Al mare tutto l'anno?

In previsione di un inverno dalle temperature miti, a fine ottobre si va ancora al mare e non è detto che sia un bene

30 ottobre 2013

LA "CALDA ANOMALIA" DELL'ITALIA
di Sara Ficocelli (Repubblica Ambiente, 28 ottobre 2013)

Quella appena trascorsa è stata, lo ricordiamo, un'estate caldissima. E le stagioni dalle alte temperature, di solito, lasciano in autunno i mari più caldi, favorendo fenomeni meteo un po' strambi. Ecco perché, dalla Liguria alla Calabria, il Belpaese sta godendo di uno degli autunni più "fuori stagione" mai visti, con gente in costume in spiaggia a fine ottobre e un weekend, a cavallo della festività di Ognissanti, che per molti finirà tra grigliate di pesce, corse in pineta e tuffi in acqua. E dire che siamo alle porte dell'inverno. Ma i fatti parlano da soli: le spiagge di Ostia lo scorso weekend sono state invase dai bagnanti e lo stesso è accaduto a Cagliari e in quasi tutta la Sardegna, fino a Termoli, Crotone e Trapani.

A fare chiarezza sul bizzarro fenomeno ci hanno pensato l'Iri, International Research Institute for Climate and Society della Columbia University, il Centro europeo di previsione meteo e il Met, l'ufficio inglese per la meteorologia, con uno studio che ha chiarito che il prossimo sarà un inverno veramente caldo per tutti i Paesi del Mediterraneo e che l'Italia, in particolare, sarà tra quelli che godranno (o subiranno?) delle temperature più alte.
Per quanto riguarda le previsioni della settimana, il servizio meteorologico dell'Aeronautica militare fa sapere che a nord, nei prossimi due-tre giorni, sarà nuvoloso, con qualche pioggia sulle aree alpine e prealpine e sulla Liguria di levante; anche al centro e in Sardegna ci sarà qualche nuvola, ma scomparirà in fretta per lasciare di nuovo posto al bel tempo; stessa situazione a Sud e in Sicilia. La notizia è che nel weekend, ovvero dal 1 al 3 novembre, il tempo sarà uniformemente bello a nord-ovest, migliorerà sulla Sardegna e, salvo qualche rovescio in Triveneto e regioni centrali, manterrà la consueta alternanza tra cielo sereno e schiarite, con temperature piacevoli.

Maracchi: "Pericolosi cambiamenti così bruschi". Questo colpo di coda dell'estate non è, tuttavia, secondo Giampiero Maracchi, direttore dell'istituto di Biometeorologia del Cnr, un fenomeno tanto strano e l'anomalia sta, semmai, nelle repentinità di questi cambiamenti, sempre più bruschi e, quindi, anche sempre più pericolosi. "Tutto dipende dalle caratteristiche delle masse d'aria che attraversano il Paese - spiega l'esperto - l'innalzamento delle temperature ormai è un fenomeno che fa parte del cambiamento climatico ma rientra tra quelli che durano una, massimo due settimane. La massa d'aria che ha attraversato l'Italia in questo periodo proveniva da sud, quindi ha creato un innalzamento particolarmente accentuato della linea del termometro, ma già da domani le temperature torneranno a scendere". Vero è che il caldo stanno aumentando in modo progressivo in tutta Europa ma secondo Maracchi la conseguenza più pericolosa del fenomeno è un'altra. "Ad allarmare - spiega - è la variazione brusca, improvvisa delle temperature. Prima, i cambiamenti avvenivano in modo più dolce e graduale. Ora si passa dalla primavera al quasi-inverno in poche ore. Questo favorisce mal di gola, febbricola e le altre cose che sappiamo".

Lombroso: "L'intervento umano provoca 'anomalie calde'". "Personalmente - spiega il meteorologo Luca Lombroso, esperto dell'Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria dell'università degli studi di Modena e Reggio Emilia e autore del libro "Apocalypse now? Clima, ambiente, cataclismi possiamo salvare il mondo. Ora" (Edizioni Artestampa, 2012) - ritengo ancora non del tutto affidabili le previsioni stagionali. Non possiamo insomma fasciarci la testa ora per l'inverno, né nel timore che sia mite e senza neve né, per opposto, nella paura che sia gelido e brutale. Sono, per dirla con un hashtag che uso, #meteobufale". Non è invece una meteobufala il riscaldamento del pianeta, dovuto principalmente alle attività umane. "Questo fenomeno comporta - spiega Lombroso - un notevole aumento di "anomalie calde" come quella in corso, e solo piccole variazioni nella frequenza delle "anomalie fredde". Come ben si vede, infatti, i periodi di caldo aumentano sia a livello di frequenza che di intensità".

Di per sé, andare al mare a fine ottobre potrebbe anche esser visto come fatto positivo, ma le controindicazioni sono moltissime, dall'aumento di insetti e parassiti, come la zanzara tigre, al diffondersi di casi di "west nile fever" in alcune zone del Paese, a partire dall'Emilia. "Senza contare - continua Lombroso - che aria e soprattutto acqua del mare più calde fanno diventare più intense le perturbazioni, con le conseguenze che tutti possiamo osservare". "Dovremmo comunque preoccuparci tutti i giorni del global warming - conclude l'esperto - e non solo quando fa troppo caldo. Dovremmo stare in allarme anche quando non piove e c'è siccità, quando piove troppo, quando non nevica e, paradossalmente, anche quando nevica troppo".

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30 ottobre 2013

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