Al limite...

La realtà di Lampedusa, le denunce, i propositi, le speranze. Quale sarà l'immediato futuro?

11 novembre 2005

AGGIORNAMENTO
Altri 200 clandestini, dopo gli oltre 300 giunti questa mattina a Lampedusa, sono sbarcati sull’isola di Linosa. Gli immigrati, tra cui 26 donne e due bambini, hanno raggiunto direttamente la terraferma con il barcone sul quale viaggiavano. Nelle prossime ore saranno trasferiti a Lampedusa, dove il Centro di Prima accoglienza è già in stato di emergenza.
Altri 200 clandestini sono giunti a Malta, dopo essere stati intercettati nella notte a largo dell’isola dalle unità militari maltesi. Gli extracomunitari, tra cui sei ragazzi, sono tutti di nazionalità egiziana. Sono stati accompagnati in un centro di detenzione, in attesa del rimpatrio coatto. Secondo le autorità de La Valletta gli immigrati potrebbero essere partiti dallo stesso porto degli altri due barconi che hanno raggiunto le coste siciliane.
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Sono stati avvistati stanotte a 50 miglia a Sud di Lampedusa da una motovedetta tunisina. Sono oltre trecento i migranti arrivati oggi nell'isola. Ci sono diverse donne tra i clandestini. Nel porto di Lampedusa sono state avviate le procedure per il conteggio e l'identificazione degli immigrati che subito dopo saranno trasferiti nel centro di prima accoglienza dell'isola, strapieno e sempre in emergenza...

Il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu ieri ha parlato alla Camera dei deputati per rispondere a una interrogazione parlamentare. E' stato chiesto al ministro delle periferie italiane, alla luce di ciò che sta succedendo nelle banlieue parigine, delle politiche sull'immigrazione, del centro di permanenza temporanea di Lampedusa.
Pisanu risponde e dice che la situazione italiana è diversa da quella dei dintorni di Parigi, ma anche da noi il futuro potrebbe riservare cattive sorprese. Per quanto concerne i centri di accoglienza temporanea, non vi sono mai stati abusi.

''Il controllo dei clandestini - ha detto il ministro - e l'integrazione appropriata dei regolari sono le due facce di una stessa medaglia. Oggi le periferie italiane non sono certo paragonabili alle banlieue francesi ma, in futuro, anche le nostre città avranno di che piangere se non risolveremo questo duplice problema''. 
Poi il ministro ha dato la sua descrizione sulla situazione del Cpt di Lampedusa: ''Situazioni di disagio sì, atti di violenza no''. Pisanu ha aggiunto che fino ad oggi ''neppure nei momenti peggiori di sovraffollamento, nessuno, né tra gli immigrati, né tra gli operatori del centro, ha mai segnalato in maniera circostanziata, atti di violenza o abusi di qualsiasi genere''.
Nel centro di accoglienza di Lampedusa ''restano i disagi gravissimi e umanamente inaccettabili dovuti al sovraffollamento'', ha ammesso il ministro però ''già da due anni abbiamo cercato di porre riparo a questi problemi''. ''Egualmente inaccettabili - ha aggiunto - mi appaiono i giudizi sommari e infamanti sul conto degli operatori delle nostre forze dell'ordine e del volontariato che, spesso in condizioni difficilissime, prestano servizio presso i centri di permanenza temporanea''.
Ancora meno accettabili, per il ministro, sono ''le accuse di insensibilità rivolte ad un Paese come il nostro che ogni anno salva migliaia di vite umane spingendo i suoi mezzi navali oltre 70 miglia oltre le proprie coste mentre altri non vedono e non sentono''.

Le polemiche sul Cpt nacquero in seguito a un'inchiesta dell'Espresso che il capo del Viminale ieri ha citato esplicitamente: ''Dopo il noto servizio del settimanale 'L'espresso' ho disposto severi accertamenti: non è emerso nulla che possa configurarsi come atto di violenza. Ora c'è solo da attendere serenamente il giudizio della magistratura''.
Il ministro ha poi annunciato che nell'isola è in arrivo un commissario ad hoc per l'emergenza Lampedusa. ''Consapevole delle difficoltà esistenti e con l'intento di agevolare questo articolato programma - ha spiegato il ministro - il Governo ha prorogato lo stato di emergenza a Lampedusa accogliendo una specifica mia richiesta. A seguito di ciò - ha aggiunto - mi accingo ora a proporre la nomina di un Commissario ad hoc, nella persona del prefetto Dionisio Spoliti, uno dei maggiori esperti della materia''.
Quel che è certo è che l'Italia non abbandonerà il suo tipo di politica sulla gestione dei flussi di immigrazione. Cancellare i centri di permanenza in Italia vorrebbe dire, secondo Pisanu, ''arrendersi ai 'negrieri del terzo millennio', che gestiscono e sfruttano l'immigrazione clandestina su scala internazionale. Senza i centri di permanenza non potremmo applicare gli accordi di Schengen; non potremmo distinguere i clandestini dai richiedenti asilo; non potremmo effettuare le espulsioni. Ciò significherebbe far aumentare a dismisura i clandestini e alimentare così il lavoro nero, la prostituzione e la manovalanza criminale''.

E a Lampedusa sorgerà un nuovo centro per immigrati, nell'area attualmente occupata da una caserma Foto da www.cuntrastamu.orgdell'Esercito: ''una soluzione che, superate finalmente le ultime difficoltà, risulta ora ben accetta alla comunità locale''. ''L'obiettivo è di realizzarla prima della prossima estate'', ha detto il ministro, ricordando anche gli interventi avviati per ''potenziare e migliorare la ricettività del centro''. In un terreno adiacente alla struttura saranno costruiti nuovi servizi igienici; ed è stata individuata un'altra area dove istallare, nei casi di emergenza, una tendopoli destinata ai migranti clandestini in attesa di più stabile sistemazione. ''Si è deciso, inoltre - ha detto Pisanu - di ridimensionare il ruolo del Centro, trasformandolo in un 'Centro di soccorso e prima accoglienza' e di rinnovare la convenzione con l'associazione 'la Misericordia'. Si tratta di adeguare la configurazione giuridica del Centro alle funzioni che, come ho prima detto, esso svolge nella realtà''. ''In questa ottica - ha aggiunto il ministro - sarà potenziato il sistema di trasferimento degli immigrati clandestini, in modo da rispettare sempre una capienza massima di trecento persone. Sarà inoltre possibile migliorare l'accoglienza e superare talune criticità della attuale gestione amministrativa, messe in luce dall'accurato rapporto del prefetto di Agrigento''.

Pisanu ha anche sottolineato come ''mentre si accentua la tendenza dei nuovi flussi migratori a differenziare gli approdi sul territorio siciliano, è stato deciso di sviluppare la capacità di accoglienza dell'isola-madre con tre distinte iniziative collegate tra loro, e precisamente: la realizzazione a Porto Empedocle di una tensostruttura per attività di soccorso e prima accoglienza; la ristrutturazione e la riapertura del centro di Agrigento; l'ampliamento e la razionalizzazione del centro di Caltanissetta che diventerà così una moderna struttura polifunzionale per il controllo dell'immigrazione clandestina''.

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11 novembre 2005

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