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''Un altro anno, un altro scandalo''. Il magazine britannico The Economist sul caso Antonveneta

Ecco come si danneggia la reputazione di un Paese

06 agosto 2005

Gli ''ultimi scandali'' legati alla scalata su Antonveneta ''hanno danneggiato seriamente'' la reputazione dell'Italia come luogo in cui investire, e dimostrano che il Paese ''ha imparato poco dallo spettacolare collasso della Parmalat''. Eppure, ''ci sono ben poche possibilità che i politici italiani cerchino di restituire lustro alla reputazione dell'Italia approvando la legge sul risparmio, perché le elezioni sono alle porte''.
Il giudizio, che prende lo spunto dalle intercettazioni telefoniche dei protagonisti della scalata ad Antonveneta, è dell'Economist, l'autorevole magazine britannico, in un articolo dal titolo ''Un altro anno, un altro scandalo''.

Si parte dalla vicenda Parmalat, lo scandalo ''maggiore nella storia societaria d'Europa'', che due anni fa ''aveva offerto la possibilità di approvare una riforma complessiva della legislazione finanziaria, di cui l'Italia ha un gran bisogno'', e che invece è ancora ferma in Parlamento. Il settimanale rievoca lo scontro fra l'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, terminato con le dimissioni del primo e il prevalere del banchiere centrale. E proprio la Banca d'Italia - scrive l'Economist - ''ha approvato passo dopo passo la scalata di Fiorani su Antonveneta, avvenuta secondo la magistratura attraverso manovre illegali su cui sono in corso indagini''.

E mentre il crac della Parmalat - prosegue l'Economist - proprio in questi giorni produce i primi risultati sul fronte Antonio Fazio giudiziario, il governo, davanti alle intercettazioni telefoniche delle conversazioni tra Fazio e Gianpiero Fiorani, ''sta finalmente aprendo gli occhi di fronte alla mole di scaltre manovre per impossessarsi di Antonveneta''. Tuttavia - nota ancora il giornale - gli ambienti di Palazzo Chigi ''non sembrano orientati a rimuovere Fazio dal suo incarico. La maggior parte dei ministri probabilmente sperano che la pressione sul governatore svanisca con la pausa estiva''.

Quanto ad Antonveneta, il settimanale ricorda che per la banca olandese Abn Amro le cose potrebbero prendere una piega positiva. ''Con due terzi delle azioni sequestrate, gli olandesi hanno tecnicamente il controllo della banca. Hanno fatto sapere di essere interessati ad acquisire il resto delle azioni. Il ricorso della Bpi contro il sequestro della sua quota non sarà discusso prima di settembre. E la Consob può sospendere l'offerta della popolare fino a ottobre''.

Fonte: Repubblica.it

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06 agosto 2005
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