A Giampilieri, un anno dopo...

Un anno fa la tragica alluvione nel Messinese che si portò via 37 persone, e la speranza di un Paese

01 ottobre 2010

Giampilieri, Briga Marina, Molino, Itala e Scaletta Zanclea. La notte tra il 30 settembre e il primo ottobre dell'anno scorso, cinque ameni paesi della provincia messinese venivano colpiti da un terribile nubifragio. Le valanghe di fango e gli smottamenti misero in ginocchio quella fascia di territorio lunga 3 km e mezzo e provocarono la morte di ben 37 persone, tra cui donne e bambini, e lasciando fuori casa, per molto tempo, 400 persone.
Oggi Messina si è fermata per ricordare quelle vittime che sono state commemorate con una messa che sarà celebrata in Cattedrale dall'arcivescovo Calogero La Piana.
Bandiere a mezz'asta al municipio del capoluogo peloritano, così come sugli edifici pubblici e nei plessi scolastici. Il sindaco Giuseppe Buzzanca ha invitato alla sospensione delle attività commerciali in concomitanza della commemorazione al Duomo.
Nel pomeriggio, alle 16.30, verrà inaugurato un monumento realizzato con parte dei fondi donati al comitato "Salviamo Giampilieri", prima della Santa messa. Infine, alle 19 si terranno tre fiaccolate per le vie di Giampilieri, Altolia e Briga.

In questo primo anniversario dell'alluvione, il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha lanciato una dura accusa lo Stato: "Ci ha dato solo il dieci per cento dei fondi che servono per mettere in sicurezza Giampilieri e i comuni dei Nebrodi colpiti dall'alluvione e dalle frane".
In un anno per Giampilieri, frazione di Messina, sono stati spesi i 139 milioni disponibili, erogati dal Ministero dell'Ambiente (20 milioni), dal fondo Protezione civile (30 milioni) e dalla Regione con i fondi Fas 2007/2013 (65 milioni), oltre quelli ottenuti attraverso l'accordo di programma quadro (24 milioni). Il fabbisogno stimato per il ritorno alla normalità, con la costruzione di alloggi, le opere di urbanizzazione e il rimborso alle popolazioni e alle attività produttive, è, però, di 320 milioni. All'appello mancano quindi 181 milioni.
"La Regione - ha detto il presidente Lombardo, oggi a Giampilieri per commemorare le vittime - ha anticipato almeno la metà dei fondi fin qui spesi, attingendo ai Fas e ai fondi della Protezione civile anche se non sono stati ancora firmati i decreti di attribuzione. Abbiamo ricevuto appena una sessantina di milioni. È giusto che lo Stato si impegni e faccia la sua parte". Lombardo ha aggiunto: "Andremo comunque avanti con i lavori e non ci fermeremo per mancanza di fondi. Tra le risorse che servono, ci sono quelle per i vigili del fuoco, che hanno fatto un lavoro encomiabile, li pagheremo noi e pagheremo anche le ore di straordinario. Abbiamo ritenuto prioritarie, in questa prima fase le opere di messa in sicurezza ed a quelle abbiamo destinato le risorse disponibili".

Il dirigente della Protezione civile regionale, Pietro Lo Monaco ha spiegato che "resta da fare parecchio, molto però è stato già cantierato; in questi giorni partiranno altri cantieri importanti per mettere in sicurezza e rifunzionalizzare il territorio e dare uno sbocco all'acqua che scende dalle montagne". "Nella seconda fase - ha sottolineato - passeremo ai rimborsi alle persone che hanno perso la casa, alla ricostruzione degli alloggi per le persone meno abbienti che anche con i rimborsi non ce la farebbero ad avere una nuova casa e metteremo tutti nelle condizioni di ricostruire la propria casa nel contesto urbano e non fuori dalle citta. Abbiamo scelto questa strada, anzichè realizzare una new town per recuperare il tessuto urbano esistente".
Lo Monaco ha poi fatto il punto sui lavori realizzati e quelli ancora da realizzare, sottolineando il carattere sperimentale ed innovativo di alcune soluzioni tecniche adottate per la messa in sicurezza a breve e lungo termine. In alcuni casi le aree franate sono state "imbrigliate": il terreno è coperto con dei sacchi di juta trattenuti da reti metalliche, cosicché la vegetazione crescendo renderà invisibili gli interventi di consolidamento. In generale si è trattato di lavori complessi, è stato necessario studiare diverse soluzioni per i diversi problemi tecnici che via via si presentavano. Questo a causa dell'urbanizzazione senza criteri dell'area, con delle infrastrutture realizzate in troppi casi superficialmente rispetto alle caratteristiche morfologiche del terreno. A San Fratello per esempio, altra frazione messinese ad altissimo rischio spaccata in due da una frana, si sta procedendo ai lavori di stabilizzazione delle frane ma molte delle abitazioni sono già state dichiarate non sicure.
La rovinosa frana dello scorso primo ottobre è stata il risultato di decenni di sfruttamento di un territorio morfologicamente complesso: nel messinese i paesi si estendono senza soluzione di continuità "compressi" fra la linea di costa e le montagne. Le cause del disastro vanno ricercate nell'abusivismo edilizio, unito all'abbandono delle attività agricole e alla deforestazione selvaggia del territorio.

Sul sito dell'Ufficio stampa della presidenza della Regione siciliana, alla sezione "documentazione", è disponibile un report con gli interventi realizzati nelle zone del messinese devastate dalle frane del primo ottobre del 2009. Il documento contiene l'elenco degli interventi in corso e dei lavori appaltati, il dettaglio delle fonti di finanziamento, il bilancio delle somme spese e le risorse necessarie per concludere tutte le opere necessarie.

[Informazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it, SiciliaInformazioni.com]

- Giampilieri un anno dopo: "Di case neanche l'ombra" di Alessandra Ziniti (Repubblica.it)

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- Maltempo assassino (Guidasicilia.it, 02/10/09)

- Aspettando che accadano le tragedie... (Guidasicilia.it, 03/10/09)

- "C'è tutta acqua... è la fine del mondo" (Guidasicilia.it, 05/10/09)

- "Non c'è più nessuna speranza" (Guidasicilia.it, 07/10/09)

- LUTTO NAZIONALE (Guidasicilia.it, 10/10/09)

 

 

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01 ottobre 2010

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