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500 milioni di euro alla Sicilia

Sbloccati i fondi destinati all'Isola in virtù della riscrittura degli accordi Stato-Regione

21 giugno 2016

Alla fine è stata approvata l'intesa sottoscritta tra il presidente della Regione siciliana e il presidente del Consiglio che sblocca i 500 milioni destinati alla Sicilia, una parte del budget assegnato all'Isola in virtù della riscrittura degli accordi Stato-Regione.
"Con la nuova fase che si apre - ha spiegato il governatore Rosario Crocetta - si dovranno intensificare le politiche di coesione sociale, attraverso il pieno avvio della  programmazione comunitaria, con il sostegno alle piccole e medie imprese, attraverso politiche di solidarietà per le fasce più deboli: giovani e disoccupati. Risanati i conti bisogna ripartire dagli ultimi. Grazie al presidente del Consiglio e al governo nazionale, grazie ai miei assessori che in questi anni - ha aggiunto Crocetta - hanno lavorato al mio fianco per risanare i conti della Sicilia".

I 500 milioni dovrebbero essere materialmente spendibili a luglio e quindi la Regione potrà scongelare altrettante risorse che a febbraio, durante l’approvazione della Finanziaria, erano state prudenzialmente congelate. Ad attendere queste risorse ci sono soprattutto i Comuni, i precari e vari enti regionali. La manovra, infatti, conteneva un elenco di spese vincolate a questo accordo: la voce più importante riguarda 240 milioni di spese dei Comuni, per i quali l’Anci continua a manifestare preoccupazione. "Se fossero confermate le indiscrezioni secondo cui l'assessorato alle Autonomie locali sta per notificare ai comuni dell'Isola l'insediamento di commissari per l'approvazione dei bilanci di previsione 2016 - hanno detto il presidente e il segretario dell’associazione dei Comuni, Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano - ci troveremmo, ancora una volta, a dover fare i conti con una Regione che ai delicatissimi problemi degli enti locali risponde con un atteggiamento burocratico".
Ad attendere col fiato sospeso ci sono poi gli altri precari, dagli ex-Pip ai forestali. Ma le risorse, a macchia di leopardo, sbloccano decine di settori. Le riserve naturali, ad esempio: nelle scorse settimane è stato paventato il rischio di chiusura per le oasi gestite dalle associazioni naturalistiche. L'elenco delle spese bloccate in attesa dei 500 milioni da Roma non finisce qui: all’appello mancavano infatti i 13 milioni di euro dell’ex tabella H, i 96 milioni del cosiddetto "allegato 1", un elenco sterminato di enti finanziati dalla Regione, compresi i principali teatri dell'Isola, e numerose altre spese.

I primi 900 milioni erano stati assegnati a dicembre. In vista dei prossimi anni dovrebbe essere anche approvata una revisione dello Statuto che permetterà di rendere stabili questi trasferimenti statali. In cambio la Sicilia si è impegnata a varare un piano di riforme che allineeranno la Regione al resto d’Italia nei principali settori. È stata infatti siglata ed approvata inoltre dal Consiglio dei Ministri, l'intesa Stato - Regione che riconosce alla Regione siciliana un modello di  entrate allineato a quello utilizzato per le altre regioni a statuto speciale.
"E' un fatto storico" hanno affermato Crocetta e l’assessore al Bilancio Alessandro Baccei, sottolineando che l'accordo raggiunto è "frutto della cooperazione fattiva con il Governo nazionale e un giusto riconoscimento alla politica di risanamento finanziario che la Regione ha impostato fin dal 2013, con risultati evidenti, confermati  anche dal consuntivo del 2015 (+637 milioni di euro di avanzo) a fronte di un  disavanzo di oltre due miliardi al 31/12/2012".

L'accordo rivede il sistema di entrate della Regione, cambiando lo schema vigente fin dal 1965, modificandone le norme di attuazione. Introduce un sistema che permetterà, a regime, di avere certezza delle entrate sulla base del "maturato".
A regime, l'intesa riconosce nuove e maggiori entrate, senza trasferimento di ulteriori funzioni da parte dello Stato, consentendo, tra le prime regioni in Italia, la possibilità di realizzare un equilibrio tra entrate e uscite basato sul principio del pareggio di bilancio. Rigore e riqualificazione della spesa a fronte di entrate pluriennali certe.
"Mettiamo definitivamente a posto i conti della Regione - ha detto infine Crocetta - dopo tre anni di grandi sacrifici, diamo ai siciliani una Regione risanata evitando, una  volta per tutte, lo spettro del default. Possiamo così avviare una nuova fase  che potrà programmare il futuro dell'Isola".

[Informazioni tratte da ANSA, GdS.it, Repubblica/Palermo.it]

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21 giugno 2016
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