallica, Francesco Stagno D'Alcontres, Antonino Minardo, Salvo Fleres, Roberto Centaro, Ugo Grimaldi, Mario Ferrara. A questi si aggiungono una quindici di parlamentari di altre regioni del Mezzogiorno le cui posizioni sono vicine a quelle di Miccichè.
Micciché, dopo aver ascoltato i messaggi inviati da Umberto Scapagnini e Antonio Martino, ha spiegato che il partito starà nel centrodestra e farà da contrappeso alla Lega, mentre davanti a lui c'era un grande striscione con scritto "Micciché anche Verona è con te". "Credo che i terroni siano meglio dei polentoni - ha detto dal palco, strappando applausi -. Noi abbiamo dietro la Magna Grecia, loro gli Unni. Loro hanno le paludi nebbiose, noi il sole e i colori".
Quindi andando sui temi caldi dell'agenda politica, ha avvertito il governo: "Questo federalismo non ci piace, e sarà una delle prime battaglie su cui ci misureremo; proporremo delle modifiche, se rimane così come è non lo faremo passare".
Incalzato dai cronisti, ha sostenuto che "il Pdl ha ancora senso, perché è il primo partito in Italia e perché ha senso Berlusconi, mentre in Sicilia è scombinato". E a questo proposito ha teso la mano agli ex colleghi: "Sono disposto a farmi carico della ricostruzione del centrodestra in Sicilia, ragioniamo su una proposta per le prossime regionali". Al governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, invece, ha suggerito: "Chiamati i tuoi burocrati, non possono dire sempre di no a tutto: in Sicilia ci sono 13 miliardi bloccati, questi fondi potrebbero far aumentare il Pil di 3 punti e creare 35-38 mila nuovi posti di lavoro".

Le reazioni politiche


Stefania Prestigiacomo - Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo giudica "un progetto politico serio" quello di Gianfranco Miccichè che riferisce di conoscere da tempo: "so il grande affetto personale e la stima, quasi una venerazione, che nutre per il Presidente Berlusconi. Pertanto qualche eccesso retorico di stamani può essere letto solo in chiave positiva e di sostegno nei confronti del premier". "Ascolterò le loro istanze con attenzione e rispetto" ha detto il ministro, presente, da invitata, al battesimo politico di Forza Sud. "Faccio i migliori auguri a Gianfranco Miccichè e a tutti gli amici che hanno aderito al suo ambizioso progetto di una forza paladina delle ragioni del sud - ha spiegato - e condivido in pieno la necessità di dare voce a quanti si erano illusi di trovare nell'MPA una credibile difesa degli interessi del mezzogiorno. Credo che quello di Miccichè sia un progetto politico serio per questo, da Ministro siciliano, ascolterò le loro istanze, che meritano attenzione e rispetto".
Antonello Cracolici - "Se il livello è quello dello schema 'terroni-polentoni', tutt'al più si può portare avanti una chiacchierata al bar, non si può certo pensare di mettere in piedi un ragionamento politico. Figuriamoci un partito nazionale". Lo ha detto Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all'Ars, a proposito dell'intervento del sottosegretario Gianfranco Micciché, che ha presentato Forza del Sud. "Alla Sicilia - conclude - serve una classe dirigente veramente autonoma e libera da ascarismi, che abbia una visione nazionale capace di guardare lontano. Del resto possiamo benissimo fare a meno".
Fabio Granata - "Non se ne sentiva il bisogno". E' il commento laconico del parlamentare di Fli, Fabio Granata, a Firenze per la prima assemblea regionale di Generazione Italia, ad una domanda dei giornalisti sulla nuova formazione Forza del Sud di Micciché.
Sergio D'Antoni - "Ascoltando le parole di Gianfranco Micciché, viene da chiedersi dove abbia vissuto il negli ultimi due anni e mezzo per scoprire solo oggi la politica antimeridionalista e antisicilianista dell'esecutivo Berlusconi, di cui occupa una prestigiosa poltrona. Sarebbe poi interessante sapere come concilia la propria delega al Cipe con l'aver fatto passare tutti, ma proprio tutti i provvedimenti che hanno affossato il Mezzogiorno". Lo afferma il deputato del Pd Sergio D'Antoni commentando l'intervento di Micciché. "E' assai improbabile - ha aggiunto - il ruolo di vendicatore del Sud che Micciché cerca di autoassegnarsi, salvo tornare a firmare ogni decreto che il Carroccio impone a Roma. Non è con questa operazione di basso marketing e di riposizionamento che riuscirà a lavarsi la coscienza e a nascondere ai meridionali la propria corresponsabilità di fronte all'azione devastante dell'asse Berlusconi-Bossi-Tremonti. Al di là del merito sulla miopia e la pericolosità di una 'Lega Sud', questo tentativo è oggi sotto gli occhi di tutti".
Giuseppe Lupo - "Micciché recita due parti in commedia: fa la vittima del governo leghista senza rinunciare al ruolo di carnefice del Sud come sottosegretario di Berlusconi". Lo ha detto il segretario regionale del Partito democratico Giuseppe Lupo. "Micciché - ha aggiunto Lupo - si illude di poter realizzare tre missioni impossibili: ricostruire il centrodestra in Sicilia, contrastare la politica leghista del governo nazionale e obbligare Berlusconi a cambiare stile di vita. Quanto ai tredici miliardi di euro bloccati alla Regione, ne chieda conto e ragione al suo amico ex assessore all'Economia Michele Cimino". "Il ministro Prestigiacomo - ha concluso Lupo - sa bene che nessun partito, che nasce al servizio di Berlusconi, può tutelare gli interessi della Sicilia".
Saverio Romano - "Bene che Miccichè si ponga con il suo partito dentro il perimetro del centrodestra, in Sicilia occorre rilanciare l'azione politica di un area che è maggioritaria tra i siciliani. Insieme con pazienza e umiltà. Benvenuto nell'associazione vittime di Lombardo". Lo afferma Saverio Romano, coordinatore di Popolari Italia domani.

[Informazioni tratte da Ansa, Adnkronos/Ing, La Siciliaweb.it]

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31 ottobre 2010

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