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"Una riforma di rilievo storico per l'Italia"

Il governo ha trovato un'intesa sulla riforma del mercato del lavoro

05 aprile 2012

Il governo ha trovato un'intesa sulla riforma del mercato del lavoro, il cui Ddl è stato trasmesso al presidente Napolitano prima di passare al vaglio delle Camere. Il premier Mario Monti ha sottolineato che si tratta di una "riforma di rilievo storico per l'Italia".
Il presidente del Consiglio ha espresso, quindi, fiducia nella rapidità delle Camere, aggiungendo che l'azione del governo sta dando qualcosa agli italiani. "Contiamo - ha detto il presidente del Consiglio - sul senso di misura di tutte le parti sociali. C'è rispetto per tutti i lavoratori ma devo ricordare che il governo lavora per l'interesse generale del paese in una prospettiva di lungo periodo", ha affermato il premier, ribadendo che l'obiettivo è quello di superare l'emergenza dare lavoro e prospettiva ai giovani.
"Il nostro ddl prevede che nel caso di manifesta insussitenza per motivo economico il giudice possa decidere il reintegro. Negli altri casi vale l'indennizzo" ha spiegato il ministro Elsa Fornero. La riforma rappresenta un guadagno netto per la collettività. Nella riforma del lavoro "i vantaggi sono molto di più che gli svantaggi" e chi "ci guadagna è la collettivita", ha detto Fornero, che spiega come le nuove norme mirino "a più occupazione strutturale e di qualità e più partecipazione".
Il Ministro del lavoro nel corso della conferenza stampa ha mostrato il testo del provvedimento: "E' questo, non è ancora disponibile perché è in mano al Presidente della Repubblica. Ma esiste. Noi glielo abbiamo mandato".

IL NUOVO ARTICOLO 18 - Si abbassa la soglia minima dell'indennizzo per il lavoratore licenziato: "L'indennizzo va da 12 a 24 mesi" (nel testo precedente si parlava di 15-27 mensilità). Esclusa l'estensione delle tutele dell'articolo alle imprese con meno di 15 dipendenti per quanto riguarda licenziamenti economici e disciplinari. La nuova riforma, inoltre, prevede "una procedura di conciliazione nella quale si cerca di vedere se c'è una ragionevolezza nel licenziamento e le parti si accordano. E il sindacato avrà un ruolo". Per i nuovi ammortizzatori sociali saranno stanziati 1,8 miliardi di euro.

TEMPI E ITER - I tempi saranno brevi ("Il ddl sul mercato del lavoro sarà trasmesso oggi in Parlamento essendo state raggiunte quelle intese necessarie") e l'iter, si augura il Professore, spedito: "Ieri durante il vertice ci siamo assicurati della condivisione delle linee del progetto da parte dei leader politici che sostengono il governo e adesso guardiamo con rispetto e con molta speranza all'iter parlamentare che auspichiamo approfondito ma anche spedito". Anche perché il cammino verso la crescita è lungo: "Nessuna singola riforma può dare la svolta, ma l'insieme di quello che abbiamo introdotto in questi mesi è un pacchetto piuttosto importante per rilanciare l'Italia su basi stabili".

MESSAGGIO ALLE IMPRESE - "La flessibilità in uscita - ha detto Monti - è stata accresciuta in maniera rilevante garantendo che i giudici del lavoro non entrino troppo in valutazioni che appartengono alla responsabilità dell'imprenditore e al tempo stesso sono stati tutelati ancora più di oggi i lavoratori oggetto di licenziamenti di tipo discriminatorio". Quanto alla flessibilità in entrata, ha aggiunto il premier, "si è anche cercato di lottare contro forme di precarietà". Il ministro del Lavoro Elsa Fornero parla di una modifica dell'articolo 18 "equilibrata": "Con la riforma il contratto tipico sarà il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. A vita? dipende: attraverso una modifica equilibrata dell'articolo 18 non blindiamo più quel lavoratore a quel posto di lavoro, non è più suo per sempre". Un cambiamento serve, dice il ministro: "L'articolo 18 è stata una grande conquista. Ma il mondo è cambiato e noi dobbiamo andare avanti senza chiuderci e traendo i vantaggi. Anche perché le economie più fossilizzate hanno il più alto tasso di disoccupazione".
"Noi speriamo - continua Fornero - che la modalità tipica sarà il lavoratore dipendente a tempo indeterminato. Il contratto inizierà con una fase chiamata apprendistato: c'è una forte enfasi sull'apprendistato sul modello tedesco, una caratteristica del modello tedesco che impiantiamo nel nostro sistema produttivo". "Se le imprese - dice ancora - ritenevano che l'art. 18 era un alibi per non investire, ora l'alibi è stato tolto. Le imprese non dicano più che non possono investire in italia perchè c'è l'articolo 18. Perchè così finisce per essere scoperto anche il gioco" taglia corto Fornero. Aggiunge Monti: "Rendiamo tutto più prevedibile e riteniamo che le imprese straniere e italiane apprezzeranno un ambiente di lavoro più prevedibile".

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - Novità in vista anche per la pubblica amministrazione. Anche per il pubblico impiego ci sarà una riforma. Fornero osserva che "sarebbe stato per me preferibile che nel ddl ci fosse la delega sul riordino del pubblico impiego, ma il ministro Patroni Griffi ha detto 'tu hai usato un periodo di dialogo con le parti sociali, io devo avere il mio dialogo con il sindacato'". Per questo "lui ha promesso che avrebbe portato una proposta di delega che sostituisce l'attuale articolo 2" del ddl "che tratta dei rapporti di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione", dopo aver consultato le parti sociali.

LE REAZIONI - Dopo l'accordo raggiunto ieri all'incontro fra Mario Monti e i leader dei partiti che reggono la maggioranza, oggi il premier, accompagnato dal ministro del Lavoro Elsa Fornero, è salito al Quirinale per illustrare a Napolitano i contenuti della riforma del mercato del lavoro. Poi nel pomeriggio la conferenza stampa.
Il commento del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, si è concentrato in particolare sul ritorno della possibilità di reintegro per tutti i licenziamenti, anche quelli di natura economica. "Quell'articolo non sarà scritto con la mia penna ma è un passo avanti importantissimo. Il principio del reintegro c'è e c'è anche l'onere della prova non a carico del lavoratore" ha detto il leader democratico. Certo, ha aggiunto Bersani al Tg3, "dobbiamo vedere le norme. C'è sempre questa riserva ma il concetto emerso è quello che ci stava a cuore". Quale sarà la reazione della Cgil? "Voglio credere che chiunque osservi le nuove norme, registri il cambiamento e il passo avanti che c'è stato. Io lo vedo e credo che la nostra gente sia soddisfatta. Mi auguro - ha proseguito il segretario del Pd - che lo siano tutti. Dopodiché ci sono tanti altri aspetti, come quello degli esodati che va risolto. Non è che tutto sta attorno al pur importantissimo art. 18".

Per il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, "il governo ha lavorato bene in una materia difficile come quella del lavoro. Ha ascoltato le parti sociali, si è consultato con i partiti della maggioranza e poi ha deciso come è giusto che sia. Adesso ci apprestiamo al confronto parlamentare con costruttiva serenità". "C'è stato un ottimo lavoro collettivo, ma in particolare - ha aggiunto Casini - mi sento di esprimere apprezzamento verso il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Dalla previdenza al mercato del lavoro esprime certamente un altissimo tasso di produttività tra i ministri del governo".

Angelino Alfano ha spiegato a 'Porta a Porta' che l'intesa raggiunta passa attraverso un compromesso: sì alle richieste del Pd sull'art. 18 e contestualmente sì a quelle del Pdl sul miglioramento della flessibilità in entrata. "E' un accordo - ha affermato il segretario del Pdl - che si regge sulla parola tra noi e Monti. Il governo aveva lavorato per cercare un'intesa generale ma non c'è stata perché il Pd non ce l'ha fatta a resistere alla tentazione di rimettere in mezzo i giudici su un pezzo di art. 18. Allora noi abbiamo fatto presente di migliorare la parte della flessibilità in entrata". "Abbiamo avuto soddisfazione su tre, quattro punti fondamentali con il miglioramento della flessibilità in entrata", ha spiegato Alfano che comunque, sottolinea, avrebbe dato l'ok al testo originario della riforma che "era un punto decoroso di equilibrio".

Un duro attacco è arrivato invece oggi da Antonio Di Pietro che non ha usato mezzi termini per criticare il governo nel suo intervento in aula sulle dichiarazioni di voto sulle semplificazioni: "Voi state uccidendo il Paese. Pensate solo alle lobby, alla casta e a fare favori, non siete buoni padri di famiglia ma dei ladri di Stato". Di Pietro si è poi rivolto a Monti chiamandolo "presidente del Consiglio latitante, che non c'è, e che racconta bugie sui giornali. Lei - ha aggiunto il leader Idv - ha sulla coscienza le persone che si uccidono perché non ce la fanno".

La reazione dei sindacati è nel complesso positiva. Anche se la Cgil, che ha in sospeso anche la proclamazione dello sciopero generale, attende di vedere il testo per una valutazione definitiva. "Finché non c'è un testo noi non commentiamo, siamo persone serie e non andiamo per sensazioni, permetteteci che ci riserviamo di dire cosa ne pensiamo quando avremo un testo perché non vorremmo ritrovarci sorprese che abbiamo trovato in altre occasioni", ha spiegato Susanna Camusso. Intanto, però, in Corso d'Italia si raccoglie l'impressione a caldo che le modifiche annunciate possano andare nella giusta direzione. La possibilità per il giudice di poter ordinare il reintegro anche per i licenziamenti economici, si ragiona, è un passo in avanti significativo.
"Mi pare che la questione che ci preoccupava di più è stata definita in modo ragionevole" ha commentato a caldo il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni in un'intervista al Tg3. "La raccomandazione fatta da noi al presidente del Consiglio e che lui raccolse di non far coincidere i licenziamenti economici con eventuali situazioni fraudolente delle aziende è stata chiarita: ci sarà il reintegro nel caso le aziende tenteranno di portare avanti situazioni fraudolente", sottolinea il leader della Cisl. "Ora è arrivato il momento di rasserenare il Paese come ci chiede il Presidente della Repubblica, ma soprattutto di risolvere i problemi dell'Italia che sono la mancanza di crescita e l'eccessivo peso fiscale. Per questo noi ci mobiliteremo nei prossimi giorni", conclude Bonanni.
Luigi Angeletti al 'Tg4' spiega che per la Uil "era necessario che venissero modificate le norme sui licenziamenti per ragioni economiche" che potevano prestarsi ad un cattivo utilizzo, "nel senso che delle aziende potevano licenziare per motivi economici lavoratori per altre ragioni immotivate". Per Angeletti, "senza accordo nella maggioranza nessuna riforma né questa né un altra" sarebbe stata approvata dal Parlamento. Secondo il segretario generale della Uil, comunque, "non ci sono riforme del mercato del lavoro che fanno aumentare l'occupazione. Possono favorire l'occupazione ma quello che creerà posti di lavoro è una buona politica economica, iniziando con una riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti".
Critica l'Ugl. "Purtroppo le parole del ministro Fornero ci convincono ancora di più a dire di no a questa riforma" ha detto Giovanni Centrella, segretario generale dell'Ugl, intervenendo a Sky Tg24. "Ovviamente per un giudizio più approfondito dobbiamo leggere tutto l'articolato".

Prima ancora della conferenza stampa, imprese e banche si sono schierate contro le modifiche. "Siamo molto preoccupati per le notizie che stanno trapelando in merito alla riforma del mercato del lavoro", avevano avvertito Confindustria, Abi, Alleanza Coop e Ania, ribadendo che "al Paese serve una buona riforma e che, piuttosto che una cattiva riforma, è meglio non fare alcuna riforma". Rete Imprese Italia ha chiesto invece una nuova convocazione delle parti sociali.

Dal Sud la richiesta della Cisl al premier: "Monti si dedichi al Sud" - Il segretario generale della Cisl siciliana Maurizio Bernava, dall'esecutivo catanese del sindacato su riforma del mercato del lavoro, tasso di disoccupazione e situazione politico-sindacale, ha commentato la riforma Monti-Fornero dicendo: "Il governo Monti si dedichi ora più all'Italia e meno all'Europa. Dopo aver risolto la questione sulla riforma del lavoro, ora occorre che Monti passi alle riforme strutturali e strategiche che producano sviluppo e crescita".
Per Bernava "bisogna partire dall'infrastrutturazione e dalla modernizzazione del Sud e della Pubblica amministrazione, da una riforma fiscale che sgravi le famiglie e stimoli i consumi e dalla razionalizzazione delle spese e il risanamento del debito". "Ma occorrono - ha osservato Bernava - volontà politiche che ancora non vediamo, nè la Regione sta facendo qualcosa in tal senso. Allora Monti obblighi le amministrazioni pubbliche a stilare i piani triennali per il risanamento del debito e si rimodulino i fondi europei per attrarre investimenti".

[Informazioni tratte da ANSA, Repubblica.it, Adnkronos/Ign, Lasiciliaweb.it]

- Le disposizioni della riforma del lavoro (pdf)

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05 aprile 2012
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