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"Solidarietà è anche adempiere agli obblighi"

Il ministro dell'interno tedesco "rimprovera" l'Italia: "Basta lamentarsi per gli arrivi di immigrati. È un Paese in grado di accogliere 10.000-12.000 rifugiati"

11 maggio 2011

"L'Italia non ha alcun motivo di lamentarsi per la mancanza di solidarietà" da parte dell'Europa sulla vicenda degli immigrati arrivati sulle coste meridionali. Queste le parole del ministro dell'Interno tedesco, Hans-Peter Friedrich al quotidiano francese Le Figaro. "Il principio della libertà di circolazione all'interno dell'Ue non può essere in nessun caso rimesso in questione, ma è altrettanto importante che il sistema Schengen venga rafforzato per far fronte a situazioni eccezionali" ha aggiunto Friedrich. "Dall'inizio del sollevamento democratico nel Nordafrica in Italia sono arrivati appena 25mila immigrati", ha sottolineato. "Un grande Paese come l'Italia può accogliere senza grande difficoltà i 10.000-12.000 rifugiati che hanno chiesto di restare sul suo territorio. La solidarietà implica anche che si deve adempiere ai propri obblighi. Lo scorso anno la Germania da sola ha accolto oltre 40mila richieste d'asilo'', ha aggiunto.

Le critiche del ministro degli interni tedesco sono arrivate il giorno dopo l'audizione alla commissione Affari esteri alla Camera di Laura Boldrini, portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). La commissaria ha dato un quadro degli arrivi e delle domande di asilo in Italia e nei Paesi vicini: "nel 2010 in Francia le domande di asilo sono state 48 mila, in Germania 42 mila, in Italia solo 8.200". In totale, ha riferito Laura Boldrini, in Germania ci sono 600 mila rifugiati, in Francia 200 mila, nel Regno Unito 300 mila, in Italia 55 mila. Insomma il nostro paese "non è tra i più esposti, ci potrebbe essere per questo riluttanza in Unione europea per una suddivisione", visto che negli altri paesi ci sono già "numeri ben più importanti".

Ieri mattina, parlando a margine di una riunione ministeriale del G8 a Parigi dedicata al contrasto al traffico di droga, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha detto ancora una volta che l'Europa ha lasciato sola l'Italia a gestire i rifugiati: "Noi siamo stati lasciati soli ad affrontare l'emergenza immigrazione: l'Europa non da risposte e non è bello vedere gli altri Paesi dell'Unione che stanno a guardare". Maroni, poi, ha ringraziato quanti si sono adoperati per mettere in salvo i profughi caduti in mare vicino a Lampedusa (LEGGI): "Lodo tutti coloro che si sono battuti in mare per salvare vite umane, quelle dei migranti nel barcone arrivato a Lampedusa qualche giorno fa. Per loro proporrò al presidente della Repubblica di assegnare un riconoscimento", ha detto Maroni.
Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, durante la discussione a Strasburgo sulle possibili modifiche al trattato di Schengen per far fronte all'emergenza immigrati, ha dichiarato: "La libera circolazione per l'Europa è quello che le fondamenta sono per un edificio, se si toglie questo rischia di crollare tutto". "La libera circolazione - ha aggiunto Barroso - è fondamentale per il successo del mercato unico e per promuovere crescita e occupazione in Europa". Il presidente della Commissione europea ha poi aggiunto che "i Paesi che sono più esposti ai flussi migratori non possono essere lasciati soli ad affrontare il problema. È dovere di tutti i paesi aiutare i Paesi che sono esposti a grosse pressioni. Gli oneri - ha spiegato - vanno ripartiti equamente e tutti gli stati membri devono assumersi le proprie responsabilità. Questo è lo spirito dell'Ue. La solidarità e la responsabilità sono le parole chiave della nostra risposta all'immigrazione. La risposta, dunque, non può che essere europea. Bisogna trovare una governace congiunta - ha concluso Barroso - non delle soluzioni unilaterali".

[Informazioni tratte da Repubblica.it, AGI, Corriere.it]

 

 

 

 

 

 

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11 maggio 2011
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