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A Palermo può succedere ...

Sui rapporti di frequentazione tra capitan Miccoli e il figlio dello 'Scintillone'

14 settembre 2011

Bocche cucite in Procura a Palermo, ma la notizia dei rapporti di amicizia tra il figlio del boss Lauricella e il bomber del Palermo calcio, Fabrizio Miccoli - entrambi sono incensurati e non risultano indagati - ha fatto subito il giro del Palazzo di giustizia e dello stadio 'Renzo Barbera'. Non è escluso che Miccoli possa essere ascoltato presto dai magistrati della Procura, ma non per il momento.
Il Procuratore aggiunto Ignazio De Francisci si è limitato a dire: "Non parlo di Miccoli...". Ma da quello che risulta, da un'informativa della Direzione investigativa antimafia, depositata nell'ambito dell'inchiesta sul boss Lauricella, arrestato proprio l'altro ieri dopo sei anni di latitanza (LEGGI), emerge che Miccoli si sarebbe incontrato più volte con uno dei figli del boss. Lauricella junior sarebbe stato fotografato dalla Dia con Miccoli anche allo stadio.

Le frequentazioni tra Miccoli e Lauricella sono venute fuori per caso, mentre gli agenti della Dia pedinavano il figlio del latitante per catturare il padre. Su questa vicenda, il capitano del Palermo ha deciso, assieme alla società, di non rilasciare alcun commento. Solo il presidente Maurizio Zamparini è intervenuto parlando della vicenda come "un mucchio di sciocchezze".
Lauricella, come viene sottolineato negli ambienti investigativi, non ha precedenti per mafia e Miccoli poteva anche essere all'oscuro di quella parentela ingombrante. Ma il padre è indicato come un boss di prima grandezza, tanto che fino ad ieri era in cima alla lista dei latitanti palermitani.
Ma, fa sapere Mauro Lauricella, "Fabrizio non c'entra niente, non sapeva chi sono io e chi è mio padre, non gli vado a raccontare tutto di me. Frequento l'ambiente del calcio e ci siamo conosciuti lì. Io ho giocato in serie C, gioco nella Palermitana, poi mi sono rotto un ginocchio"."Sono io ad avere rapporti con Miccoli, e non mio fratello Salvatore. - ha precisato Lauricella jr (il nome del fratello Salvatore era uscito ieri) - Lui non c'entra niente. Io uscivo con Fabrizio, lui ha i suoi negozi, due rivendite di ciclomotori, la sua famiglia ed è estraneo completamente a tutta questa storia".

Intanto, su disposizione del tribunale di Palermo, la Guardia di finanza ha confiscato beni per oltre 5 milioni di euro a otto persone, cinque delle quali appartenenti alle famiglie mafiose di Malaspina, San Lorenzo, Brancaccio, Carini e Porta nuova. Fra questi c'è anche il boss Antonino Lauricella, detto "Scintilluni", al quale sono stati confiscati immobili per circa 800 mila euro. Le indagini patrimoniali condotte dalle Fiamme gialle hanno evidenziato "una netta sproporzione tra i beni risultati nella effettiva disponibilità dei soggetti e il loro tenore di vita rispetto ai redditi dichiarati e alle attività ufficialmente svolte".
I beni confiscati comprendono due aziende commerciali di Terrasini e Palermo, due lussuose ville a Carini, per altro costruite abusivamente, 18 terreni agricoli tra Misilmeri e Mezzojuso, sei appartamenti e un magazzino, oltre ad una Mercedes e vari disponibilità finanziarie detenuti presso istituti bancari.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Lasiciliaweb.it, LiveSicilia.it]

 

 

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14 settembre 2011
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