Al Teatro Massimo di Palermo

Riccardo Muti dirige la Wiener Philharmoniker Orchestra

06 giugno 2003
La Sinfonia n.40 in sol minore K. 550, di Wolfgang Amadeus Mozart, e la Sinfonia in do maggiore D 944, detta la ''Grande'', di Franz Schubert, due capolavori riproposti da una compagine che è la legittima erede del sinfonico austriaco: i Wiener Philharmoniker, orchestra tra le più celebri al mondo e diversa da ogni altra per il carattere inimitabile del suo stile e della sua sonorità. A guidarla un direttore come Riccardo Muti, interprete molto ammirato di questo repertorio.

In entrambe le due sinfonie si ritrova il senso di un testamento spirituale e di una superiore sintesi stilistica. Significativo che, tanto Mozart quanto Schubert, le scrissero a prescindere da una precisa commissione e non riuscirono mai ad ascoltarle, quasi siglando in queste pagine somme di un comune destino di riconoscimento e di gloria postuma.

Il Direttore Riccardo Muti, alcuni cenni biografici
Il Direttore Riccardo Muti, a Napoli, città in cui è nato, studia pianoforte con Vincenzo Vitale, diplomandosi con lode presso il Conservatorio di San Pietro a Majella.
Ad imporlo all’attenzione della critica e del pubblico, nel 1967, è il primo posto ottenuto al prestigioso Concorso Cantelli di Milano. L’anno dopo viene nominato Direttore principale del Maggio Musicale Fiorentino, incarico che manterrà fino al 1980.

Già nel 1971, tuttavia, viene invitato da Herbert von Karajan sul podio del Festival di Salisburgo, inaugurando una felice consuetudine che lo porterà, nel 2001, a festeggiare i trent’anni di sodalizio con la gloriosa manifestazione austriaca. Gli anni Settanta lo vedono alla testa della Philarmonia di Londra (1972-1982), successore di Otto Klemperer; quindi, tra il 1980 e il 1992, eredita da Eugène Ormandy l’incarico di Direttore Musicale della Philadelphia Orchestra, insieme alla quale porterà a termine numerose ed apprezzate tournée in tutto il mondo.

Nel corso della sua straordinaria carriera ha diretto le più importanti orchestre del mondo: dai Berliner Philharmoniker alla Bayerischer Rundfunk, dalla New York Philharmonic all’Orchestre National de France e, naturalmente, ai Wiener Philharmoniker, cui lo lega un rapporto assiduo e particolarmente significativo. Invitato sul podio in occasione del concerto celebrativo dei 150 anni della compagine viennese, ha ricevuto in quell’occasione l’Anello d’Oro, onorificenza concessa dai Wiener solo a pochissimi direttori in segno di speciale ammirazione. Ma è certamente il lungo periodo trascorso al fianco dei complessi della Scala a segnare nella maniera più profonda la sua vicenda artistica. Il suo rapporto stabile con la Scala inizia nel 1986, con la nomina a Direttore musicale del Teatro, incarico cui l’anno dopo si aggiunge quello di Direttore principale dell’Orchestra Filarmonica.

Nel corso del 2003 ha diretto a Parigi l’Orchestre National de France, seguendo quindi i Wiener Philharmoniker in Francia e a Salisburgo. È stato a Zagabria con la Filarmonica della Scala, poi a Monaco di Baviera alla testa della Bayerischer Rundfunk. Dopo aver celebrato due mesi fa il bicentenario di Berlioz alla Scala, Muti si prepara ad un’intensa seconda metà di stagione, che culminerà a dicembre con l’inaugurazione della stagione lirica scaligera e l’atteso concerto di riapertura del Teatro La Fenice di Venezia

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

06 giugno 2003

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia