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A quasi una settimana dal disastro

Proseguono le ricerche dei tre dispersi dopo l'ammaraggio dell'Atr 72 nel mare di Palermo

12 agosto 2005

Sono riprese anche queste mattina all'alba, le ricerche delle tre persone ancora disperse dopo l'ammaraggio di emergenza dell'Atr 72 della Tuninter, sabato scorso al largo di Palermo.
All'appello mancano i pugliesi Raffaele Di Tano e Francesco Cafagno, e il tunisino Harbaoui Chokri, meccanico di bordo.
Alle operazioni, coordinate dalla Capitaneria di Porto di Palermo, partecipano 18 motovedette (14 della Guardia costiera, due dei Carabinieri e altrettante della Guardia di finanza), nonché un aereo della Guardia costiera e tre elicotteri della Guardia di finanza, dei Carabinieri e della Protezione civile.
Opera ancora la nave idrografica ''Magnaghi'' della Marina militare, che continua il pattugliamento in un settore di 10 miglia attorno al punto dell'ammaraggio conducendo sondaggi strumentali nel tentativo di localizzare i relitti, dove si ritiene sia rimasta la scatola nera. Per il ritrovamento e il recupero mercoledì il governo ha stanziato un milione e mezzo di euro.
Da quattro giorni ormai le perlustrazioni si sono spostate verso levante, tenendo conto della deriva delle correnti. Le motovedette continuano a perlustrare il basso Tirreno nel tratto compreso tra Cefalù (Palermo) e Capo d'Orlando (Messina), dalla costa fino a 30 a miglia a Nord, mentre l'aereo e l'elicottero sorvolano altri quadranti nello spazio tra Termini Imerese e Capo d'Orlando. Ricerche che ormai si spingono fin quasi alle Eolie. Un'area vasta dove si registra spesso il ritrovamento di bagagli, effetti personali dei passeggeri dell'Atr e vari frammenti del velivolo.

Sulle banchine del porto di Palermo attendono, straziati dal dolore, i parenti dei tre dispersi. ''Non andremo via fino a quando non ci daranno notizie certe'', dice Flora La Catena, moglie di Raffaele Di Tano, 42 anni. ''Non è tempo di polemiche - spiega - voglio soltanto mio marito Raffaele. Penso che vadano fatti tutti i tentativi, quelli possibili ed anche quelli impossibili. Non interpretate le nostre richieste come una critica agli sforzi di chi, in questi giorni, ha combattuto con tutte le sue forze per darci una risposta. L'abbiamo apprezzato e lo apprezziamo, ma è nostro diritto, mio e di mia figlia di undici anni, sapere che fine ha fatto mio marito''.
Usano le stesse parole anche i parenti dell'altro disperso italiano, Francesco Cafagno, 23 anni, di Bari (il terzo è il meccanico di bordo, tunisino): ''Fino a quando non troveremo il nostro Francesco - ha detto lo zio - noi da Palermo non ci sposteremo. Aspetteremo ancora: non possiamo abbandonarlo a 1.200 metri di profondità''.

Le indagini. Ancora ricoverato all'ospedale di Palermo per un grave trauma alla testa e la frattura di una gamba, un'Atr 72 in voloil copilota dell'Atr 72, il 28enne Alì Kbaier, scagiona il suo comandante: ''Non c'è stato nessun errore umano. Abbiamo fatto tutte le operazioni previste''.
''Quelli della torre di controllo di Ciampino non li abbiamo mai sentiti''. L'altro ieri si era sparsa la voce che, mentre l'Atr 72 sorvolava il golfo di Salerno, dalla torre di controllo era arrivato un 'monito' perché l'aereo volava 3.000 piedi sotto la quota di crociera. ''Non è vero'', ha detto Alì Kbaier. ''Non li abbiamo mai sentiti. Prima che si spegnesse il primo motore, non abbiamo avuto alcun problema con il velivolo: andava tutto liscio. Poi, all'improvviso, si è spento un motore. Abbiamo chiamato il meccanico di bordo che era seduto tra i passeggeri''. Nel frattempo, però, si è spento anche l'altro motore del velivolo. ''Abbiamo fatto tutte le manovre previstesenza sbagliare nulla'', ha sottolineato ancora il copilota.

Affermazioni che però sono state contraddette dai risultati dei primi accertamenti tecnici sui rottami dell'aereo. L'ipotesi che i motori si siano fermati per colpa di benzina ''sporca'' sembra svanire: i filtri dei motori sembra fossero puliti, anche se dalla Procura di Palermo si affrettano a ricordare che ''è ancora presto per fare ipotesi''.
Nei prossimi giorni sarà reso pubblico l'esito dell'esame sull'olio motore e sulla benzina recuperati tra i rottami dell'Atr, mentre il 24 agosto riprenderanno gli accertamenti sul relitto, che nel frattempo dovrà essere trasferito dal porto all'aeroporto di Boccadifalco a Palermo.

Intanto dalla procura di Bari filtra l'invito ai giornalisti ad attenuare l'attenzione. Meno pressione dei mass media sulle indagini per consentire a tutti - magistrati, investigatori e periti - di lavorare con maggiore serenità.
Il pm barese Giuseppe Scelsi ha sottolineato, in particolare, che ''è il momento dello scrupoloso accertamento delle cause che hanno determinato il disastro''. Come dire, basta con le illazioni: per stabilire i motivi che hanno portato il volo Bari-Djerba della Tuninter ad ammarare davanti alla costa palermitana, dopo che uno dopo l'altro si sono spenti i motori, occorre adesso attendere il risultato dei vari accertamenti che da Palermo e Bari sono stati disposti.

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12 agosto 2005
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