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Amore, mafia e pentimento

Alfio Garozzo, ex collaboratore di giustizia, in una lettera all'Ansa: ''Giusy si è pentita per amor mio''

13 aprile 2005

Intorno al pentimento di Giusy Vitale, da subito soprannominata ''il primo boss in gonnella'', stanno nascendo storie e verità che, nel vero senso della parola, non hanno nulla da invidiare ad una sceneggiatura da fiction di altissimo ascolto. 
Dalla storia di Bernardo Provenzano che va al summit dei capi clan vestito da vescovo, al fratello Leonardo Vitale che la rinnega platealmente in videoconferenza, gli elementi affinché questa venga ricordata come la storia più avvincente dell'ultima mafia palermitana ci sono tutti, fino ad arrivare all'ultimo (ma forse non sarà l'ultimo) colpo di scena dove si svela che il pentimento di Giusy Vitale è stato deciso dall'amore, ma non solo quello per i figli (la Vitale aveva infatti detto che, rendendosi conto di rischiare l'ergastolo aveva deciso di collaborare con la giustizia per amore dei suoi figli) ma anche per quello verso un uomo che non è suo marito.

''Giusy Vitale ha collaborato con la giustizia solo per amore, amore che prova per me. E io, nella stessa misura, provo per lei''.
Queste le parole della lettera che l'ex collaboratore di giustizia catanese Alfio Garozzo, 36 anni, attualmente detenuto nel carcere di Ivrea, ha inviato all'Ansa.
Quindi, secondo Garozzo, il pentimento di Giusy Vitale, donna boss, violenta e criminale, è nato in seguito alla love story sbocciata tra i due, e non sarebbe dovuto all'amore per i due figli ''perché ad essi - scrive il Garozzo - gli zii non hanno mai fatto mancare nulla''.
La relazione con Giusy Vitale, dice senza vergogna, va avanti fin dal 1998: ''a riscontro di ciò - scrive - vi sono intercettazione telefoniche con il sottoscritto''.
Alfio Garozzo, nella missiva puntualizza inoltre, di non chiamarsi Giuseppe, come alcuni organi di stampa nei giorni scorsi lo avevano chiamato, scambiandolo per un altro mafioso catanese suo omonimo. 

Nella lettera all'Ansa l'ex collaboratore di giustizia accusa poi la Procura di Palermo di essere ''latitante'' nei suoi confronti: ''Sta trattando - sostiene - la collaborazione della Vitale con una ingiustificata leggerezza, ponendo a serio rischio e pericolo di vita i miei figli minori che vivono in Sicilia senza forma alcuna di tutela''.
E una prova di quel che dice Garozzo la fornisce inviando una lettera di Giusy Vitale in cui, nell'ottobre scorso, chiede alla Corte di Assise di Palermo l'autorizzazione ''per fare colloqui e telefonate col convivente'' che lei definisce ''collaboratore di giustizia attualmente detenuto''.
Nella lettera la donna chiede che ''vengano fatte le verifiche previste'' affinché possa vedere il convivente a colloquio ''legittimando la mia posizione di convivenza e futuro matrimonio con Garozzo''. La Corte di Assise ha autorizzato la richiesta di Giusy Vitale che da sette anni è in carcere e che rischia l'ergastolo per mafia e omicidi. Il marito è accusato di un omicidio che avrebbe commissionato proprio lei (l'omicidio del commerciante palermitano, omonimo del boss, Salvatore Riina).

Alfio Garozzo replica inoltre alle minacce lanciate in aula da Leonardo Vitale, fratello di Giusy, che l'ha rinnegata anche a nome dei suoi familiari. ''Ho recepito il messaggio - scrive Garozzo - pertanto li invito ad avere un comportamento corretto con il sottoscritto e con la sorella, e di rispettare questa scelta, come io rispetto la loro scelta del silenzio''. E rivolgendosi ai fratelli Vitale aggiunge: ''Sappiano che Giusy ha fatto una scelta di vita e nulla la farà tornare indietro. Pertanto il mio messaggio è quello di confrontarsi con la realtà processuale e di non rispondere alla violenza verbale con la violenza materiale perché essa non porterà a nulla di buono''.
Infine Alfio Garozzo si rivolge direttamente a Totò Riina sollecitandolo ''a mandare lui stesso un saluto (come lui sa fare bene) ai familiari di Giusy Vitale... Perché come noto alla loro stessa famiglia, sono una persona profondamente religiosa e fedelissima al testo religioso del vecchio testamento biblico e rispondo alle azioni con reazioni: ''occhio per occhio e dente per dente''. E tutti amiamo i nostri figli...''.

...to be continued


- La morale del male

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13 aprile 2005
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