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A Lampedusa vanno e vengono a migliaia

L'ondata migratoria si arresta solo per pochi giorni, poi la tregua passa e dall'altra parte del Canale di Sicilia...

13 giugno 2011

Sabato a Lampedusa sono approdati complessivamente 1506 migranti a bordo di sette barconi. Due carrette del mare con il motore in avaria sono state soccorse dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza mentre erano ancora fuori dalla acque territoriali: la prima, con 299 profughi partiti dalla Libia, tra i quali numerose donne e bambini, giunti sull’isola all’alba; altri 225 extracomunitari che erano sul secondo barcone sono arrivati in mattinata. Nella nottata precedente era approdata un’altra imbarcazione, con 143 migranti. L’ultimo barcone è arrivato in porto alle 13.45 con 214 persone di cui 16 donne e 2 bambini. Alle 12.50 un altro natante con 240 extracomunitari, tra cui 37 donne e 5 bambini è giunto a Lampedusa. Tra questi ultimi migranti giunti nell'isola pelagica 135 donne e 22 bambini. Gran parte dei nuovi arrivati sono tunisini.
Ieri, domenica 12 giugno, la nave Excelsior è salpata da Lampedusa con a bordo 1.086 dei migranti sbarcati negli ultimi giorni. Gli extracomunitari saranno sbarcati a Taranto per poi essere trasferiti al centro d'accoglienza di Manduria. A Lampedusa rimangono, al momento, 1.049 migrati che dovrebbero essere trasferiti nella giornata di oggi.

E sempre oggi, il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis insieme ad una folta delegazione, si recherà a Roma per incontrare il ministro Stefania Prestigiacomo, nominata coordinatrice degli interventi sull'isola dopo l'emergenza immigrati. "I prossimi giorni - ha dichiarato De Rubeis - saranno cruciali per Lampedusa e Linosa. Oggi pomeriggio prenderemo parte al tavolo tecnico con il ministro Stefania Prestigiacomo e dove daremo una serie di indicazioni per la risoluzione dei nostri problemi. Con me ci saranno anche la nostra concittadina senatrice Angela Maraventano, l'assessore regionale Gian Maria Sparma, il capo dell'ufficio tecnico Giuseppe Gabriele; l'assessore al commercio ed ai grandi eventi Rosangela Mannino, il vice presidente della associazione commercianti, Lino Maraventano con i consiglieri Gemma Maggiore, Alberto Bottino e Toni Gargiullo". Per domani "attendiamo conferma per un incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che inviteremo a Lampedusa - ha aggiunto - La popolazione delle nostre isole è stata nel corso degli anni gratificata dalla presidenza della repubblica a diversi livelli ma nella storia delle Pelagie, nessun presidente è mai stato sul nostro territorio".
"Non torneremo a casa senza delle soluzioni, intendiamo colloquiare con i presidenti di Camera e Senato e con Silvio Berlusconi - ha detto ancora il sindaco - La situazione di Lampedusa è sotto gli occhi di tutti e non possiamo più rimanere fermi aspettando delle soluzioni che tardano a venire". "Lampedusa è stata e sarà sempre terra di accoglienza - ha continuato il sindaco - lo dice la nostra storia. Da quando esiste il fenomeno della immigrazione, Lampedusa è il crocevia fondamentale per tutti coloro i quali partono dai paesi rivieraschi in cerca di una vita migliore e i Lampedusani, sono sempre stati pronti ad accoglierli con dati di fatto e non solo con parole. Oggi, grazie ad un meccanismo che sta funzionando bene (le grandi navi), è garantito un deflusso costante dalla nostra isola di tutti i migranti che vengono giornalmente salvati in mare dalle motovedette italiane. A Lampedusa, pertanto, non si può più parlare di emergenza ma piuttosto, di accoglienza umanamente accettabile, nel rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo".
E conclude: "Ancora una volta, tengo a precisare che il fenomeno della immigrazione, non interagisce assolutamente con il turismo e con le diverse attività svolte sulle Pelagie. Prima di ritornare a Lampedusa, intendiamo recarci in vaticano per potere incontrare anche sua santità Benedetto XVI. Il cardinale Bagnasco è stato a Lampedusa lo scorso mese di aprile e ci ha portato le parole del santo padre e la sua vicinanza. Noi lampedusani, abbiamo nel cuore una frase memorabile di Giovanni Paolo II che fece eco da un capo all'altro della terra: Aprite le porte a Cristo e non abbiate paura. Parole che echeggiano sempre sulle nostre isole così come spesso è evocato un passo importante della bibbia. Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, GdS.it]

- Lampedusa, finita la tregua... (Guidasicilia.it, 11/06/11)

 

 

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13 giugno 2011
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