A fondo perso. Nel Sud l'attuazione delle politiche di sviluppo viaggia a due velocità

L'incapacità di spendere nelle regioni del Meridione

03 dicembre 2005

E' come se in Sicilia, e in generale nelle regioni meridionali, ci fosse un'incapacità di attuare le politiche di sviluppo, e che questo si ritrovi a viaggiare a due distinte velocità.
Da un lato i Programmi multiregionali Pon che (sino al 30 giugno 2005), hanno cumulato pagamenti per il 52,52% del totale, e dall'altro i Programmi operativi regionali (Por) che, invece, hanno cumulato, per lo stesso periodo, pagamenti per appena il 29,91%. Ma il risultato di questi ultimi sarebbe ancora peggiore senza il buon livello raggiunto per i pagamenti Por nel 2004 pari al 10,2%.
Un dualismo nella capacità di spesa per le Regioni ''Obiettivo 1'' messo a fuoco dal presidente della Fondazione Curella, Pietro Busetta, nella sua relazione al XIX Osservatorio Congiunturale apertosi ieri mattina a Palermo.

Dall'inizio del programma Agenda 2000 e fino al 30 giugno 2005, le misure multiregionali (Pon) destinate all'attuazione dei programmi operativi ammontano a poco più di 14 miliardi di euro, di cui circa la metà coperti da contributo comunitario. Di essi, al 30 giugno 2005, risultano già erogati 7,4 miliardi di euro, pari a circa il 52,5% del totale delle spese programmate nei sei anni considerati e di cui quasi il 70% (5,1 miliardi di euro) erogati negli ultimi due anni e mezzo (dal 2003 fino al 30 giugno 2005). Nello stesso periodo (dal 1999 al 30 giugno 2005), le misure regionali, i Por con 32 miliardi di euro di programmazione di spesa, di cui 16,8 di fondi comunitari, hanno raggiunto un risultato di erogazioni per appena il 29,91%.

''La misura dei pagamenti cumulati al 30 giugno 2005, 9,5 miliardi di euro per le misure regionali e 7,4 per le misure multiregionali, sembrerebbe confermare'', si legge nella relazione di Busetta, ''quanto già emerso nei precedenti periodi e cioè una maggiore rigidità nei meccanismi di spesa dei POR. A conferma di ciò, i pagamenti dei programmi operativi, nel primo semestre del 2005 sono cresciuti, considerati in percentuale del costo programmato, di circa 7,1 punti percentuali, passando dal 45,5% del 31 dicembre del 2004 al 52,5% del 30 giugno 2005; mentre, nello stesso periodo, le misure regionali passando dal 27,05% al 29,91%, sono cresciuti di soli 2,9 punti percentuali''.
''Sono profondamente convinto - dice Busetta - che il Sud abbia un grande bisogno di centralismo. A pochi giorni dall'approvazione definitiva della cosiddetta devolution mi chiedo quanto possa essere valido un federalismo spinto, ottimale per la parte forte e sviluppata del Paese, nel Mezzogiorno dove le risorse disponibili non vengono spese e gli strumenti di autonomia sono giocati in negativo. D'altra parte l'esperienza della Regione Sicilia è lì a dimostrarci come la strada dell'autonomia non porta da nessuna parte visti i risultati conseguiti''.

E proprio alla Regione Sicilia va la ''maglia nera per le erogazioni di fondi Por'', sostiene la Fondazione Curella: ''Con il 25,38% delle risorse spese sino al primo semestre 2005 (rispetto agli 8,4 miliardi di euro programmati di cui 4,2 di fonte Ue), essa si pone oggettivamente in una condizione di svantaggio anche rispetto alle altre regioni del Sud che, per la verità, non hanno brillato''.
Ha fatto meglio di tutte il Molise con il 43,62%, seguita da: Sardegna (36,45%), Calabria (31,92%), Basilicata (31,75%), Puglia (30,50%) e Campania (28,36%).
Per quanto riguarda le politiche di sviluppo poste in essere dal governo nazionale le risorse assegnate, per il periodo 1998-2007, ammontano a 55,5 miliardi di euro per tutte le aree sottoutilizzate. La maggior parte di queste risorse sono destinate a ''incentivi e capitali'' (prevalentemente legge 488 e credito di imposta); alle ''intese istituzionali di programma'', che hanno ricevuto più del 30% dell'intera assegnazione (quasi 17 miliardi, di cui il 40% per gli anni 2005-2007); alla ''promozione dello sviluppo imprenditoriale'' (circa il 18% dell'intera assegnazione e cioè 9,6 miliardi). Gli incentivi a capitale e lavoro sono stati i più attivi sino al 2004 e, per quanto attiene gli interventi nazionali, hanno attivato erogazioni agevolate per 21,9 miliardi di euro di cui il 61% a Sud. Sono mancati all'appello, invece, gli interventi agevolativi regionali.

''Il numero sostanzialmente ridotto di tali provvedimenti - soprattutto nel Mezzogiorno (118 contro i 316 del Centro Nord) - sostiene la Fondazione Curella - può essere solo in parte spiegato con gli interventi dei Por delle singole regioni''.
Uno strumento rilevante della politica di sviluppo del governo sono certamente da considerare le intese istituzionali (Apq). Dal 1998 al 2007 le risorse stanziate, quasi 17 miliardi di euro, danno una accelerazione alle politiche per il Sud essendo passate dal 18,2% del totale del 1999 al 47,6% del 2004. Con la programmazione negoziata, patti territoriali, contratti d'area, contratti di programma ed infine i contatti di localizzazione, sono stati convogliati, nel periodo 1998-2007, circa 9 miliardi di euro. In modo particolare i contratti di programma hanno sempre più acquisito una importanza strategica per il futuro della programmazione negoziata. Sino al dicembre 2004 ne sono stati deliberati 70 così suddivisi al Sud: Campania 19, Calabria e Sicilia 8 a testa, Puglia e Sardegna 7 ciascuna. Complessivamente, per tutti i contratti approvati, compresi quelli multiregionali, gli investimenti previsti ammontano a 8,2 milioni di euro, mentre l'incremento occupazionale è di 26.193 unità. [La Sicilia]

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03 dicembre 2005

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