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ANCORA 100 PASSI

A Ponteranica (BG) in migliaia per onorare ed omaggiare Peppino Impastato

28 settembre 2009

Migliaia di persone (secondo gli organizzatori cinquemila) hanno sfilato sabato scorso per le strade di Ponteranica (Bergamo) in una manifestazione ribattezzata 'Ancora 100 passi', per chiedere la ricollocazione sul muro della biblioteca comunale della targa di intitolazione a Peppino Impastato, il giovane ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978. L'insegna era stata fatta rimuovere il 10 settembre dal sindaco leghista Cristiano Aldegani che ha stabilito di dedicare la struttura a un sacerdote bergamasco.
La manifestazione è stata organizzata dal comitato Pro Impastato di Ponteranica, dall'associazione Libera e dall'associazione Casa della Memoria di Cinisi (PA). Presenti al corteo anche Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando (Italia dei Valori), Claudio Fava, di Sinistra e Libertà e sceneggiatore del film di Marco Tullio Giordana 'I 100 passi', e Giovanni Impastato, fratello di Peppino.

Il corteo ha percorso le strade del paese portando centinaia di palloncini bianchi con l'effige di Impastato e tante bandiere della pace. Nei pressi della biblioteca comunale una rappresentanza di coloro che hanno preso parte alla manifestazione ha posto una targa alla memoria di Impastato ai piedi di un ulivo piantato sabato mattina, dopo che quello posizionato il 3 giugno 2008 (giorno dell'intitolazione della biblioteca al giovane ucciso) è stato
tagliato da qualche imbecille che ha lasciato un cartello di insulti in dialetto bergamasco. "Non ci lasciamo impressionare dal rumore di un albero che cade - hanno detto gli organizzatori - ma continuiamo a sentire la linfa della foresta che cresce. Non molliamo". Il corteo ha alla fine raggiunto un palco dove si sono alternati discorsi degli organizzatori e interventi musicali.
"Vogliamo ricordare che la memoria è un bene prezioso, soprattutto se si tratta di persone che hanno pagato con la vita il loro sacrificio per la tutela dei diritti di ognuno", ha dichiarato Lorenzo Frigerio, presidente regionale di Libera. Nel frattempo i promotori dell'iniziativa hanno ribadito il loro no alla proposta del sindaco di Ponteranica di intitolare una sala della biblioteca a Impastato e un'altra al sacerdote Giancarlo Baggi, al quale l'amministrazione comunale voleva intitolare la struttura: "Si tratta in realtà di una non proposta - ha spiegato Frigerio - Noi eravamo comunque pronti a sostenerla, purché il sindaco riposizionasse da subito e fino al 10 maggio 2010 la targa ad Impastato. Prima di allora, infatti, nessuna aula può essere intitolata a padre Baggi, scomparso nel 2000. Lui però si è rifiutato e a questo punto non siamo più disposti a trattare".

"La Lega non sta facendo nulla per combattere la mafia, perchè ha pesantissime responsabilità - ha detto il leader di Rifondazione Paolo Ferrero - Qui ha tolto una targa e al ministero degli Interni, Maroni non sta sciogliendo il Comune di Fondi per infiltrazione mafiosa, così come non ha sciolto il comune di Paternò, dove un assessore è stato arrestato per associazione mafiosa".
"Quella di oggi è una risposta democratica a un'azione reazionaria e fascista compiuta dalla Lega - ha detto Giovanni Impastato - Ciò che è successo a Ponteranica non è un fatto isolato e si sposa in pieno con la strategia della Lega, che è una strategia criminale, per le cose che dicono e che hanno fatto in questo Paese".
Leoluca Orlando ha voluto legare l'iniziativa di Ponteranica, con la manifestazione di Roma in ricordo di Paolo Borsellino. "Abbiamo avvertito che questo gesto potesse assumere un significato simbolico - ha dichiarato - forse questo sindaco ha fatto una stupidaggine, ma sono stupidaggini come queste che rischiano di far passare il messaggio che la mafia è un problema che riguarda qualche regione del Paese. Così non è ed è per questo che ho voluto essere a Bergamo".

Il giorno prima della manifestazione il viceministro delle Infrastrutture, Roberto Castelli, aveva dichiarato: "Il corteo organizzato a Ponteranica, in provincia di Bergamo, è di chiaro stampo razzista contro la Lega Nord". "E' previsto l'arrivo di migliaia di persone - ha aggiunto l'esponente del Carroccio - sicuramente in stragrande maggioranza estranee al comune. E' evidente che nella iniziativa del sindaco non c'è alcunché contro il giovane Impastato, ma perché impedire a un comune lombardo di intitolare la biblioteca comunale a eminenti personalità del luogo? Fin dalla nascita, la Lega Nord è stata oggetto di feroce razzismo e per questo invito il sindaco Aldegani a resistere nel suoi intenti di valorizzare le personalità del territorio".

"Definire razzista la manifestazione a Ponteranica è quanto di più ridicolo si possa affermare. Davvero stavolta Castelli ha superato sé stesso. Ha vinto qualsiasi nostra aspettativa o capacità di immaginazione". Questa il commento alle frasi di Castelli dell'Associazione Peppino Impastato. "Aspettiamo la prossima dichiarazione - ha aggiunto l'Associazione - dove definirà la Lega il partito dell'accoglienza e della fratellanza e intanto lo ringraziamo per il suo passaggio al Ministero della Giustizia dove, purtroppo, ha lasciato il segno". "Ed è per ringraziarlo meglio, per esprimere tutta la nostra stima - hanno concluso dall'Associazione - che saremo in piazza a Ponteranica in memoria di Peppino".
"Di stampo razzista c'é solo l'ottusità di certi esponenti della Lega Nord, come il viceministro Castelli, che non perdono occasione di offendere la memoria di persone come Peppino Impastato morte per il loro impegno contro le organizzazioni criminali e per difendere lo Stato diritto, che è patrimonio di tutti gli italiani". Questa l'affermazione del deputato europeo dell'IdV e presidente dell'Associazione nazionale familiari vittime di mafia Sonia Alfano. "La memoria della vicenda di Peppino - ha aggiunto - è patrimonio di tutto il Paese, se non del mondo intero. Per questo mi piacerebbe che in tutte le città d'Italia vi fosse una via dedicata a Impastato , al Sud come al Nord, così come mi piacerebbe che anche uomini straordinari come Giorgio Ambrosoli avessero una propria strada, anche nell'ultimo paesino del Sud o del Centro. Chi cerca di dividere il Paese sul fronte della lotta alla mafia è solo un razzista e un idiota".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa.it, Agi.it]

 

 

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28 settembre 2009
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