Al di la della pena...

Nel carcere di Giarre (CT) il trentaduesimo detenuto che si toglie la vita dall'inizio dell'anno

29 giugno 2010

Ennesimo suicidio nelle sovraffollate carceri italiane. La notte scorsa - secondo quanto si è appreso - si è tolto la vita nel carcere circondariale di Giarre (CT) Marcello Mento, detenuto di 37 anni. L'uomo è stato trovato impiccato con un cappio al collo alle sbarre della finestra del bagno della cella.
Dall'inizio dell'anno - secondo il calcolo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - è il trentaduesimo detenuto che si toglie la vita (LEGGI).

La notizia di questa ultima morte in carcere arriva all'indomani del suicidio di un marocchino di 22 anni, Y. A., impiccatosi con la cintura dei pantaloni nella camera di sicurezza della questura di Agrigento dove era stato rinchiuso in attesa di comparire davanti al giudice per l'udienza di convalida del suo arresto. L'uomo era stato arrestato due giorni fa, a Palma di Montechiaro, al culmine di una rissa, perchè si era reso responsabile dei reati di lesioni, minacce ed oltraggio a pubblico ufficiale.
E ancora, a Enna un detenuto che aveva tentato il suicidio prima impiccandosi con la cintura dei pantaloni che si è rotta e poi tagliandosi le vene, è stato salvato grazie all'intervento immediato di un agente della polizia penitenziaria. La notizia è stata resa nota ieri dal Sappe, il sindacato autonomo di categoria che è tornato a lanciare un appello contro il sovraffollamento dei penitenziari italiani: "oltre 68 mila detenuti presenti in carceri costruite per ospitarne a mala pena 43 mila". "I dati - ha spiegato per l'ennesima volta Donato Capece, segretario generale del Sappe - parlano chiaro. Lo scorso anno nelle carceri italiane ci furono 58 suicidi di detenuti e 100 decessi per cause naturali, oltre a 5.941 atti di autolesionismo nelle carceri italiane che non hanno avuto gravi conseguenze solamente grazie al tempestivo intervento ed alla professionalità delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria. Così come nei 944 tentativi di suicidio di altrettanti reclusi. Dati che dovrebbero far riflettere seriamente. L'intero corpo di polizia penitenziaria è allo stremo, servono iniziative concrete sia da parte dell'esecutivo che del Parlamento sulle criticità penitenziarie".

Intanto continua la protesta dei detenuti dell'Ucciardone di Palermo, cominciata giovedì scorso, proprio contro il sovraffollamento. I detenuti della sezione 7 del carcere palermitano hanno deciso di "non acquistare più prodotti al sopravvitto ad esclusione di alcuni generi. Analogamente a quanto sta accadendo alla sezione 9". A renderlo noto è stato il senatore Salvo Fleres, garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale.
"Dal primo luglio due sezioni dell'Ucciardone inizieranno la loro protesta - dice - e devo presupporre che ad esse si affiancheranno anche le altre per via delle ultime lettere che ho ricevuto. Ho già formulato al ministro Alfano l'invito a recarsi presso la struttura palermitana per constatare la realtà dei fatti e, soprattutto, per porre dei rimedi a tutela dei detenuti ed a sostegno della Direzione e del personale di Polizia penitenziaria, al fine di consentire una corretta applicazione dell'art. 27 della Costituzione". "La situazione - afferma Fleres - assume quotidianamente contorni sempre più gravi come dimostra l'ennesimo suicidio verificatosi nel carcere di Giarre. Credo che a questo punto le pie intenzioni non siano più sufficienti. È necessario un piano straordinario per l'elaborazione di modalità di pena non necessariamente carceraria".

[Informazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it, Repubblica/Palermo.it]

 

 

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29 giugno 2010

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