A Catania con l'ispettorato micologico aziendale, funghi nel tegame senza preoccupazioni

Si potrà usufruire dell'esame di commestibilità dei funghi freschi per evitare avvelenamenti

07 novembre 2003
Appartengono al regno vegetale, ma non hanno foglie, fiori e radici. Crescono nei boschi, sotto i tronchi degli alberi sfoggiando magnifici colori ed invitano ad essere raccolti e mangiati. Attenzione, però solo gli esperti micologi possono permettersi di farlo. Il rischio è di finire in ospedale per avvelenamento.  Per evitare rischi inutili la Ausl 3 di Catania ha attivato l' ispettorato micologico aziendale, coordinato dal servizio igiene alimenti e nutrizione del settore igiene pubblica, che si occuperà di giudicare la commestibilità del fungo. I privati potranno così andare per funghi con la sicurezza che i funghi raccolti sono mangerecci. Nelle sedi di Catania, Caltagirone, Cerza di San Gregorio, Giarre, Licodia Eubea e Mascalucia, infatti, si potrà usufruire dell' esame di commestibilità dei funghi freschi spontanei allo scopo di evitare le specie velenose come la mortale amanita phalloide. Inoltre per quelli destinati alla vendita al dettaglio ed alla ristorazione sarà possibile ottenere una certificazione di commestibilità pagando un euro al chilogrammo. Sempre nell'ambito dell'iniziativa nel mese di ottobre è rimasto attivo, a titolo sperimentale, uno sportello micologico gratuito a Mascalucia e Linguaglossa per consentire ai privati un controllo immediato dei funghi raccolti . Dal 6 ottobre inoltre, è operativo un servizio di reperibilità pomeridiana, notturna e festiva, che consentirà  un intervento immediato del personale micologo su segnalazione telefonica e il pronto intervento del Pronto Soccorso Ospedaliero, in caso di sospetto di avvelenamento.

Miti da sfatare
E' voce diffusa  che i funghi velenosi si distinguano dagli altri per il loro aspetto ripugnante. Sarebbero vischiosi, colorati in modo particolare (verde, rosso, viola), secernerebbero lattice, e la loro carne cambierebbe colore al taglio. Niente di più falso! A proposito di quest' ultimo carattere, serva da esempio il porcinello (Boletus rufus), simile al porcino: la carne, biancastra, vira con il taglio al roseo-grigiastro, passa al verde, al blu e diventa nera con la cottura. Il fungo è perfettamente  commestibile. Un altro mito da sfatare è la convinzione che i funghi corrosi o tarlati siano buoni perché gli animali selvatici evitano i funghi velenosi. Anche questa convinzione è inesatta perché insetti, lumache, selvaggina possono cibarsi tranquillamente di funghi che per gli esseri umani sarebbero mortali.

E' pura superstizione poi, ritenere che i funghi velenosi rivelino la loro tossicità nella cottura provocando la coagulazione del latte, l’annerimento di un cucchiaino d’argento, di uno spicchio d’aglio, della cipolla, della mollica di pane.
Può rivelarsi letale giudicare innocui  funghi che non hanno provocato disturbi entro alcune ore dal pasto e consumare quindi i funghi rimanenti al pasto successivo. Nel caso dell’Amanita phalloides, il fungo più velenoso in assoluto, i primi sintomi di avvelenamento compaiono dopo un  periodo che pùò oscillare tra le sei e le 48 ore dopo il pasto.
Un altra convinzione sbagliata è che i funghi velenosi perdano la loro tossicità con la cottura (vi sono veleni che resistono al calore), con l’essiccazione (alcuni veleni non sono volatili) o con il lavaggio in acqua salata o acidulata (alcuni veleni non sono idrosolubili). Quindi se decidete di andare per funghi fatelo con un esperto.

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07 novembre 2003

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