All'ospedale Sant'Anna di Torino riprende la sperimentazione della pillola abortiva ''Ru486''

Accolte le richieste dell'ordinanza del Ministero della Salute che aveva bloccato la sperimentazione

07 ottobre 2005

Nei giorni scorsi il Comitato etico regionale del Piemonte ha dato il proprio assenso alla ripresa della sperimentazione sulla pillola abortiva Ru486, i cui studi erano stati sospesi dal ministro della Salute Francesco Storace. Il comitato etico ha accolto il protocollo modificato dall'Ospedale ostetrico ginecologico Sant'Anna di Torino, che accoglie tutte le richieste contenute nell'ordinanza del Ministero della Salute.

''L'azienda ospedaliera comunicherà l'avvenuta approvazione al ministero, affinché revochi l'ordinanza di sospensione'', ha detto l'assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Mario Valpreda. ''A brevissimo termine il progetto pilota potrà riprendere. Resta lo sconcerto per i rilievi mossi a un protocollo che già prevedeva amplissime garanzie mediche e sanitarie per le pazienti e che era stato avallato dall'università e dal primariato ospedaliero. Tutto ciò solo per introdurre nel protocollo la clausola del ricovero per tutta la durata del trattamento, che va contro le più moderne acquisizioni della medicina secondo cui è auspicabile ridurre la permanenza in ospedale''.
Il nuovo protocollo del ministero richiede infatti almeno tre giorni di ricovero, per cui l'ospedale dovrà reperire i letti, che dovranno essere sottratti alle attività ordinarie. Sarà inoltre necessario ristampare la modulistica e riorganizzare i turni dei ginecologi coinvolti nella sperimentazione: non essendo più in day hospital ne serviranno di più. Il ginecologo Silvio Viale ha sottolineato ''che le condizioni imposte dal ministero non sono applicate negli altri Paesi in cui il trattamento Ru486 è autorizzato''.

Secondo un sondaggio condotto dal quotidiano online ''DoctorNews'', a cui hanno risposto circa 3.200 medici, il 71,8% dei medici italiani non è d'accordo con l'ordinanza del ministero che aveva sospeso la sperimentazione.

Alla sponda opposta, e utilizzando una dialettica dalle drammatiche sfumature, la contrarietà della Chiesa cattolica nei confronti del Comitato etico del Piemonte.
''Ancora un atto contro la vita, ancora una volta la scienza viene messa al servizio della morte''. Queste le parole dell'Osservatore Romano sul via libera alla ripresa della sperimentazione sulla pillola abortiva.
''A brevissimo termine, sembra da lunedì prossimo, il "progetto pilota" per l'aborto farmacologico, accolto da più parti come una rinnovata conquista di libertà, di autodeterminazione, "come un atto dovuto", potrà riprendere'', ha sottolineato il quotidiano della Santa Sede.
''Si vuole - ha denunciato l'Osservatore Romano - che l'aborto diventi sempre più facile contraccezione, la più tragicamente efficace: si è ormai arrivati a un tale oscuramento delle coscienze da ritenere atto di libertà l'uccidere il più indifeso degli innocenti. Un atto di libertà massimo in quanto l'omicidio - perché di omicidio vero e proprio si tratta - diventa estremamente facile''.

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07 ottobre 2005

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