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A Catania una serata ''Ai Confini della Musica''. Philip Glass: Works for Solo Piano

Per l'Etnafest , il concerto del grande maestro del ''minimalismo'' Philip Glass

11 aprile 2005

Domani sera (martedì 12 aprile, ore 21.15) il programma del ciclo ''Ai Confini della Musica'' - per la rassegna ''EtnaFest Musica 2005'' organizzata dall'Azienda Provinciale al Turismo di Catania -  propone sulla pedana del Teatro Massimo ''Vincenzo Bellini'' del capoluogo etneo le oniriche sonorità contemporanee di uno dei massimi esponenti dell'attuale panorama musicale, il compositore e poli-strumentista Philip Glass, protagonista indiscusso della scena musicale internazionale dell'ultimo ventennio.

Philip Glass è fra i pochi compositori contemporanei che abbiano saputo combinare l'intelligenza con la leggibilità.
Nato a Baltimora nel 1937 comincia a studiare il violino all'età di sei anni ed il flauto ad otto, e a quindici anni frequenta la University of Chicago, dove oltre a matematica e filosofia, mostra particolare interesse per il pianoforte, dedicandosi ad autori quali Ives e Webern.
Laureatosi a diciannove anni, deciso a diventare compositore si iscrive alla Juillard School di New York, ma nell'arco di quattro anni ne ha già abbastanza della tecnica dodecafonica, preferendo autori americani come Aaron Copland e William Schuman o piuttosto compositori dissidenti come Harry Partch, Ives Moondog, Henry Cowell e Virgil Thomson, pur non avendo ancora trovato la propria strada.
La sua ricerca lo conduce a Parigi dove studia per due anni con Nadia Boulanger e, grazie ad un regista che lo ingaggia per trascrivere le composizioni di Ravi Shankar in notazione convenzionale, Glass incontra e scopre le tecniche della musica indiana.

Tornato a New York inizia ad applicare le tecniche musicali orientali al proprio lavoro e nel 1974 ha già composto un'ampia raccolta di musica inedita, in gran parte in repertorio alla Compagnia di teatro Mabou Mines (di cui Glass è uno dei fondatori), e dal suo ''Philip Group Ensemble''. Tale periodo culmina con l'opera ''Music in 12 Parts'', e raggiunge il suo apogeo nel 1976 con ''Einstein on the Beach'', realizzata assieme al regista Robert Wilson e considerata una pietra miliare della musica del ventesimo secolo.

Glass è autore di numerose opere (''Satyagraha'', ''Akhnaten'', ''The Making of the Representative for Planet 8'', ''The Fall of the House of Usher'', ''The Juniper Tree'', ''Hydrogen Jukebox''), partiture per film (''Koyaanisqatsi'', ''Mishima'', ''The Thin Blue Line'', ''Powaqqatsi'', ''A Brief History of Time'', ''Candyman'', "Kundun", "The Truman Show"), composizioni per balletti (''A Descent into the Maelstrom'', ''In the Upper Room''), musiche per teatro (''The Photographer'', ''1000 Airplanes on the Roof'', ''The Mysteries'', ''What's so Funny?'').
Tra i suoi lavori più recenti troviamo ''Itaipu'', un'opera per coro e orchestra, ''The Low Symphony'', basato sull'album di David Bowie ''Low'', vari lavori commissionati da importanti organici sinfonici internazionali (Brooklyn Philharmonic, Metropolitan Opera, Stuttgart Chamber Orchestra, il Teatro alla Scala) e tre composizioni basate sui lavori di Jean Cocteau ''Orphée'', ''La Belle et La Bête'' e ''Les Enfants Terribles''.

Pioniere del genere minimalista alla fine degli anni '60, ma oggi insofferente di fronte a chi si ostina a confinare la sua musica all'interno di una poetica vecchia di trent'anni, chiarisce ancora una volta che il suo congedo dal minimalismo è avvenuto nel 1974, ritenendo le quattro ore e mezza di ''Music in 12 Parts'' una sorta di summa delle idee sviluppate sino a quel momento, ma inserendo da allora nella propria musica elementi nuovi ed estranei al minimalismo.
Non a caso la sua musica attuale continua a restare espressione del nostro tempo: ''theatre music'' è la musica dove punto di partenza non è l'espressione musicale in sé, ma un soggetto ad essa esterno; e i risultati della sua ricerca hanno sbocco nella polimodalità e nella politonalità, nonché nell'armonia funzionale.
In una cultura che tende ad enfatizzare molto il linguaggio visivo come quella contemporanea, la sua musica si adatta facilmente all'esperienza visiva in quanto direttamente ispirata dalla proposta visiva, come le immagini ed il movimento delle sequenze cinematografiche.
Philip Glass ha ricevuto riconoscimenti dall'Università di Brandeis, dall'Università delle Arti di Philadelphia e dall'Università di New York di Buffalo. Nel 1995 è stato nominato Cavaliere delle Arti e delle Lettere dal Governo francese.

Philip Glass: Works for Solo Piano
Il programma della serata consta di musica originale composta per pianoforte solo, così come di varie riduzioni da composizioni per organo o ensemble strumentali.
Si tratta di composizioni che percorrono tutta la carriera di Glass fino ai giorni nostri e che includono una selezioni delle seguenti opere:

Mad Rush (1980)
Il brano fu commissionato da Radio Bremen e originariamente composto per organo.Lucinda Childs ha creato su questo brano una coreografia.

Four Metamorphoses (1989)
Si tratta di un insieme di cinque brani per pianoforte estratti sia dal film di Errol Morris ''A Thin Blue Line'' che dalla messa in scena delle ''Metamorfosi di Kafka'' di Gerald Thomas, rappresentata per la prima volta in Brasile a San Paolo.

Six Etudes (1994-1999)
Questi studi sono parte di una opera di 16 brani per pianoforte completa nel 1999. Ogni studio si accosta al pianoforte in maniera stilisticamente diversa, facendo scaturire una suite di brani estremamente differenti l'uno dall'altro.

Excerpts from A Musical Journey (1988)
Queste composizioni per pianoforte di Philip Glass furono scritte per una sequenza di opere create in collaborazione con Gambian Griot Foday Musa Suso.

Il programma della serata ha una durata di circa 80 minuti, senza intervallo.


Gli ultimi biglietti sono disponibili in prevendita presso il Ticket's Box Office di Via G. Leopardi a Catania: 15 euro (I settore) e 10 euro (II settore).
Agli studenti universitari sarà praticato lo sconto del 50%
.

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11 aprile 2005
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