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"U mari nun si spirtusa"

Greenpeace e M5S accusano: "Crocetta ha consegnato il Canale di Sicilia ai petrolieri"

07 giugno 2014

Commentando il protocollo di intesa sottoscritto nei giorni scorsi tra la Regione siciliana e Assomineraria, Edison e EniMed per lo sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio presenti nel Canale di Sicilia, il direttore delle Campagne Greenpeace Alessandro Giannì dice che "Crocetta è stato fulminato sulla via del catrame e ha consegnato il Canale di Sicilia ai petrolieri".
"Da buon politico - aggiunge - ha firmato i nostri appelli contro le trivelle in campagna elettorale per poi rimangiarsi tutto davanti all'odore dei soldi. Pecunia non olet: nemmeno se puzza di bitume come il famoso pozzo Vega B. Di lavoro ce ne sarà poco e di rischi, soprattutto per la pesca e per il turismo, molti".

"Greenpeace negli ultimi due anni ha presentato documenti precisi che smascherano i piani dei petrolieri e di chi dovrebbe controllarli. Con la sua campagna "U mari nun si spirtusa" ha proposto un Piano Blu per valorizzare il mare di Sicilia, l'unico vero oro blu dell'isola, e per difenderlo da rischi che appaiono evidenti a tutti tranne che al presidente della Regione Siciliana".
"Su questo piano, la giunta Crocetta ci ha promesso due anni fa un tavolo di confronto mai fatto - continua Giannì - I siciliani adesso hanno tutti gli elementi per valutare chi è davvero il presidente della loro regione. Il verso è sempre quello: con i petrolieri, contro il mare di Sicilia".

Accanto a Greenpeace, condividendone i temi, anche i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars e il sindaco M5S di Ragusa Federico Piccitto.
"L'ennesimo regalo ai petrolieri. Crocetta punta al passato e uccide il futuro della Sicilia. Vogliamo vedere questo vergognoso accordo in aula e in commissione", protesta iIl Movimento contro "il protocollo di intesa tra Regione Assomineraria ed Enimed che - sostengono i grillini - dà il via libera a nuove trivellazioni on shore e off shore in Sicilia".
"E' l'ennesima retromarcia di Crocetta - affermano i deputati -; un atteggiamento cui purtroppo stiamo facendo il callo. Lo scorso anno il presidente aveva preso l'impegno a contrastare le trivelle, salvo poi smentirsi clamorosamente dopo, con il tentativo di generosi regali ai petrolieri, sotto forma di riduzione delle royalties, che per fortuna non sono arrivati a destinazione solo grazie all'intervento del commissario dello Stato".

Proprio per per dire no alle trivelle nei giorni scorsi il Movimento 5 stelle ha presentato una mozione all'Ars, a nome di Angela Foti, per impegnare il governo a predisporre tutte le iniziative necessarie alla salvaguardia del territorio. Sull'argomento è intervenuto anche Federico Piccitto, sindaco cinquestelle di Ragusa, un'area che potrebbe essere interessata dalle trivellazioni: "Sono ben altre - afferma - le strade da percorrere per dare sviluppo a questa terra e non passano certo per la distruzione dell'ambiente, specie in aree che, se ben valorizzate, potrebbero dare ottime risposte dal punto di vista turistico".

[Informazioni tratte da Corriere del Mezzogiorno, ANSA, Lasiciliaweb.it]

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07 giugno 2014
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