A Palermo l'acqua costa il doppio rispetto a Milano...

... e dai rubinetti di casa sgorga a singhiozzo: un giorno sì, l'altro no... E ad Agrigento va pure peggio

16 giugno 2011

A Palermo un metro cubo d'acqua costa il doppio di Milano: 1,32 euro (costi del servizio fognatura e depurazione inclusi) per consumi tra 150 e 200 mc. Ad Agrigento, il costo sale, e i cittadini spendono quattro volte più dei milanesi ma l'acqua viene erogata a giorni alterni e ci si arrangia con serbatori e cisterne in casa e nei condomini: per consumi fino a 70 mc la tariffa è 1,12 euro, da 71 mc e 100 mc 1,44 euro, oltre i 100 mc il costo sale a quota 2,35 euro.
A Roma in media un metro cubo d'acqua costa 1 euro, 0,60 centesimi a metro cubo a Milano. In media a Palermo una famiglia di tre persone paga una bolletta di 300 euro annui (Iva e quota fissa di 28,00 euro esclusi). A parità di consumo ad Agrigento la spesa balza a oltre 400 euro. A Roma e Milano si spendono, invece, 220 euro e 106 euro.

Secondo il Rapporto 'Blue Book' 2010 sul mondo dell'acqua, realizzato da Anea (Associazione nazionale Autorità e Enti di Ambito) e Utilitatis, in Sicilia la spesa media annua nel 2010 é stata di 144,7 euro per un consumo di 100 metri cubi (232 euro per 150 mc e di 336 euro per 200 mc), in Lombardia di 60 euro (91,4 euro e 127,00 euro), nel Lazio di 146,5 euro (157,5 euro e 221,9).
Anche se in Sicilia in molti comuni l'acqua è tra le più care d'Italia, eppure dai rubinetti delle case sgorga a singhiozzo. Succede a Palermo, dove viene erogata a giorni alterni in diversi quartieri: Boccadifalco, Brancaccio, Resuttana, San Lorenzo, Cruillas, corso Calatafimi Alta, Corso dei Mille.
"In casa abbiamo i serbatoi, l'acqua viene distibuita da mezzanotte alle 11 - dice un'abitante di Corso dei Mille - riusciamo a riempirli e non avvertiamo il problema più di tanto". Per un altro palermitano "il problema sono gli orari di distribuzione: non sempre viene distribuita alla stessa ora, a volte arriva alle 4 del mattino, altri giorni a un orario diverso".

"In un terzo della città la distribuzione è a giorni alterni - spiega Guido Catalano, direttore generale dell'Amap, società che gestisce il servizio idrico in città - Ci sono dei progetti già pronti per adeguare le reti, ma devono essere realizzati da Acque potabili siciliane (Aps) a cui l'Ato ha affidato il servizio".
Acque potabili siciliane spa è la società che nel 2007 si è aggiudicata la gara di affidamento trentennale del servizio idrico integrato nella provincia di Palermo. Il bacino di utenza dell'Ato1 Palermo, oltre al capoluogo siciliano, comprende 82 comuni: attualmente Aps gestisce il servizio in 52 comuni ma la società è in liquidazione.
"La tariffa applicata agli utenti comprende anche un contributo di 0,15 centesimi a metro cubo che Amap destina a Aps per gli investimenti - prosegue Catalano - Il rifacimento delle reti rientra in questa voce". Eppure gli investimenti non si fanno. "Finché non si sblocca il problema dell'Ato, la questione non può essere risolta", conclude il dirigente Amap.

E intanto l'Amap chiude il bilancio con 3 milioni di utile - L'Amap Spa ha chiuso il bilancio nel 2010 con un utile netto di 3 milioni 673 mila euro, circa un milione in più rispetto al 2009. Il documento contabile è stato approvato dal consiglio di amministrazione ed entro fine mese dovrà essere vidimato anche dal Comune. Per il Presidente dell'Amap, Vincenzo Cannatella, "questo risultato è indice dello stato di salute della societa". "Nel 2010 - spiega - abbiamo avviato un progetto concertato con i sindacati, riproposto anche quest'anno, per aggredire le morosità e fare luce anche su quanta acqua che rientra nella percentuale di quella non contabilizzata è dovuta ad allacci abusivi oppure a perdite nella rete idrica".
L'Amap finora ha accertato 150 utenze domestiche e non domestiche abusive che sono state denunciate all'autorità giudiziaria per un totale 19 milioni di euro non pagate negli ultimi dieci anni. L'Amap ha circa 125 mila utenze e 640 dipendenti, gestisce la rete fognaria e gli impianti di depurazione, 4 acquedotti per una lunghezza complessiva di 135 km, 4 impianti di potabilizzazione, 9 serbatoi di accumulo e compenso e fornisce anche acqua all'ingrosso a 14 comuni della Provincia.

Serbatoi sui tetti, bottiglie di plastiche, piccole cisterne e bidoni pronti per l'arrivo delle autobotti private - È il "kit" di cui la gente non può fare a meno anche ad Agrigento e Caltanissetta, le due città più "assetate" della Sicilia. Qui l'acqua viene distribuita a singhiozzo e in alcuni casi i rubinetti rimangono a secco per diverso tempo.
A Caltanissetta l'acqua viene erogata a giorni alterni in tutta la città: lunedì centro storico, martedì periferie e così via. Il servizio è sempre garantito in zona 'Sanatorio', dove si trova l'Ospedale Sant'Elia e in via Firrio. "Non c'è il tempo nemmeno di fare il bucato o una doccia - dice un abitante di via Luigi Rizzo - l'acqua arriva a giorni alterni e al massimo per un'ora e mezza la mattina dalle 7 alle 8.45". Eppure le bollette sono salate. "Pago tra 70 e 80 euro ogni trimestre - aggiunge - in casa siamo solo io e mio marito. Quando l'Ente acquedotti siciliani gestiva il servizio, l'acqua veniva erogata per sette ore almeno, adesso viviamo con l'orologio puntato e il contagocce: se salta il turno, restiamo senza per tre o quattro giorni". Va un po' meglio in periferia. "Il problema si avverte meno - afferma chi abita in zona Calcare - i palazzi sono di nuova costruzione e dotati di cisterne condominiali". Il disagio lo avverte di più chi abita nel centro storico. Caltacque, la società che si occupa del servizio idrico integrato nella provincia di Calatanissetta, sottolinea che la spesa media è di 1,20 euro (costi del servizio fognatura e depurazione inclusi) per consumi annui compresi tra 150 e 200 mc.
Non va certo meglio ad Agrigento. "Conviviamo con questo dramma da anni - si dispera una agrigentina che abita in zona Fontanelle - l'acqua arriva ogni due o tre giorni, abbiamo le cisterne". Poi aggiunge: "Ho abitato in Veneto per molti anni, l'acqua arrivava tutti i giorni e costava anche meno. Qui ricevo un servizio minore a costi maggiori, è un problema di gestione".

[Informazioni tratte da Ansa, Lasiciliaweb.it]

 

 

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16 giugno 2011

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