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All'Italia danno fuoco. Record di incendi nel territorio nazionale: 120% in più dell'anno scorso

Purtroppo sei roghi su dieci sono di origine dolosa

02 agosto 2005

L'Italia brucia. Piaga annuale dell'Italia estiva, l'allarme incendio è tornato puntuale con la sua carica devastatrice. Un Italia a cui viene dato fuoco volutamente da un orda impressionante di accoliti di Nerone. Volutamente vengono infatti appiccati roghi e distrutti boschi: 5.000 ettari ridotti in cenere nei primi sei mesi del 2004, 10mila nei primi sei mesi del 2005. Con un aumento del 120 per cento come numero di incendi rispetto allo stesso periodo del 2004: 2031 rispetto a 926.
Nel nostro paese solo un incendio ogni cento è di origine naturale, il 61 per cento viene appiccato. ''Spesso sono piromani legati alla criminalità organizzata, a speculazioni o all'illusione di poter creare posti di lavoro connessi all'attività di spegnimento o rimboschimento delle aree'', denuncia Legambiente.

Mentre il numero dei fuochi nati per distrazione e incuria continua a calare grazie alle campagne di prevenzione, al lavoro degli esperti e dei volontari - oggi si è raggiunto il 13 % mentre nel 2001 erano stati ben il 34,8% i roghi dovuti, ad esempio, a mozziconi gettati ancora accesi - non conosce freno l'attività degli incendiari. Erano dolosi 51 incendi su 100 nel 2000 ora siamo quasi a 62.
Sotto accusa anche i comuni, come denuncia un'indagine di Legambiente e della Protezione civile: solo il 5 per cento infatti ha applicato la legge antincendio del 2000, solo il 20% ha il catasto delle aree percorse dal fuoco e solo il 40% delle amministrazioni ha fatto prevenzione e manutenzione dei boschi.
''Il 61% dei roghi è di origine dolosa, e viene appiccato perché c'è un ritorno economico. Se i comuni avessero il catasto, la mappa delle aere bruciate dove non si può per legge fare nulla per dieci anni, seminare o costruire che sia, verrebbe a cadere l'interesse economico di ridurre in cenere i boschi'', dice Simone Andreotti di Legambiente.

Quindi il fuoco rimane un fenomeno continuo che negli ultimi vent'anni ha cancellato in Italia un milione di ettari di boschi, un'area più grande dell'Abruzzo, e in dodici mesi riduce in cenere 10 milioni di alberi. Con Calabria, Sicilia, Sardegna, Campania e Lazio tra le regioni più "infuocate".
Nelle ultime 24 ore, per esempio, sono stati 157 gli incendi divampati in tutta la Penisola.
La centrale operativa nazionale Corpo Forestale dello stato ha ricevuto 1643 chiamate al 1515, numero di emergenza ambientale. Il maggior numero di incendi ha interessato il Sud. La Campania si è riconfermata la regione "più infuocata" con 55 roghi, seguita dalla Calabria (44) e dal Lazio (16).

In Sicilia sono stati centinaia gli incendi segnalati, di cui una decina di grosse dimensioni che hanno richiesto l'intervento di mezzi aerei. Le situazioni più difficili riguardano Enna, dove le fiamme si sono sviluppate alle falde del monte Salvo sul quale sorge il capoluogo. Una zona residenziale dove sorgono moltissime ville, invasa dal fuoco e da un fumo fittissimo che ha intossicato due bambini trasportati in ospedale. Si tratta di una bimba di sei mesi e del fratellino di 6 anni.
Oltre cento lanci effettuati un elicottero del corpo forestale, da un Malcom della Marina militare e da un "Brevier", un aereo sperimentale per lo spegnimento degli incendi capace di caricare 20 mila litri di acqua, sono invece stati effettuati sulla zona di Monte Piluso a Randazzo (CT) dove un vasto fronte sta interessando le aree boschive, già colpite nella mattinata da un altro rogo sul quale era intervenuto un elicottero.
A Palermo due elicotteri sono entrati in azione nel controllo di un vasto incendio nella zona del Blufi. Ad Agrigento è stato domato dopo oltre 12 ore l'incendio a Serra di biondi a Bugio, dove le fiamme hanno minacciato una vastissima area demaniale interamente boschiva, di cui 1.500 ettari che fanno parte della riserva naturale orientata "Palazzo Adriano Valle del Sosio". Dalle prime stime in cenere sarebbero andati circa 10 ettari di riserva e una vasta area di preriserva.

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02 agosto 2005
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