Addio agli ecomostri di Modica! Demoliti i tre scheletri in cemento che da trent'anni dominavano l'intero quartiere di Treppiedi

05 settembre 2011

Sono bastati pochi secondi per demolire tre scheletri di edifici rimasti incompiuti per trent'anni, simbolo di degrado ambientale sulla statale 115 Modica-Pozzallo, nel Ragusano. Il micro-esplosivo piazzato ai piedi degli 'ecomostri' è stato fatto brillare a mezzogiorno sotto gli occhi del sindaco di Modica Antonello Buscema e del responsabile dell'Istituto case popolari, Giovanni Cultrera.

I due scheletri edilizi sono stati abbattuti con carichi di esplosivo e tutta la zona di rispetto, per un raggio di 100 metri, è stata resa off-limits. Le 330 famiglie che dalle 8 di mattina hanno dovuto lasciare le loro abitazioni per essere accolte in una scuola trasformata in centro di accoglienza, sono rientrate a casa poche ore dopo l'esplosione.

Tutto è andato come previsto, anche se il più alto dei palazzi nell'implosione è caduto leggermente di lato, andando a intaccare la tettoia di cemento dei parcheggi del palazzo adiacente di edilizia pubblica e un pilastro.
Il presidente dello Iacp, Giovanni Cultrera, ritiene che "l'abbattimento dei due ruderi edilizi garantirà sicurezza e decoro per una migliore vivibilità di tutta l'area di contrada Treppiedi".

I due scheletri edilizi sono stati realizzati vent'anni fa dall'Istituto case popolari di Ragusa, ma non sono mai stati completati, in contrada Treppiedi, a Modica (Ragusa). Due 'ecomostri' che hanno rappresentato per anni una grande 'incompiuta', oltre a risultare il simbolo di un degrado ambientale assoluto sulla Statale 115 Modica-Pozzallo dove, tra l'altro, si trova il polo commerciale della città. [Lasiciliaweb.it]

 

 

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05 settembre 2011

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