A Taormina Giuseppe Sinopoli, tutto. Concerti, prime esecuzioni e convegni per la II edizione del Festival a lui dedicato

19 ottobre 2006

A Taormina in mostra  i capolavori della collezione Sinopoli
di Rosaria Amato (Repubblica.it)

Giuseppe Sinopoli direttore d'orchestra, compositore, medico e archeologo: è alla ricca personalità del maestro, morto nel 2001, a 54 anni, colto da un infarto mentre dirigeva alla Deutsche Oper l'Aida di Giuseppe Verdi, che Taormina Arte dedica per il secondo anno un Festival, dal 19 al 22 ottobre. Quest'anno la rassegna è anche l'occasione per mettere in mostra, per la prima volta in Italia, alcuni dei più significativi reperti della collezione personale del maestro, scelti dall'archeologo Stefano Bruni, suo amico e collaboratore. La mostra avrà un seguito: Taormina, ha annunciato Sandro Cappelletto, coordinatore del Festival, si sta attrezzando per ospitare in una sede stabile l'intera collezione. ''La mostra al Palazzo dei Congressi dei pezzi scelti da Bruni, e da lui considerati degli autentici capolavori, è il primo passo per una collocazione definitiva a Taormina dell'intera collezione'', ha spiegato Cappelletto.
La mostra ospitata al Palazzo dei Congressi, ''Aristaios'', spiega Bruni, comprende pezzi dell'Egeo preclassico, del mondo greco, etrusco e della Magna Grecia, dal 3000 al IV secolo a.C. ''Quella in mostra a Taormina è solo una piccola parte della collezione Sinopoli - dice Bruni - che oltre al materiale greco comprende anche diversi reperti egiziani, del Vicino Oriente e dell'Estremo Oriente. E' una collezione abbastanza composita, ma la qualità dei materiali è molto alta. Non è nata per il mero desiderio di acquistare oggetti belli. A chi gli chiedeva le motivazioni della sua passione per gli oggetti antichi, Sinopoli rispondeva "Non colleziono oggetti, colleziono idee". In queste poche parole sta tutto il significato della raccolta''.

Il maestro cominciò ad acquistare i primi reperti a partire dagli anni Ottanta. La scelta di esporre per ora solo la parte greca della collezione ha intanto un collegamento con la città ospitante, Taormina (sebbene nella raccolta di Sinopoli non ci siano oggetti di origine siciliana, per quanto è dato sapere), ma intende anche sottolineare il legame del maestro con la Sicilia e con il mito, tema predominante anche nella sua musica, nei compositori che scelse di approfondire, e nei suoi scritti. ''Pur essendo veneziano di nascita, Sinopoli era di padre siciliano e di madre veneziana, ma di origine siciliana - ricorda Bruni - Per questo, ma non solo per questo, ha sempre avuto un legame molto forte con la Sicilia''. E naturalmente anche con la stessa Taormina: Sinopoli fu per diversi anni direttore della sezione musicale di Taormina Arte.
In ''Autoritratto'' il maestro confessò di considerare sua ''terra natale la parte orientale della Sicilia, che ancora oggi misteriosi legami uniscono con l'originaria cultura degli antichi Greci''. La Sicilia del mito, tema ricorrente anche nella musica: ''Non a caso Sinopoli scelse di approfondire alcuni musicisti che avevano fatto della forma mitica - spiega Bruni - il centro delle loro composizioni, mito non come racconto fantastico, ma come elaborazione di archetipi mentali, dello scandaglio su come essere uomo''.

Proprio per sottolineare il significato della collezione di Sinopoli, e il ruolo complessivo che questa ha giocato nella vita artistica del maestro, Taormina Arte nei giorni del festival ha anche programmato un convegno dal titolo ''Gli eroi di Omero'', organizzato da Angelo Bottini e Francesca Ghedini, al quale parteciperanno alcuni tra i più importanti studiosi provenienti da università italiane e straniere.
Oltre che della mostra, ''Aristaios'' è anche il titolo dell'azione musicale di Michele dall'Ongaro e Matteo D'Amico che verrà presentata in prima assoluta a Taormina il 20 ottobre. In scena il danzatore André De La Roche; la parte recitante è affidata all'attore Michele Placido. ''I due compositori - spiega Cappelletto - si sono ispirati ai Racconti dell'Isola di Sinopoli'', opera pubblicata nel 2005 da Taormina Arte. Il 21 invece toccherà all'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Gianandrea Noseda con il Concerto per violoncello e orchestra di Sinopoli, eseguito una sola volta, dalla stessa orchestra, nel 1978. Inoltre verrà presentato per la prima volta il lavoro del giovane compositore Luca Antignani, vincitore della prima edizione del concorso di composizione dedicato a Sinopoli.

Il programma del Festival, molto ricco, prevede anche la proiezione di due film ispirati all'opera di Sinopoli, e un ciclo di concerti negli ospedali di Taormina e Messina. ''C'è molta attesa per questo Festival, anche all'estero - afferma Cappelletto - Tra le tv presenti c'è anche un network arabo. Il nostro tentativo non è solo quello di ricordare Sinopoli, ma è quello di difendere, nel ricordare il maestro, l'unità del pensiero, minacciata dal prevalere delle tecniche. E' difficile trovare uno sguardo come quello di Sinopoli, capace di tenere insieme tutto. Il suo essere direttore, psichiatra, archeologo, scrittore non era certo in contrapposizione: tutti gli aspetti del suo pensiero si coagulavano. In questo senso, come direttore d'orchestra, si definiva un mediatore culturale tra la pagina scritta e la musica del nostro tempo''.

- Giuseppe Sinopoli Festival (Guidasicilia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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19 ottobre 2006

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