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Addio al Tfr (Trattamento di fine rapporto). Dal prossimo primo gennaio dovrebbe partire la previdenza integrativa

05 luglio 2005

Dal prossimo primo gennaio (se non ci saranno ulteriori rinvii) partirà la previdenza integrativa con la destinazione del Tfr (trattamento di fine rapporto) a fondi privati.
Il decreto varato venerdì scorso, ha fatto subito scoppiare violente polemiche con i sindacati che  hanno ricordato come l'intesa con il governo prevedeva l'invio della bozza prima alle parti sociali. Così non è stato e la Cgil, contro il meccanismo delle agevolazioni fiscali, minaccia il ricorso alla Corte costituzionale.
Molte le novità introdotte rispetto agli schemi precedenti, tra cui l'estensione anche agli statali, la deducibilità dall'imponibile fino a un tetto di 5.164 euro per i contributi versati per la previdenza complementare e l'istituzione di fondi speciali per i lavoratori dipendenti ''flessibili'' previsti dalla legge Biagi.

Sei mesi di tempo - Viene introdotto il meccanismo del silenzio-assenso. Se entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto il lavoratore non si esprime sul fondo al quale destinare il Tfr (o sul mantenimento in azienda) il datore di lavoro trasferisce il Tfr maturando al fondo previsto dal contratto nazionale, a meno che non ci sia un accordo aziendale che preveda una destinazione diversa. Nell’assenza di questi requisiti il Tfr confluisce nel fondo complementare Inps.

Bonus sulle prestazioni - Sulle prestazioni previdenziali integrative l'imposta viene fissata al 15% ma calerà dello 0,30% per ogni anno di versamento al fondo pensione superiore al quindicesimo (con 35 anni di versamenti l'aliquota sarà dunque del 9%). Su questo punto la Cgil ha mostrato forte contrarietà: secondo il sindacato ci deve essere una tassazione progressiva e una differente a seconda che sia complementare o obbligatoria.

Anticipazioni - Il beneficiario del fondo, il coniuge o i figli, può chiedere in qualsiasi momento l'anticipazione del 75% della propria posizione maturata (l'aliquota fiscale sarà sempre del 15%, ridotta per ogni anno successivo al quindicesimo). La condizione è che ci siano gravi motivi familiari o sanitari. È inoltre possibile, dopo otto anni di iscrizione, chiedere l'anticipazione per un importo non superiore al 50% per l'acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli. L’anticipazione scende al 30% per altre esigenze.

Alle Imprese il 4% - Per le aziende il Tfr finora ha sempre costituito una specie di ''autofinanziamento''. Per compensarle la legge prevede che potranno dedurre dal reddito di impresa un importo pari al 4% dell'ammontare del Tfr annualmente destinato a fondi integrativi. La percentuale sale al 6% per le imprese con meno di 50 dipendenti.

Sì alle polizze individuali - Il lavoratore può indirizzare il proprio Tfr non solo ai fondi chiusi (quelli contrattuali) e a quelli aperti, ma anche in polizze individuali purché questi contratti di assicurazione siano corredati da un regolamento redatto in base alle direttive Covip. La Cgil sta pensando di denunciare la cosa all'Antitrust per conflitto di interesse di Silvio Berlusconi che controlla, insieme a Ennio Doris, la compagnia Mediolanum.

Previsto il riscatto - Gli statuti dei fondi dovranno stabilire la possibilità di riscatto per il 50% in caso di inoccupazione per un periodo non inferiore ai 12 mesi e non superiore ai 48 mesi, e di riscatto totale nel caso di invalidità permanente o di disoccupazione oltre 4 anni.

- Tfr addio, il decalogo per non sbagliare (Corriere.it)

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05 luglio 2005
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