All'Istituto Latino Americano di Vienna una personale dell'artista bagherese Angelo Belvedere

29 ottobre 2007

L'Amministrazione Comunale di Bagheria è lieta di annunciare che mercoledì 7 novembre, nei locali dell'Istituto Latino Americano di Vienna, sarà inaugurata la mostra personale di pittura di Angelo Belvedere dal titolo ''Arena nòmada'' (''Sabbie nomadi'').

L'artista bagherese, che vive da 15 anni nell'isola di Granderoche dell'arcipelago di Los Roches nel mare dei Caraibi, ha incominciato a dipingere alla fine degli anni '80.
Dall'amico pittore bagherese, Mario Liga, recentemente scomparso, che riconosce come suo maestro, apprende la lezione di una pittura a sangue caldo in stretta simbiosi con la terra d'appartenenza da cui l'artista può trarre linfa vitale e nutrimento energetico per la sua arte. Nell'aprile '91 espone alla galleria Acefalo di Bagheria grandi quadri materici, le sue ''Cime tempestose'', dove vasti strati di cenere, terra e foglie morte ricoprono la superficie delle sue tele. Le sue sono terre desolate, paesaggi astratti in cui viene espressa una malinconia di fondo per il destino di un pianeta, che come in una sorta di stagionale autunnale, va lentamente spegnendosi nello splendore della sua bellezza.
Alla ricerca di spazi e luoghi incontaminati Angelo Belvedere costruisce nel '92 la sua casa nell'isola di Granderoche, ''una striscia di sabbia che guarda il Venezuela'' nel mare dei Caraibi. Nell'oasi di quest'isola l'artista vive e dipinge come un selvaggio aggregando alle sue tele nuovi elementi naturali propri di quel luogo, quali sabbia bianca, fibra della palma di cocco, le foglie dell’''uva de playa''.
I risultati ottenuti sono, a dir poco, straordinari. E' una rivoluzione pittorica che sembra immergersi nelle atmosfere astratte ora della superficie e dei fondali del mare ora in chiazze d'acqua stagnanti ed ancora in paesaggi lussureggianti e surreali propri di quella lontananza latitudinale ed ambientale.
Per queste maliose, affascinanti e rarefatte atmosfere tropicali che Belvedere riesce matericamente a raffigurare, dipingere nelle sue tele, i quadri realizzati dal nostro artista nell'isola di Granderoche, ottengono vari riconoscimenti in Venezuela e già dal 1992, comprate da ricchi turisti, incominciano a viaggiare per il mondo.

Le opere di Belvedere che approderanno all'Istituto Latino Americano di Vienna per l'inaugurazione della sua personale sono grandi dipinti, acrilici su tela, in cui il nostro artista sembra rifarsi iconograficamente alla celebre opera di Man Ray, ''Le violon d'Ingres'' del 1924, da cui deriva la figura di un fondoschiena femminile a forma di violoncello. Tale figura associata a volti femminili e mani affusolate nonché sovrapposta, in strati volumetrici e trasparenti, a quella dello strumento musicale, viene ripetuta in diverse varianti, in composizioni pittoriche ritmate, calibrate da rapporti formali e calde tonalità di colore, che non escludono tuttavia l'irruenza del segno gestuale, del dripping e del graffito. L'equilibrio tra pennellate istintive, gestuali ed un notevole costrutto formale costituisce la novità di queste tele dove motivi propri dei writers (dei graffitisti) si coniugano con stilemi propri delle avanguardie storiche che per certi aspetti, in particolare nella stratificazione dei volumi, si richiamano alle composizioni del cubismo.

E' qui evidente che Belvedere reinventa la street art, riproponendola all'attenzione in una versione, che essendo più ''colta'' rispetto alla lezione metropolitana di Basquiat ed Hering, in questi straordinari dipinti punta dritto al cuore della gente per il ritmo incalzante, passionale di temi ed accenti erotici, musicali propri della magia della terra dei Caraibi, a cui pure si richiama, in qualche modo, il titolo della sua personale, nei locali dell'Istituto Latino Americano di Vienna, che potrà essere visitata fino al 22 novembre.
Le sabbie bianche delle spiagge dell'isola Granderoche nell'arcipelago di Los Roques costituiscono infatti un elemento davvero unico della bellezza di quel paesaggio naturale e di quelle atmosfere magiche, ambientali, che con vera maestria di pittore sono ricreate da Belvedere nei suoi dipinti ora presenti in varie collezioni private sparse per il mondo.

Piero Montana

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29 ottobre 2007

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