Accordo sul programma nucleare di Teheran

L'Iran e i Paesi del gruppo 5+1 per un "passo importante". Per Israele, invece, è stato fatto un "errore storico"

25 novembre 2013

L'Iran e i Paesi del gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) hanno raggiunto ieri notte a Ginevra un accordo sul programma nucleare di Teheran. L'annuncio è stato dato poco prima delle tre di ieri mattina.

Teheran si è impegnata a sospendere l'arricchimento di uranio oltre il cinque per cento e autorizzerà ispezioni più stringenti, anche quotidiane, ai siti per la produzione di uranio arricchito. L'Iran si è impegnata anche a eliminare parte dell'uranio arricchito oltre il 20 per cento.
In cambio, i 5+1 non introdurranno altre sanzioni contro Teheran e sospenderanno alcune delle misure restrittive già in vigore per un valore di sette miliardi di dollari. Fra queste, alcune misure relative all'embargo di petrolio così come quelle contro l'industria petrolchimica, la produzione di auto, le assicurazioni e il commercio di metalli preziosi.

Il presidente americano Barack Obama ha accolto con favore l'accordo sottolineando che "include limiti sostanziali che contribuiranno a evitare che l'Iran costruisca armi nucleari". Il presidente dell'Iran Rohani ha sottolineato in un discorso trasmesso alla televisione che l'accordo riconosce i "diritti" di Teheran.
L'accordo raggiunto, ha proseguito Obama, "è un primo passo importante per arrivare a una soluzione complessiva della questione del programma nucleare iraniano". Grazie all'intesa di Ginevra "c'è ora tempo e spazio per nuovi negoziati complessivi". "Per la prima volta in dieci anni abbiamo fermato il procedere del programma nucleare. l'Iran non può arricchire uranio sopra un certo livello, non può usare centrifughe di nuova generazione, procedere con il reattore al plutonio, ci saranno nuove ispezioni ai siti per consentire la verifica", ha spiegato il presidente americano aggiungendo che "l'architettura ampia delle sanzioni rimane in piedi" anche se alcune misure sono state sollevate. "In questo modo, l'Iran non potrà usare i negoziati per ottenere un sollievo modesto" sulla sua economia.

Obama ha sottolineato che l'accordo raggiunto è il risultato di una "diplomazia intensa" degli Stati Uniti, sia a livello bilaterale con l'Iran che con i partner del gruppo 5+1 che con l'Unione europea. Nei negoziati per una soluzione complessiva che si apriranno ora "non ci sarà accordo su nulla se non si troverà un accordo su tutto", ha quindi concluso il presidente.

Ma da Israele il premier Benjamin Netanyahu ha definito l'accordo un "errore storico". L'accordo "rende il mondo un posto molto più pericoloso, perché ora il regime più pericoloso del mondo potrà fare passi significativi per acquisire l'arma più pericolosa", ha affermato in una riunione del suo governo. "Israele non è tenuta a rispettare questo accordo, ha il diritto di proteggersi di fronte a minacce di qualsiasi tipo", ha aggiunto sottolineando che "Israele non consentirà all'Iran di sviluppare capacità nucleari militari". [Adnkronos/Aki]

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25 novembre 2013

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