A Gela non si fermano le nascite di bambini malformati. L'ennesimo caso nella città del petrolchimico

23 novembre 2006

A Gela (CL) è venuto alla luce un altro neonato malformato. Due settimane fa è nata una bimba con una malformazione strutturale all'interno della bocca, denominata ''palatoschisi''. La bimba presenta ''l'apertura e la fessurazione del palato nella parte centrale, correlata ad un difetto embriologico di chiusura del palato nella parte mediana''Tale difetto le impedisce una corretta alimentazione per via orale, per cui viene sostenuta con flebo endovena. La piccola, ricoverata all'ospedale di Enna, è figlia di un operaio edile di 38 anni e di una casalinga di 36 anni, che vivono nel quartiere Sant'Ippolito, uno dei più popolosi di Gela, e nessuno dei due genitori ha mai avuto malformazioni in famiglia, tranne un caso accaduto due mesi addietro, un nipotino che presenta una malformazione ai testicoli. Sia la piccina che il cugino dovranno essere operati.

L'amministrazione comunale di Gela ha deciso di intervenire con un contributo in denaro e mettendo a disposizione della famiglia assistenti sociali, medici e personale del volontariato. L'operaio, che ha voluto denunciare pubblicamente la malformazione della figlia, ha detto che ''bisogna fare chiarezza sulle cause di tante nascite di bambini malformati, per impedire che il fenomeno colpisca altre famiglie e perché chi ha sbagliato, inquinando l'acqua, l'aria e il territorio di Gela, paghi il prezzo delle sue colpe''.

La scorsa settimana, su iniziativa di Angelo Lomaglio, ex vice-sindaco di Caltanissetta, ora deputato alla Camera, la Commissione ambiente della Camera, presieduta da Ermete Realacci, ha deciso di attivare le audizioni del Ministro della Salute, dell'Assessore regionale alla Sanità, dei responsabili dell'Istituto Superiore della Sanità e dell'Osservatorio Epidemiologico della Regione Siciliana sui danni ambientali e sanitari prodotti dal Petrolchimico Eni di Gela, da tutti chiamato il ''mostro''.
''A Gela - ha dichiara Lomaglio - si nasce malati, a causa delle esalazioni di acido solforico, di ammoniaca ed a causa dell'amianto, del benzene, del benzolo e del mercurio che inquinano l'aria, l'acqua e la terra. In base a quanto rilevato dall'Osservatorio Epidemiologico della Regione Siciliana: dal 1991 al 2002 si sono verificati 520 casi di bambini malformati (soprattutto agli arti, all'apparato digerente ed ai genitali) su 13.060 nati, il doppio rispetto ai dati regionali e nazionali''.
A Gela, pur ammalandosi più che altrove, non è mai stata attivata la sorveglianza epidemiologica, non ci sono dati di igiene industriale dall'avvio del petrolchimico, non c'è la medicina del lavoro e soprattutto non c'è un reparto di oncologia nel quale potersi curare.

- Gela, un'altra piccola Chernobyl... (Guidasicilia, 14711/2006)

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23 novembre 2006

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