Addio Francesco

Ieri migliaia di persone hanno voluto accompagnare la bara bianca di Francesco Ferreri, brutalmente ucciso a tredici anni

23 dicembre 2005

Ieri davanti all'abitazione della famiglia del piccolo Francesco Ferreri,  il tredicenne brutalmente assassinato la scorsa settimana a Barrafranca, piccolo paese nella provincia di Enna, è stato portato un abete. Prima del corteo funebre, i compagni, gli amici di Francesco e tanti, tantissimi ragazzini di Barrafranca vi hanno appeso dei bigliettini, delle poesie. ''Sono il tuo compagno, e provo rabbia...'', è scritto in un foglietto.
Poi una grande folla si è raccolta, in un silenzio irreale, per accompagnare per l'ultima volta Francesco. Centinaia i bambini e i ragazzi con un fiore bianco tra le mani. Le strade del paese tappezzate di manifesti con frasi di conforto per la famiglia, di rifiuto della violenza e di pensieri per Francesco.

La salma, portata in spalla dagli zii di Francesco, ha attraversato le vie del centro fino alla Chiesa Madre, le cui tre navate erano zeppe di gente, e fuori almeno tre o quattro mila persone. A celebrare l'omelia, il vescovo di Piazza Armerina, Michele Pennisi.
Nella prima fila la mamma Anna Bonanno, il padre Giuseppe il fratello Angelo. Tra i presenti anche il Presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro.
Dietro nugoli di ragazzini, compagni di scuola e amici. Sulla bara qualcuno ha poggiato una sciarpa della Juventus, la squadra del cuore del piccolo.
Nell'omelia il vescovo ha espresso ''la più dura condanna per un atto di inaudita violenza che macchia questo Natale'', invitando le famiglie, la chiesa, la politica, le istituzioni a ''riflettere su quanto accaduto''. ''La giustizia - ha aggiunto il vescovo - deve rifiutare ogni vendetta''.
Poi il lungo corteo, a piedi, ha accompagnato Francesco al cimitero.

Le indagini sull'efferato delitto
Sono almeno quattro, due adulti e due minori, le persone indagate per l'omicidio di Francesco. La notizia è confermata da fonti investigative che però non indicano l'esatto numero degli iscritti nel registro degli indagati. L'indagine quindi potrebbe coinvolgere anche altre persone.
Si tratta di due fratelli minorenni e dei loro due 'padrini' di cresima. Gli investigatori, pur confermando la notizia, parlano però di un ''atto dovuto''. Per potere eseguire alcuni tipi di analisi, è necessaria l'iscrizione nel registro degli indagati, ad esempio, quando si devono effettuare dei cosiddetti ''atti irripetibili'' come l'analisi su un capo di abbigliamento attraverso l'esame del dna.
Ieri la famiglia dei due minorenni coinvolti nell'omicidio era stata trasferita in gran segreto in una località lontana da Barrafranca, forse nella provincia di Catania. La decisione è stata presa per sottrarre i due ragazzi e la sorellina alla pressione della stampa e di tutto il paese.

I medici che hanno effettuato l'autopsia sul corpo di Francesco, hanno escluso che il ragazzino sia stato vittima di violenze sessuali prima di essere assassinato a colpi di spranga. I primi risultati dell'esame autoptico hanno invece confermato che l'assassino ha inferto almeno 15 colpi in testa a Francesco. La frattura ad un braccio, inoltre, confermerebbe che il giovane si è difeso dall'aggressione.
Non c'è stata dunque la svolta nelle indagini che si pensava e sperava. Le indagini rischiano adesso di trascinarsi ancora per giorni, almeno fino a che gli specialisti del Ris non compiranno le analisi definitive sui reperti acquisiti.
L'indagine, intanto, non si ferma più al solo omicidio di Francesco ma sta scoperchiando un torbido giro fatto di violenze e di sesso, che coinvolgerebbe anche persone non del luogo.

Omicidio Barrafranca, Provincia Enna parte civile
La Provincia di Enna si costituirà parte civile nel processo contro gli assassini del piccolo Francesco Ferreri, il tredicenne ucciso venerdì scorso e poi gettato in un dirupo. Ad annunciarlo è stato il Presidente della provincia di Enna, Cataldo Salermo. ''Interpretando la partecipazione e la grande civiltà della nostra gente, inequivocabilmente e diffusamente manifestate in tutto il territorio ennese - ha detto Salerno - la Provincia si costituirà parte civile nel processo contro i responsabili dell'assassino di Francesco Ferreri, essendo gravemente ferite con questo orrendo delitto l'immagine e la sensibilità di una comunità che nella sua stragrande maggioranza è pulita e corretta ed impegnata con profonda onestà e dignità umana nel proprio riscatto economico e sociale''.

La Sicilia, 23 Dicembre 2005

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23 dicembre 2005

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