''Tv e stampa attaccano sempre me e il mio governo. Ma so io come rimettere in sesto le cose''

Berlusconi pensa di cambiare la par condicio è di giocarsi il tutto e per tutto nella comunicazione

24 ottobre 2005

Beh, Celentano fa un programma ogni tanto, sicuramente la sua vita non è legata alla televisione. Sabina Guzzanti e il fratello Corrado sono abituati ad essere oscurati, messi da parte, insomma a scomparire per qualche tempo dallo schermo. Ma adesso fra i nomi pronunciati da Silvio Berlusconi, parlando degli attacchi continui e sistematici che in televisione vengono scoccati alla sua sua persona e al suo governo, ce ne sono dei nuovi e legati fondamentalmente alla programmazione tv. Che debbano temer qualcosa Serena Dandini, Gene Gnocchi, Enrico Bertolino e Dario Vergassola

''Quello di Celentano è soltanto l'ultimo episodio di un sistema della comunicazione, televisione ma anche stampa, che dal 2001 ha sistematicamente attaccato l'operato del governo e il presidente del Consiglio''.
Tre giorni dopo la prima puntata di RockPolitic, il programma di Celentano, il premier ha affidato le sue considerazione a Bruno Vespa, che le ha inserite nel libro ''Vincitori e vinti. Le stagioni dell'odio dalle leggi razziali a Prodi e Berlusconi'' in uscita da Mondadori all'inizio di novembre.
''Non c'era bisogno di Adriano Celentano per avere ventate di libertà in televisione. Basta guardare ogni giorno i canali Rai per vedere battute contro il presidente del Consiglio da parte di Serena Dandini e Sabina Guzzanti, Gene Gnocchi ed Enrico Bertolino, Dario Vergassola, Corrado Guzzanti e altri che cerco di non tenere a mente. Oltre, è ovvio, a Rockpolitik''.
''Quello di giovedì 20 ottobre - dice a Vespa il presidente del Consiglio - è soltanto l'ultimo episodio di un sistema della comunicazione, televisione ma anche stampa, che dal 2001 ha sistematicamente attaccato l'operato del governo e il presidente del Consiglio''. ''Mi accusano di controllare le principali 6 reti televisive nazionali, mentre la verità è sotto gli occhi di tutti - continua Berlusconi - l'intero palinsesto di Rai3 è mirato contro il Presidente del Consiglio e contro il Governo, l'informazione di Canale 5 dà spesso più spazio alle ragioni dell'opposizione piuttosto che alle nostre, Tg1 e Tg2 sono abbastanza equilibrati. C'è solo il Tg4 dalla nostra, con Emilio Fede che tuttavia non ha mai offeso nessuno dell'opposizione. Ma sono soprattutto le trasmissioni di intrattenimento, quando si occupano di questioni sociali e politiche, a riservare più critiche che non riconoscimenti al governo. Per non parlare della stampa quotidiana''.

''Io non pretendo un sistema dell'informazione che ci elogi - sostiene Berlusconi - Ma denuncio le falsificazioni dell'opposizione sul nostro lavoro, che vengono presentate come verità senza alcun contraddittorio. Solo due esempi. Quando fu approvata la riforma della scuola la sinistra scatenò una campagna che ci accusava di aver abrogato il cosiddetto 'tempo pieno'. Non era vero, ma stampa e televisione presero per buona questa affermazione senza neppure verificarla e fummo costretti per mesi a difenderci da questa falsa accusa. E' questo il metodo abitualmente adottato dalla sinistra: quello di ripetere continuamente una menzogna sino a farla apparire verità''.
''E' lo stesso metodo
- prosegue il presidente del Consiglio - adottato contro ogni nostra legge finanziaria: dal 2001 ad oggi continuano ad accusarci di aver tagliato la spesa sanitaria, mentre la verità è che in questi cinque anni l'abbiamo aumentata di quasi il 50% passando da 65 a 93 miliardi di euro. Ma questa realtà farà fatica a trovarla sui giornali o in televisione''.

Romano Prodi, dopo le anticipazioni del libro di Vespa ha subito ribattuto: ''Ricominciano le liste di proscrizione come l'altra volta'', e ha poi aggiunto: ''Berlusconi è l'unico imprenditore che si lamenta della sua azienda ma fa sempre più soldi''.

Ma il Cavaliere ha, come sempre, il suo asso nella manica, e sa bene che il problema che dovrà risolvere in in pochi mesi è quello di ''Rilanciare il marchio di Forza Italia''.
Berlusconi la questione l'ha affrontata sabato scorso, con un gruppo di lavoro azzurro con il quale ha discusso di strategia comunicativa elettorale. Sì, perché con le primarie il centrosinistra ha raccolto un bel po' di simpatie, e con la riforma proporzionale la forza del marchio di Forza Italia deciderà per intero le dimensioni del partito in Parlamento. E il peso di Forza Italia sarà importante per il ruolo futuro del Cavaliere, specie se si troverà seduto ai banchi dell'opposizione.
E siccome quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, Berlusconi è deciso a gestire tutto in prima persona, compresa la scelta delle persone da mandare in tv, sia sulle reti nazionali sia su quelle locali: ''Al momento opportuno prenderò in mano la questione. Bisognerà stabilire per tempo chi mandare e dove. Come fanno i partiti di sinistra, che non lasciano nulla al caso''.
Certo, c'è prima da aspettare se e in che modo verrà modificata la legge sulla par condicio, modifiche che  il premier continua a ritenere ''determinanti''.

Se i vincoli verranno allentati, il Cavaliere ha in mente una ''campagna aggressiva'' attraverso un ''uso massiccio'' di spot televisivi. Se non sarà così, cercherà di surrogare la pubblicità catodica con un'azione ''mirata e capillare'' sul territorio, fatta di manifesti e convention. Insomma, alla sinistra la farà vedere lui.
Il rilancio del marchio azzurro, che Berlusconi già da tempo lamenta opaco e poco brillante, non può però attendere gli esiti sul destino della par condicio. Per questo il Cavaliere si è messo al lavoro sulla strategia comunicativa di Forza Italia. ''La nostra presenza in televisione finora non è stata gestita al meglio''. Durante la riunione è stato sottolineato il fatto che sono pochi i messaggeri forzisti capaci di ''bucare il video'', ma questo è un problema da ricondurre ai difetti del movimento, tutto ripiegato sul Cavaliere. Berlusconi è l'inarrivabile numero uno, e nessuno si è mai azzardato a modificare la situazione. Solo Giulio Tremonti è apparso in grado di reggere la scena in Tv, riuscendo a difendersi in qualsiasi programma.
La scelta dei partecipanti alle trasmissioni è dunque ''fondamentale'', secondo Berlusconi, che ha dato una sua analisi dei metodi della ''tv di sinistra''.
''A Ballarò è il conduttore che decide gli ospiti. E le scelte di Floris non sono casuali. Lui punta a trovare chi possa andare in difficoltà''. Il premier non avrebbe fatto nomi, però ha rilevato come ''spesso i nostri, lusingati dall'invito, non si accorgono della trappola''. Per rompere questo schema, ''dobbiamo fare come i Ds. Loro scelgono chi mandare in televisione, sono loro a decidere''.

Oltre alla ''trappola degli ospiti'' c'è poi - a detta del Cavaliere - ''il trucco degli esperti'': ''Magari ne invitano uno considerato vicino alla maggioranza e uno dell'opposizione. Solo che il primo pare un bollito, l'altro è bravo e simpatico. Così alla fine, se - per esempio - in trasmissione ci sono Tremonti e Fassino, Giulio è costretto a fare l'uno contro tutti''.
Ma l'allarme maggiore per il premier - e qui l'analisi si raffina sempre di più - viene dai programmi di intrattenimento: ''Vi siete accorti che la sinistra usa quelle trasmissioni per far passare il proprio messaggio politico?''.
Insomma, Berlusconi dice che a Forza Italia serve una squadra capace di contrastare mediaticamente l'Unione, e il Cavaliere si ri-metterà a lavorare con alcuni di quei suoi mezzi che la scesa in campo in politica gli ha fatto tralasciare. Intanto un gruppo d'ascolto è stato già incaricato di studiare i programmi, verificarne gli share e valutare il comportamento degli ospiti, in attesa che si sciolga il nodo della par condicio e anche l'interrogativo sulla strategia comunicativa elettorale del partito.

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24 ottobre 2005

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