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"Sono già sindaco"

A Palermo trionfo di Leoluca Orlando che, comunque, va al ballottaggio con Fabrizio Ferrandelli

08 maggio 2012

Festa grande ieri nel comitato elettorale di Leoluca Orlando, risultato in netto vantaggio sugli altri dieci candidati fin dalle primissime proiezioni. Alla fine andrà al ballottagio con quello che fu un tempo il suo delfino, Fabrizio Ferrandelli, ma lui, Orlando, che per moltissimi palermitanei è sempre stato "u sinnacu" (il sindaco), si sente già seduto nello scranno di Palazzo delle Aquile. "E' un successo strepitoso, l'avete capito che sono sindaco? Aveva ragione Pablo Picasso che diceva che per divenire veramente giovani occorre tempo e io credo che il tempo l'ho passato e forse sono un giovane sindaco di questa città che può dare una risposta di futuro a Palermo e la può dare con un vantaggio enorme: non c'è nessun collare al mio collo. Giù le mani da Palermo. Questa è una battaglia di libertà".
Insomma, a Palermo sarà ballottaggio tra Leoluca Orlando (102.289 voti - 47.36%) e il candidato del centrosinistra Fabrizio Ferrandelli (37.523 voti - 17.37%). Distante il candidato del Pdl Massimo Costa con poco più del 12%.
"Io non ho un collare al collo - ha ribadito -, attendo i risultati definitivi ma già possiamo dire che i palermitani hanno mandato nella discarica di Bellolampo la cattiva politica. Palermo finalmente è libera". Queste le parole di Orlando parlando nel suo comitato elettorale, mentre sull'eventuale ballottaggio ha detto: "Non farò alleanze con nessuno. La mia storia è chiara, non farò mai accordi con i partiti che hanno governato con Raffaele Lombardo e con l'ex Cammarata". Poi il suo primo bagno di folla, accolto da un centinaio di persone in strada, davanti al suo comitato elettorale, in via Mazzini. "Grazie a tutti, è un risultato straordinario", ha detto salendo su un palchetto improvvisato. "E ora sapete dove vado, in piazza Pretoria, alla faccia degli invidiosi", frase che ha pronunciato in dialetto.

"Metterò Palermo in sicurezza rispetto alle scellerate politiche sociali del governo Monti e rispetto alle scellerate politiche del malaffare del governo Lombardo", ha poi aggiunto parlando coi cronisti a Palazzo delle Aquile. "I palermitani con il loro voto mi hanno dato ragione, dimostrando che non è morta Palermo ma era morta la politica. I cittadini si sono liberati da vecchi collari inciucisti, lanciando un messaggio importante. Io sono orgoglioso del risultato e del carico di responsabilità che mi assumo".
Come un fiume in piena ha inoltre attaccato i leader nazionali che hanno sostenuto Ferrandelli: "È una vergogna che Vendola e il Pd tengano il cordone a Lombardo", ha detto riferendosi al fatto che un pezzo di Pd sostiene Lombardo alla Regione, ma l'Mpa aveva un altro candidato a Palermo, Alessandro Aricò. "La metà degli elettori del Pd ha votato per me: su questo Bersani dovrebbe riflettere. Io mi devo occupare di Palermo e non di quelli che sono nelle mani di Lombardo e Cammarata".
Poi ha annunciato che si dimetterà da deputato di Idv: "Ho tolto la spilla d'Italia dei valori, e tra qualche giorno sarò un ex deputato d'Idv, perché il sindaco non deve essere legato a nessun partito. In questo momento comunque la persona più felice d'Italia è Antonio Di Pietro. Anzi, è la seconda perché il primo sono io".
E questo il commento del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, visti i risultati elettorali della città di Palermo: "Non fa differenza se vincerà al primo o al secondo turno, ma Leoluca Orlando si è assunto la responsabilità, in un momento estremamente delicato, di indicare un'inversione di tendenza""Abbiamo scommesso con Luigi de Magistris a Napoli e oggi ripetiamo a Palermo", ha aggiunto. "E' stata premiata Idv per la coerenza dei programmi e d'idee: lontani da Lombardo e Cammarata. Italia dei valori offre un’alternativa di governo responsabile e di qualità".

"Credo che i palermitani vogliono cambiare, siamo fiduciosi di arrivare al ballottaggio", ha detto Fabrizio Ferrandelli, candidato di Pd, Sel e una serie di liste a lui collegate commentando le prime proiezioni. "Credo di avere combattuto assieme alla mia squadra una giusta battaglia. Al ballottaggio si gioca un'altra partita che giocheremo con la stessa grinta". "Orlando ha preso i voti dagli uomini dell'ex sindaco Diego Cammarata - ha aggiunto -. È evidente guardando la somma dei voti per lui e quelli del suo schieramento". "Noi da domani ci opporremo ad 'Orlando-Cammarata - ha concluso - Faremo appello a tutti gli elettori che vogliono avere un cambiamento. Con il ballottaggio si riparte zero a zero con palla a centro. Ma ora Orlando parte con un handicap si è capito che il re è nudo".
E' la stessa tesi sostenuta dal senatore Pd, Giuseppe Lumia, sostenitore della prima ora, insieme con Antonello Cracolici, di Ferrandelli. "Buona parte del voto organizzato del Pdl, di Forza del Sud e anche di settori del Terzo polo è andato ad Orlando. Insomma, oggi abbiamo un asse Orlando-Cammarata che a secondo turno può essere battuto da Fabrizio Ferrandelli. Si ricomincia da zero e il miglior progetto di città può spiccare il volo e ribaltare il risultato del primo turno. Fabrizio Ferrandelli ha le caratteristiche per rivolgersi all’intera città, abbattere gli steccati in modo trasparente e vincere al di là di quello che settori dei partiti e diversi candidati al Consiglio comunale hanno stabilito a tavolino".

IL PREMIO DI MAGGIORANZA - Se Leoluca Orlando avesse vinto le elezioni al primo turno, non avrebbe la maggioranza in Consiglio, visto che i partiti che lo sostengono hanno percentuali inferiori di due terzi rispetto ai consensi raggiunti dal candidato a sindaco. Il premio di maggioranza, previsto dalla nuova legge elettorale siciliana per le amministrative, scatta - in caso di vittoria al primo turno - se le liste che sostengono il candidato risultato vincente abbiano superato complessivamente il 40% dei consensi. In questo caso la coalizione ottiene il 60% di rappresentanti in consiglio comunale: nel caso di Palermo, 30 consiglieri su 50. Se il 40% non viene raggiunto, la distribuzione dei seggi avviene su base proporzionale e potrebbe verificarsi che il sindaco eletto non abbia una maggioranza in consiglio. Il candidato a sindaco che vince al ballottaggio, invece, ottiene il 60% della rappresentanza consiliare, indipendentemente dalla percentuale dei voti raggiunta dalle proprie liste al primo turno, purchè ognuna di esse abbia superato lo sbarramento del 5%.

L'affondo della "corazzata Pdl" - Dai numeri usciti fuori ieri dalle urne palermitane, si evince non solo il trionfo di Orlando ma anche la tremenda batosta del Pdl che con il suo "problem solver", Massimo Costa, mai aveva raggiunto livelli tanto bassi. Già nel primo pomeriggio, l'ex ministro Ignazio La Russa al Tg3 dava un giudizio severissimo sui risultati: "Abbiamo sbagliato i candidati, non ho difficoltà ad ammetterlo. C'è la mania di cercarli con la faccia carina senza sapere da quale esperienza amministrativa vengano mentre la gente vuol persone affidabili e per i palermitani è più affidabile Orlando".
Il candidato di Pdl, Udc e Grande Sud, ci ha messo un bel po' per digerire la sonora sconfitta, poi, raggiunto telefonicamente ha detto: "Per noi è un buon risultato". "Vuole sapere una cosa? Non sono matto ma lo penso sul serio quello che le sto per dire: Sono molto soddisfatto dell'esito di queste amministrative. Sono contento di avere condotto una bella campagna elettorale, tutta basata sui contenuti e ho inaugurato un nuovo modo di fare politica: la politica della verità". "Sono tranquillo e rilassato - ha detto all'Adnkronos - perché nessuno mi crede?".
Al Comitato elettorale Costa è arrivato poco dopo la mezzanotte. Prima ha preferito aspettare che i risultati arrivassero con più certezza. Alla domanda sul perché il Pdl non abbia votato compatto per Massimo Costa, eppure sostenuto da Pdl-Udc-Grande Sud, Costa ha replicato serafico: "Sono analisi che mi interessano poco, davvero. Io sono interessato a un progetto civico che rappresenta la vera novità di questa città". E aggiunge: "Io sono stato l'unico candidato che non aveva una tessera di partito e che non ha mai fatto politica prima di adesso". "Questo progetto è ancora all'inizio - ha aggiunto ancora - che mette insieme gruppi di persone che ci credono". Infine, ha liquidato brevemente le critiche del coordinatore nazionale del Pdl La Russa: "Poteva tranquillamente pensarci prima. Dieci anni da presidente del Coni credo sia più di un qualsiasi biglietto da visita", ha chiuso Costa.

Alla luce dei risultati, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ha usato una battuta per commentare l'esito delle amministrative: "C'è stata una sconfitta, ma l'analisi per il Pdl non è catastrofica. Per il nostro partito non è una catastrofe". "Penso che a Verona (dove è stato rieletto Flavio Tosi, ndr) come a Palermo ci sia stato un successo individuale, gli elettori hanno votato una persona in cui si riconoscono. Ma detto questo, ricordo a Orlando che anche lui ha subito delle sconfitte quindi facesse meno dichiarazioni da gradasso e da spaccone come sta facendo in queste ore".
"Leoluca Orlando? E' il nuovo che ritorna...". Questo l'ironico commento di Silvio Berlusconi all'affermazione di Orlando a Palermo. Berlusconi esclude che l'esito delle comunali possa incidere sulla tenuta del governo Monti. "Non credo che queste elezioni possano influire sulla tenuta del governo", ha commentato il Cavaliere in serata da Mosca. "Comunque vedremo nei prossimi giorni, rifletteremo anche su questo" ha aggiunto.

Le reazioni all'indomani del voto - "A Palermo c'è un dato incontrovertibile: c'é un grosso consenso per Leoluca Orlando, e di questo bisogna soltanto prenderne atto". Lo ha affermato il presidente della Regione Siciliana e leader del Mpa, RAFFAELE LOMBARDO, commentando con i giornalisti a Catania i dati delle amministrative. "In quanto a lui - ha aggiunto il governatore - io l'ho giudicato, per le sue affermazioni, uno sciacallo, e quello che dice è vomitevole. Basta pensare a quello che diceva di Falcone: lui calunniava e aggrediva anche il magistrato". Sul ballottaggio Lombardo ha annunciato che "personalmente" lascerà "libertà di voto, senza dare indicazioni, tranne dove c'é un apparentamento". "In Sicilia, in buona sostanza, il Pdl si è squagliato: a Palermo dove ha governato, credo malissimo, per dieci anni, non arriva neppure al ballottaggio", ha aggiunto Lombardo. Secondo il governatore se "il Pdl non si fosse dedicato a aggredire il governo regionale affidando la gestione del partito in Sicilia a Firrarello e Castiglione non sarebbe iniziata qui quella crisi profonda che ora porta alla dissoluzione, o quasi, del Popolo della libertà".
Per GIANFRANCO MICCICHE', "sono arrivate sberle per tutti, E da oggi la vecchia geografia politica non conta più. Tutto da rifare". "Ecco il punto, il crollo della politica", "una fase politica è finita ed è inutile che ognuno cerchi di garantire se stesso", aggiunge il leader di Grande Sud e protagonista, a suo tempo, del 61 a 0 del centrodestra in Sicilia.

Erano passate da poco le quattro del mattino quando FRANCESCO CASCIO, presidente dell'Ars ed esponente del Pdl ha lasciato il Comitato elettorale di Massimo Costa. Molto amici nella vita, i due sono rimasti chiusi nell'ufficio del candidato ex Presidente del Coni siciliano per quasi un'ora. "Certo, avremmo potuto fare di più per Massimo Costa. Ma io ho fatto il massimo e ho la coscienza a posto, non so quanti ce l'hanno a posto come me. Nel Pdl di Palermo si impone adesso una riflessione molto seria, a partire dai segretari, provinciale e cittadino". "Credo che questa campagna elettorale è stata considerata da alcuni esponenti del Pdl come un regolamento di conti interno, e non parlo solo del Pdl, parlo di tutti i partiti. C'è stata una sorta di sfogatoio dei vari partiti: nel Pdl la ronda contro gli amici di Cascio, in Fli una cosa analoga contro Aricò".

Gli altri candidati - I candidati sindaci a Palermo erano 11 e questi sono stati il numero dei voti e le percentuali degli altri otto: Alessandro Aricò, sostenuto dal Terzo Polo ha ricevuto 18.903 voti (8.75%); la candidata del Pid, Marianna Caronia ha avuto 15.515 voti (7.18%); Riccardo Nuti del Movimento 5 Stelle ha ricevuto 10.510 voti (4.91%); Tommaso Dragotto 1.909 voti (0.89%); Giuseppe Mauro 800 voti (0.37%); Rossella Accardo 608 voti (0.28%); Marco Priulla 352 voti (0.16%); Gioacchino Basile 232 voti (0.11%).

Alessandro Aricò si è detto soddisfatto del risultato raggiunto. "Si tratta di un risultato che ci soddisfa, frutto di un lavoro impegnativo e gratificante. Siamo a circa un punto percentuale dal candidato sostenuto dal Pdl, si tratta di una grande prova. Una prova certamente non di forza, ma fatta di passione, programmi, di sincero interesse per i problemi della città. Sulla base di questo e sulla base del risultato che si sta profilando, ci proponiamo come soggetto politico in grado di incarnare i valori del centrodestra". "Il risultato di Orlando è un risultato inverosimile - ha poi aggiunto -. Palermo ha scelto di tornare indietro ai primi anni '90".

Soddisfatta anche Marianna Caronia: "Il risultato è estremamente positivo, con una percentuale che ci vede al quarto posto e sopra un candidato sponsorizzato dal presidente della Regione e appoggiato da sei liste". Arrivata nel tardo pomeriggio al comitato di via Notarbartolo, la Caronia ha commentato: "I numeri parlano da sé. Se una candidatura che parte in solitaria e che poi viene appoggiata da alcuni partiti supera il candidato del presidente della Regione (Alessandro Aricò, ndr), qualcosa vorrà dire. La mia candidatura nasce dalla voglia di nuovo che c'è in questa città. Noi non abbiamo goduto dell'appoggio di grandi apparati per cui, anche se questo dovesse essere l'esito finale, mi ritengo soddisfatta. Sicuramente al Pdl dico che una valutazione più attenta delle coalizioni, forse avrebbe portato a una sicura vittoria".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, ANSA, Lasiciliaweb.it, GdS.it, Corriere del Mezzogiorno, Repubblica/Palermo.it, LiveSicilia.it]

 

 

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08 maggio 2012
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