Accordo tra Regione e Comune di Piazza Armerina sugli incassi della Villa del Casale

12 settembre 2005

E' stata prorogata la convenzione per beneficiare del 30% degli incassi della Villa Romana del Casale, come disposto dalla legge regionale n. 10 dell'agosto 1999. Il dirigente generale dell'assessorato regionale ai Beni culturali Antonino Lumia, ha inviato la bozza dell'accordo al Comune di Piazza Armerina, pertanto entra in vigore non più la vecchia convenzione Velardita, oggi vigente, né quella votata nell'ottobre del 2004 dal consiglio comunale, ma una nuova versione studiata e adattata alle esigenze dell'alto commissario Vittorio Sgarbi, che nel corso della sua ultima sortita in consiglio comunale, qualche settimana addietro, non ha fatto mistero della necessità di provvedere al più presto alla sua adozione, invitando apertamente i consiglieri ad agire in quella direzione.
Rilevando, inoltre, la non perfetta sintonia sull'argomento convenzione con il sindaco Maurizio Prestifilippo, che questa volta, anticipando ogni mossa, ha provveduto a far inviare lo schema convenzionale alla conferenza dei capigruppo affinché ne prendessero buona visione.
Tra le premesse appare la conferma di quella deliberazione della giunta regionale la n. 73 del 25 febbraio 2005 che determina il compenso per l'Alto Commissario Vittorio Sgarbi, come anche la necessità di dovere assegnare al comune di Piazza per tutta la durata dell'incarico le somme necessarie al pagamento del compenso all'Alto Commissario, nonché al rimborso delle spese sostenute senza intaccare la quota del 30% derivante dai proventi della Villa destinata al Comune.

A quel punto ecco le novità di rilievo contenute all'articolo 7 ove si evidenzia che la durata della convenzione coincide con la durata dell'incarico all'onorevole Sgarbi, all'articolo 9 dove il comune si impegna a svolgere una mera attività di tesoreria delle somme da stornare a favore dell'Alto Commissariato, come stabilite nella deliberazione del 25 febbraio 2005.
Ma la nota dolente appare l'articolo 2 che prevede tutta una serie di gravosi oneri di manutenzione per le casse comunali da soddisfare con il consueto 30% degli introiti dell'area archeologica. Dal servizio di raccolta rifiuti al pronto soccorso, dal trasporto urbano di linea alla fornitura dei servizi igienici chimici per i mesi estivi, dal servizio di vigilanza dell'area al servizio di promozione e valorizzazione turistica, fino alla messa a disposizione di personale aggiuntivo per la sicurezza del sito archeologico e di struttura a supporto dell'afflusso dei visitatori. Oneri e onori che il primo cittadino dovrà assumere apponendo la firma in calce alla convenzione, come predisposta dall'amministrazione regionale. [GB]

Fonte: ViviEnna.it

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12 settembre 2005

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