''Siracusa'' raccontata da Enzo Maiorca e da Lamberto Rubino. L'ultimo del grande subacqueo aretuseo

26 settembre 2007

Enzo Maiorca, il famoso subacqueo record-man che rappresenta Siracusa e l'Italia intera nel mondo, si racconta e racconta la propria città in un libro illustrato dal fotografo Lamberto Rubino.

La pubblicazione, intitolata ''Siracusa'' ed edita dalla Erreproduzioni, sarà presentata venerdì, 28 settembre 2007, presso la Capitaneria di porto di Siracusa. Saranno presenti: Enzo Maiorica, l'assessore comunale alla Cultura, Fabio Granata, il comandante della Capitaneria di porto, Antonino Munafò, il fotografo Lamberto Rubino e l'editore Fabrizio Rubino.

A nord di un'idea a sud di un amore
''I Greci sono colonizzatori. Sempre stati. Ma colonizzano le spiagge, non si inoltrano. Sanno che a perdere di vista il mare, si perde il tremolar della marina: si perde l'intelligenza''. Savinio

Enzo Maiorca è un eroe Greco. Non soltanto per la sua straordinaria spinta a superare i propri limiti naturali e interiori, ma perché strettissima è la connessione tra identità greca e il mare, un mare ad un tempo esterno e interno, un mare capace di custodire e collegare le differenze, un mare che è radici e identità.
Una grande identità plurale.
Il politeismo, la tragedia e la filosofia conoscono la legittimità di più punti di vista oltre che la difficoltà della loro coesistenza e tutto questo in Grecia è legato al mare come se esistesse un'omologia strutturale tra la configurazione geografica della Grecia (e in particolare il rapporto tra terra e  mare) e la sua cultura. Tutto questo nel corso della Storia si è esteso poi alle colonie e, in maniera superlativa e unica,  alla capitale della Grecia d'occidente, la città di Enzo Maiorca: la nostra Siracusa.
Mesopotamia: la Civiltà ha le sue prime origini in Oriente, un Oriente vicino che è una terra contenuta tra le acque di due fiumi. Ma poi la Civiltà si disloca da Oriente ad Occidente, dal pieno della terra al vuoto del mare: in Egitto, a Creta e in Grecia. E poi, dalla Grecia in Sicilia. A Siracusa, dove tutto ha inizio... Era il  734 a.C.

Enzo Maiorca è un discendente della nobile stirpe Corinzia. Uomini di Mare e d'Avventura che disegnarono uno spazio, profilarono un orizzonte storico e geopolitico inedito, tracciarono non il limite di un confine ma l'area di un mare bordato di terre: il Mediterraneo.
Terre diverse tra loro: lingue, costumi, profumi, sapori variegati e differenti. Il ''Mare di Mezzo'', allora, non rappresenta più ostacolo né barriera invalicabile: al contrario ora connette, veicola, trasmette mercanzie e denari, parole e immagini, arti e mestieri, ora inventa e include civiltà, paesaggi e natura. Viene alla mente Braudel: ''Che cos'è il Mediterraneo? Mille cose insieme. Non è un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari... un crocevia antichissimo. Da millenni tutto vi confluisce complicandone e arricchendone la storia: bestie da soma, vetture, merci, navi, idee, religioni, modi  di vivere''.
Solida la terra, compresa tra certi limina su cui si incidono come segni indelebili vie e percorsi. Fluido il mare, dove tutto scorre, in cui l'itinerario tra un punto e un altro va tracciato ogni volta di nuovo e la rotta è, sempre, da inventare. Il rapporto con il mare, stimola il pensiero, produce una nuova conoscenza, pratica e teorica nello stesso tempo.
Enzo Maiorca discende da Ulisse. Limiti ricercati nelle profondità o nelle rotte inventate, poco importa: limiti, comunque, da vincere e superare. Limiti soprattutto interiori.
A Siracusa  nasce il Logos del pensiero occidentale trattando gli elementi fisici come concetti. La dolcezza e la grandezza della civiltà Greca e Mediterranea è il frutto di questa complicità creativa tra gli uomini e l'ambiente naturale, che altrove hanno rapporti di definitiva ostilità. Forse è perché qui gli uomini, per la prima volta, non hanno dovuto spendere tutte le loro energie per sopravvivere e sono riusciti così a sperimentare forme superiori di convivenza, più aperte alla reciproca curiosità, alla stabile negoziazione commerciale, alla diplomazia degli scambi culturali: la rete della tradizione cosmopolita che collega le diverse sponde del nostro mare si costituisce sul nucleo fondativo di un preciso carattere, di una vera ragione Mediterranea.

Enzo Maiorca è il custode del mare. E da custode ha trasmesso la sua esperienza alle figlie: radici e identità non chiuse ma caratterizzate da un atteggiamento spirituale che parla di avventura, di coraggio di rispetto della natura, di amore. Per questo Enzo Maiorca, silenzioso e solitario eroe greco è situato in uno spazio metafisico posto a nord di un'idea - la Grecia - a sud di un amore - quell'Italia da lui tanto amata.
Osservandolo passeggiare assorto e attento tra le stradine d'Ortigia, con quel suo aspetto da Viaggiatore attento e curioso, ci appare come portatore di ri-guardo straordinario per la sua Città.
Ri-guardo, nel duplice senso di aver riguardo e di tornare incessantemente a guardarla, per scoprire ogni giorno nuove e importanti testimonianze di una delle più straordinarie stratificazioni storiche e culturali del pianeta, qui immortalate con impareggiabile sapienza da un altro Viaggiatore della nostra città: Lamberto Rubino.
Oggi a Siracusa, dopo anni di ''follia industriale'' torna a farsi strada una nuova e prepotente consapevolezza culturale e, ne sono certo, Enzo Maiorca guarda con soddisfazione e speranza al profondo recupero di spazi e di luoghi, di paesaggi e monumenti che sembrano accompagnare la Città verso una riappropriazione  definiva del ruolo di grande capitale culturale che le spetta e che è stato sancito e riconsacrato con l'ingresso nella World Heritage List dell'Unesco.
Enzo Maiorca è un Greco d'occidente: mi piace pensare, anzi ne sono certo che nel suo cuore, nel suo sguardo intelligente e solare, nella straordinaria e aristocratica figura, segnata ma non certamente piegata dalle mille avventure e da un recente, e indicibile, dolore è forte e vivo l'orgoglio per una identità a lungo ricercata negli abissi e gradualmente ritrovata dai suoi concittadini.

Fabio Granata
Assessore alle Politiche culturali del Comune di Siracusa

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26 settembre 2007

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