''WunderGarten. Il giardino delle meraviglie". Insoliti innesti tra arte contemporanea e scienza botanica

04 ottobre 2007

Un inconsueto dialogo tra arte contemporanea e scienza botanica è il principio animatore intorno a cui si sviluppa ''WunderGarten. Il giardino delle meraviglie'', progetto espositivo internazionale che ha debuttato il 28 settembre a Palermo, per poi spostarsi a Roma e a Berlino.
La mostra palermitana, in programma sino al 4 novembre all'interno dello splendido Orto Botanico del capoluogo siciliano, è il frutto di due percorsi paralleli eppure complementari condotti sul giardino stesso e sul Parco delle Madonie. Proprio quel lembo incontaminato di Sicilia a cavallo tra 15 comuni dell'entroterra palermitano è l'oggetto della duplice indagine condotta da esperti di botanica e artisti: i primi hanno dato il via a un'accurata ricerca scientifica volta a censire e salvaguardare gli straordinari esemplari di alberi monumentali - in gran parte specie endemiche - che popolano il Parco; i secondi (tutti noti a livello internazionale) hanno compiuto sopralluoghi e studiato quei veri e proprio capolavori della natura traendone ispirazione per la realizzazione delle opere site-specific (foto, installazioni, sculture, video, disegni e dipinti) in mostra all'Orto Botanico.

E' così che, all'interno della suggestiva cornice di uno dei giardini più belli d'Italia, specie arboree come l'abete delle Madonie in via di estinzione e l'acero montano di Passo Canale, l'agrifoglio di Piano Pomo e il castagno di Taccarelle dialogano con le creazioni degli italiani Riccardo Albanese (Napoli, 1979), Nicola Toffolini (Udine, 1975), Francesco De Grandi (Palermo, 1968), Serse (San Polo del Piave, 1952), Stefano Graziani (Venezia, 1971), Dacia Manto (Milano, 1973) e Luca Francesconi (Mantova, 1979), dei nipponici Mika Yamaguchi (Yamaguchi, 1967) e Hiroyuki Masuyama (Tsukuba, 1968), del canadese Ed Pien (Taiwan, 1958) e degli olandesi Roderick Hietbrink (Gorssel, 1975) e Elspeth Diederix (Nairobi, 1971), trasformando l'Orto Botanico in un vero e proprio ''giardino delle meraviglie'', un archivio magico in cui, attraverso il gioco degli specchi tra natura ed artificio creativo, è impossibile sottrarsi al fascino di un percorso artistico imperniato sulla relazione tra il bello e la natura, l'opera d'arte e la pianta, lo sguardo creativo e l'analisi scientifica, l'artificio umano e la vita vegetale.

Parte integrante del progetto internazionale ''WunderGarten. Innesti tra arte e botanica'', ideato e diretto da Debora Di Gesaro, la tappa palermitana curata da Helga Marsala che è stata inaugurata in concomitanza con l'apertura del 102° Congresso della Società Botanica Italiana il cui simposio inaugurale è stato dedicato proprio ai giardini botanici.
La mostra, inoltre, fa parte di un innovativo progetto recentemente avviato dall'Ente Parco delle Madonie per valorizzare le piante che, per età e caratteristiche botaniche, sono sottoposte al regime di tutela e protezione ed equiparate a veri e propri monumenti architettonici.
L'intervento degli artisti è stato immaginato come un allargamento prospettico del progetto scientifico: il lavoro di censimento compiuto dagli studiosi del Dipartimento di Botanica che ha sede proprio nell'Orto Botanico - così come il materiale raccolto nel corso dei sopralluoghi in territorio madonita - viene infatti rielaborato e ricomposto in forma d'arte in modo da arricchire di nuovi valori le sperimentazioni empiriche e le suggestioni teoriche del mondo scientifico attraverso la pratica artistica.
Il progetto WunderGarten, una volta terminata la mostra palermitana, proseguirà con altre due esposizioni nel Giardino Botanico di Roma e al Botanischer Garten di Berlino. [Aise]

- www.wundergarten.it

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04 ottobre 2007

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