''Usa il preservativo, nell'amore non rischiare''. Lo spot contro l'Aids del Ministero della Salute rompe il tabù

01 dicembre 2007

''Usa il preservativo, nell'amore non rischiare. Un piccolo gesto di responsabilità può evitare una malattia terribile''.
Uno spot che parla apertamente del preservativo come mezzo necessario nella prevenzione dell'Aids. E' stato voluto dal Ministero della Salute per una campagna che per la prima volta indica specificamente il condom come sicuro strumento di prevenzione.
Lo spot televisivo, girato da Francesca Archibugi, è stato ufficialmente presentato ieri e ha come testimonial Ambra Angiolini.
La Campagna di comunicazione contro l'Aids, con il numero verde (800 861 061) per le informazioni sulla malattia e le cure, andrà in onda sulle maggiori reti Tv e nei circuiti cinematografici dal prossimo gennaio.

Il filmato mostra due ragazzi in un aeroporto, ma prima di partire devono fare un acquisto. Lei dice a lui ''vai tu'', lui risponde ''mi vergogno'', e allora lei ribatte ''vado io ma vieni con me''. Entrano nella farmacia ed acquistano ben due scatole di preservativi. La parola ''preservativo'' appare quindi in uno spot istituzionale e ''non deve essere un tabù, per proteggere se stessi e gli altri'' come ha affermato il ministro Livia Turco, nella conferenza stampa in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids. E' stata avviata, racconta il ministro, ''una campagna di salute pubblica necessaria per prevenire un male terribile. E, visto che c'è un aumento del contagio per via sessuale, è doveroso prevenire attraverso un'adeguata informazione e attraverso la trasmissione di un grande valore: il rispetto di se stessi, e quello degli altri''. L'aumento della trasmissione per via sessuale è il dato che più preoccupa sul terreno di un'infezione come l'Hiv oggi più curabile, ma non per questo meno grave. ''Non si parla quasi più di Aids - ha continuato la Turco - e il risultato di questa progressiva disattenzione è purtroppo una preoccupante escalation del contagio anche in Italia''. Chiaro l'obiettivo della campagna di prevenzione: l'adozione di misure che consentano ai giovani di fruire più agevolmente di tali prodotti in un'ottica di prevenzione dell'Aids e delle altre malattie sessualmente trasmissibili. ''Mi auguro - ha continuato il ministro - che si discuta del messaggio positivo che lo spot lancia. Un messaggio culturale di rispetto per se stessi e per gli altri''.
Un'intesa tra il ministero della salute e l'associazione che rappresenta le aziende che distribuiscono profilattici sul territorio nazionale porterà alla ripartizione di profilattici a condizioni particolari o addirittura a titolo gratuito, per un determinato periodo di tempo, attraverso i consultori e altre strutture sanitarie.

Francesca Archibugi
, autrice dello spot, ha così spiegato il suo impegno nella campagna: ''L'impressione è che in Italia quello dell'Aids sia un problema quasi dimenticato. Non se ne parla e, dunque, è come se non esistesse, ma non è così. Sono stata contenta di realizzare questo spot - ha concluso - perché per me, che ho tre figli, è stata anche l'occasione di informarmi meglio''.

- Lo spot del Ministero della Salute (RepubblicaTv)

Gli stranieri in italia chiedono di essere più informati -
Ricevere più informazioni e migliorare l'accesso al test Hiv con servizi più a portata di mano sul territorio. Queste sono le richieste che emergono da uno studio condotto dall'OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) e che ha coinvolto 1400 stranieri provenienti dalle aree geografiche maggiormente presenti in Italia: Nord Africa, Europa Centrale e America Latina.
Lo studio, promosso in collaborazione con il Ministero della Salute - Dipartimento Prevenzione e Comunicazione è stato realizzato con la partecipazione della Provincia di Milano - Direzione Centrale Affari sociali, del Comune di Firenze -Assessorato Accoglienza e Integrazione e attraverso la collaborazione delle associazioni di stranieri e di lotta all'Aids.
La maggior parte del campione ha dimostrato una effettiva mancanza di preparazione sul tema: solo il 15.6% si ritiene abbastanza informato: il 42% non sa ad esempio che l'AIDS si può curare e il 55% che il test in Italia è gratuito e anonimo. Gli intervistati cercano le risposte ai propri quesiti rivolgendosi sia a medici sia a farmacisti, ma risulta di fondamentale importanza ricevere informazioni da referenti della propria nazionalità.
Appare evidente inoltre la confusione sulle modalità di trasmissione dell'Hiv: il 21.2% del campione riporta erroneamente che la malattia si trasmette tramite il cibo o l'abbraccio; oltretutto, il 23.9% non saprebbe come comportarsi scoprendo che un amico ha contratto l'infezione e solo metà del campione riporta che accetterebbe di vivere eventualmente con un parente malato.

''Lo studio dimostra la necessità di un'efficace opera di informazione e prevenzione'', ha spiegato Peter Schatzer, capo missione dell'OIM di Roma. ''In un panorama italiano caratterizzato anche da una crescente presenza straniera l'elaborazione di strategie e progetti che abbiano un approccio multiculturale appare ora più che mai estremamente importante''. ''Dallo studio - ha aggiunto Schatzer - emergono inoltre palesi difficoltà e incertezze su come affrontare e gestire amici o parenti affetti dal virus: ciò dimostra come informazione e prevenzione non bastano se non rafforziamo iniziative per ridurre lo stigma e la discriminazione che le persone che vivono con Hiv e Aids si trovano ancora oggi a subire''.
Per dare una risposta alle richieste dei migranti il progetto - dopo una ricerca sui diversi materiali di prevenzione realizzati sia in Italia sia nei paesi di provenienza - ha anche definito la produzione di materiale informativo nelle diverse lingue di origine ed elaborato strategie comuni che possano raggiungere italiani e stranieri con azioni concertate.
''L'OIM - ha concluso il capo missione - di fronte all'abbassamento del livello di attenzione sul tema registrato in Europa negli ultimi anni, ritiene prioritario continuare a impegnarsi per ridurre e contenere la diffusione del virus coinvolgendo nella realizzazione di interventi di sensibilizzazione e prevenzione anche la popolazione straniera residente in Italia''. [Aise]

 

 

 

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01 dicembre 2007

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