10 mila ettari di alberi da fare fuori!

Così i boschi del Dittaino, nel territorio di Enna, verranno divorati dalla centrale a biomasse

21 gennaio 2015

I boschi non distrutti dagli incendi (spesso dolosi) vengono ora abbattuti e bruciati per produrre energia: accade tra Enna e Caltanissetta. Lo denuncia Legambiente con un esposto alla procura di Caltanissetta, dove parla di "interventi al di fuori di ogni pianificazione e logica, danni per il territorio e spreco di risorse naturali per alimentare una megacentrale insostenibile ambientalmente".
Dopo il caso denunciato lo scorso novembre riguardante i boschi demaniali di Altofonte, a Palermo, ora il più grave caso dell’utilizzazione a San Cataldo e Caltanissetta di migliaia di ettari di eucalitteti del demanio forestale regionale per alimentare la centrale a biomasse realizzata da qualche anno nella zona industriale di Dittaino (Enna) dalla Sper e recentemente acquistata dalla Friel Green Power (la Sper è composta da 2 società: la italo-tedesca RWE Innogy che detiene l'80%, la Fri-El Green Power con il 20%). "Si tratta di interventi irrazionali e non conformi alle norme di gestione forestale sostenibile - denuncia Angelo Dimarca, responsabile del dipartimento conservazione natura di Legambiente Sicilia -. La normativa nazionale e regionale vieta il taglio a raso delle fustaie e li subordina alla redazione di piani di gestione che la Forestale non ha mai approvato. Per anni il grande business è stato rimboschire e ripiantare le aree distrutte dal fuoco, ora è diventato quello di tagliare i boschi realizzati con grande fatica. In una Regione a grave dissesto idrogeologico e rischio desertificazione ciò non può essere consentito".

"Il governo fermi subito la nuova tragedia ambientale che sta andando in scena nelle province di Enna e Caltanissetta". Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all'Ars ha chiesto interventi urgenti all'esecutivo per stoppare al più presto l'incredibile scempio che si sta consumando nelle aree boschive del Nisseno e dell' Ennese.
"In provincia di Enna - ha detto il deputato Cinquestelle Giancarlo Cancelleri - è attiva una centrale a biomasse da 21,7 MW di potenza, una sorta di mostro mangia legna che, secondo quanto stabilito dallo scellerato accordo tra la Sper, proprietaria dell’impianto e la Regione, sarà alimentata dagli alberi delle aree boschive del centro Sicilia, con l’abbattimento sconsiderato in 10 anni di una infinità di Eucalipti per una estensione di circa 10 mila ettari, con inevitabili conseguenze nefaste per la Sicilia, che vanno dalla distruzione dei paesaggi, al serio rischio di dissesto idrogeologico, alla liberazione di massicce dosi di anidride carbonica nell’aria causata dalla combustione dell’enorme quantità di legname prevista".

"Il dato che salta di più all'occhio in questa terribile operazione - ha commenta inoltre Cancelleri - è che la Regione in tutto questo non ci sta guadagnando nulla, anzi ci sta facendo la figura del pollo, se consideriamo la scelta in buona fede. Altrimenti non si tratterebbe più di ingenuità, ma a quel punto dovrebbe intervenire la magistratura, perché è inconcepibile che si dia il via libera a questa vergogna che prevede per la Regione un ricavo di 4,3 milioni di euro in totale, in pratica 430 mila euro all'anno, mentre la Sper, dalla vendita dell'energia elettrica al gestore della rete, ricaverà circa 40 milioni di euro all'anno. Insomma un vero affare per il privato e la solita fregatura per il pubblico.  È il momento di agire per fermare tutto".
A tal fine il M5S ha chiesto all'assessore all’Agricoltura Nino Caleca di convocare i sindaci dei Comuni interessati per sentire i loro pareri e ha sollecitato pure la visione del contratto fra Sper e Regione. "Con la presentazione di una mozione - ha concluso Cancelleri - cercheremo di impegnare il governo ad arrestare questa tragedia. Crocetta non aggiunga questo ulteriore schifo ai suoi numerosi crimini contro l’ambiente in itinere sotto il suo mandato, Muos, trivelle e inceneritori su tutti".

Ma la questione ha già superato i confini regionali ed è stata posta all’attenzione della Commissione Europea. Sul caso, infatti, è intervenuto da Bruxelles l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao, vice presidente del gruppo Efdd al Parlamento Europeo. "Si rimpiangono gli aiuti non arrivati e si addebita tutto all’Europa quando frane e smottamenti investono insediamenti urbani e peggio, provocano vittime. Ebbene i responsabili di queste tragedie hanno un nome e sono gli enti regionali che consentono questi scempi ambientali".

L’eurodeputato siciliano ha predisposto una interrogazione a Bruxelles. "La Regione siciliana - dichiara Corrao - ha sottoscritto un accordo tra privati con la Sper Spa per un piano che prevede il disboscamento di 10 mila ettari di terreno nei prossimi 10 anni, che ha già visto l’abbattimento di numerosi ettari di bosco come quello di Gabbara, a San Cataldo, della Ronza a Piazza Armerina (En) e che prevede l’abbattimento di vastissime aree boschive anche a Mustigarufi ed altri rari polmoni  verdi". "L’accordo va ad assoluto svantaggio ovviamente per la Sicilia e prevede un riconoscimento di 430 mila euro all’anno a fronte del guadagno annuo per la società di oltre 40 milioni di euro, che bruciando la legna, rivende l’energia ricavata al gestore dell’energia elettrica. Un vero business in cui a guadagnare sono solo i privati, mentre i cittadini subiscono quest’ennesimo scempio. Tutto ciò mentre nel nuovo Programma di sviluppo rurale, la Regione Sicilia dice di volere promuovere il rimboschimento e la protezione delle foreste con i Fondi Ue". "Stiamo predisponendo - ha aggiunto Corrao - delle interrogazioni per denunciare i fatti all’esecutivo di Bruxelles, di certo la Regione siciliana ha precise responsabilità economiche e morali anche su questa vicenda, svendendo il territorio ed i suoi cittadini agli interessi di privati senza scrupoli".

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21 gennaio 2015

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