Crea gratis la tua vetrina su Guidasicilia

Acquisti in città

Offerte, affari del giorno, imprese e professionisti, tutti della tua città

vai a Shopping
vai a Magazine
 Cookie

Annegati nel Mediterraneo

Oltre 200 i profughi dispersi a largo delle coste tunisine: partiti dalla Libia, volevano raggiungere l'Italia

03 giugno 2011

AGGIORNAMENTO
Sono stati recuperati i cadaveri di 150 immigrati che risultavano dispersi da ieri dopo che il loro barcone ha avuto un'avaria al largo della Tunisia, mentre stavano probabilmente tentando di raggiungere le coste italiane dalla Libia. Lo riferisce l'agenzia Onu per i rifugiati Unhcr, confermando che sono invece sopravvissuti almeno 578 degli 850 immigrati che si trovavano a bordo dell'imbarcazione. Il barcone, secondo la ricostruzione dei media tunisini, si è poi capovolto quando molte persone, impaurite, hanno cercato di mettersi in salvo e di raggiungere i gommoni della guardia costiera e dell'esercito. A complicare le operazioni di soccorso è stato il maltempo.
Nella notte tra mercoledì e giovedì, 193 persone tratte in salvo sono state trasferite nel campo profughi di Shusha, nei pressi del confine tra la Tunisia e la Libia. Altre 385 dovrebbero aver raggiunto Sfax, per poi essere trasferite nello stesso campo per rifugiati.
La Guardia costiera tunisina, responsabile delle operazioni di soccorso in mare, però smentisce. Il direttore Lotfi Bailinon ha dichiarato che nessun cadavere è stato ripescato oggi. "Abbiamo recuperato solo due corpi ieri" e "abbiamo sospeso le ricerche a causa del maltempo", ha dichiarato Baili. "Per il momento ci sono solo due corpi" di migranti morti ieri, ha confermato anche il colonnello Tahar Landoulsi, capo della Guardia Costiera a Sfax, da dove sono condotte queste operazioni.

------------------------------------------------------------

Quando il motore della "carretta" che avrebbe dovuto portarli in Italia li ha traditi e si sono visti in balia del mare grosso, sono stati preda del panico che li ha portati a spostarsi tutti insieme verso una fiancata e, quindi, a fare capovolgere la barca intorno alla quale c'erano i "gommoni" dei soccorritori. Molti di loro sono finiti in mare, molti di loro non ce l'hanno fatta.
Le stime ufficiali delle autorità tunisine parlano di un numero di dispersi tra 200 e 270, basandosi sulle parole di chi è sopravvissuto. Una risposta, purtroppo per difetto, verrà nei prossimi giorni, quando - così come accaduto in aprile: in un solo giorno 27 corpi di clandestini annegati finirono sulla spiagge dell'isola di Kerkennah - il gioco delle correnti porterà verso terra i cadaveri.
A bordo della nave c'erano circa 800 persone, in massima parte sub-sahariani, ma anche asiatici, partiti dalla Libia. Per la loro la meta era l'Italia, quella stessa raggiunta, la scorsa notte, da quasi 150 clandestini arrivati a Otranto, dopo giorni di navigazione, l'ultimo nella nebbia.
A dettare i tempi di questa nuova tragedia nel mare di Tunisia è stata una concomitanza di circostanze avverse. Dapprima il motore in panne. Poi il mare grosso, spazzato da un forte vento di maestrale che ha soffiato sino a l'altro ieri. Quindi il punto in cui la nave s'è fermata, con le acque basse che hanno impedito alle unità della Guardia costiera e dell'Esercito tunisino di avvicinarsi per portare soccorso. Forse anche il numero insufficiente di mezzi andati in aiuto della nave, una volta raccolto l'allarme.
Poi il terrore, che ha aggredito i clandestini quando hanno visto che le operazioni di trasbordo si stavano allungando perchè, non potendo i mezzi più grossi accostare, a fare la spola erano solo degli "Zodiac". Ma con il mare a rendere difficili le operazioni di soccorso in molti hanno perso la testa e hanno cercato di salire a bordo dei gommoni anche quando i marinai tunisini - che hanno dato, come sempre, la precedenza i bambini e donne in difficoltà - hanno cercato di convincerli ad aspettare il loro turno.
È stato l'inizio del dramma perchè lo spostamento repentino dei clandestini verso una delle fiancate ha capovolto il natante e molti migranti sono spariti in acqua. Per i marinai tunisini è stata una corsa contro il tempo per cercare di salvarli. La maggior parte dei clandestini - 578, dicono le autorità tunisine - sono stati soccorsi e portati sulla terraferma, prima di essere distribuiti nei campi alla frontiera con la Libia; due invece i morti dopo il salvataggio. Due donne in stato interessante sono in ospedale.
Se l'esperienza insegna qualcosa, tra qualche giorno le correnti porteranno dei cadaveri prima sulle spiagge dell'isola di Kerkennah (al centro del golfo di Gabes) e poi a riva. Per loro l'ultima meta non sarà l'Italia, ma la morgue del policlinico di Sfax dove si cercherà di dare loro un nome e, quindi, una sepoltura, nel nome di un dio che forse li ha dimenticati...

A Lampedusa l'estrema protesta dei tunisini - E' diventata un'emergenza vera e propria la protesta attuata da molti immigrati tunisini ospiti del centro di accoglienza di Lampedusa. Dopo i dieci migranti trasferiti fino a l'altro ieri pomeriggio tra gli ospedali di Agrigento e Palermo per avere ingoiato lamette e pezzi di vetro per protestare contro il rimpatrio, anche nella tarda serata di ieri altri maghrebini hanno compiuto gli stessi atti di autolesionismo. Altri dieci tunisini hanno ingoiato lamette e si sono procurati ferite. Alcuni di loro sono già stati dimessi dal poliambulatorio, mentre gli altri sono ancora ricoverati in osservazione e verranno certamente trasferiti oggi in elisoccorso fino all'ospedale "Cervello" di Palermo dove dovrebbero essere sottoposti ad intervento chirurgico.
I migranti tentano così l'ultima carta per evitare il rimpatrio ma rischiano la vita, come conferma anche il direttore del poliambulatorio, Pietro Bartolo. Finora i casi sono stati una trentina. "Sono sempre di più i migranti che arrivano al pronto soccorso con le lamette in gola. Alcuni, sapendo di rischiare la morte immediata, mettono dello scotch intorno alle lame che però rischia spesso di rompersi mettendo in pericolo la vita di queste persone". "È chiaro - ha spiegato Bartolo - che questi episodi di autolesionismo avvengono perchè gli extracomunitari vogliono accelerare il trasferimento in altre strutture e al contempo evitare il rimpatrio. Una volta effettuate le radiografie, siamo costretti, per i casi più a rischio, a portarli in strutture attrezzate a intervenire nell'eventualità di perforazione intestinale. Temo che ci saranno altri casi".
Attualmente sono poco meno di 190 i tunisini presenti nel centro d'accoglienza di Lampedusa, dove alcuni hanno superato il mese di permanenza e attendono di essere rimpatriati, secondo quanto prevede l'accordo tra Italia e Tunisia per i migranti giunti in Italia dopo il 5 aprile.

Lampedusa Sùsiti - Un triangolare di calcio e un grande concerto per dare il calcio d'inizio alla stagione estiva di Lampedusa la cui economia, basata su pesca e turismo, è sull'orlo del disastro totale: è questo lo spirito di 'Sùsiti' (in siciliano, alzati, sollevati), la tre giorni di musica, sport e solidarietà ambientata nell'isola più a sud d'Italia.
Claudio Baglioni, promotore dell'iniziativa con la sua Fondazione O'Scià, è sceso in campo insieme alla Nazionale cantanti che ha schierato una formazione composta da Luca Barbarossa, Matteo Beccucci, Davide De Marinis, Giò Di Tonno, Riccardo Fogli, Sandro Giacobbe, Paolo Mengoli, Davide Mogavero, Francesco Mogol, Paolo Meneguzzi, Enrico Ruggeri, Sebastiano Somma, i fratelli Luca e Diego (Sonhora), Paolo Vallesi e, di supporto, due professionisti del calcio, Giovanni Galli e Nicola Legrottaglie.
I calciatori-cantanti sono atterrati stamattina all'aeroporto di Lampedusa dove ad accoglierli c'erano gli abitanti dell'isola in festa insieme alla banda musicale locale. La stessa banda ha eseguito stasera l'Inno di Mameli dopo la presentazione delle squadre protagoniste del triangolare: la Nazionale cantanti, la Lampedusa Calcio, e la squadra Tip (Team Interforze Pelagie, formata dalle forze dell'ordine presenti sull'isola). I cantanti hanno avuto la meglio conquistando la classifica finale. Seconda si è classificata la squadra delle forze dell'ordine, terzi i giocatori della squadra del Lampedusa.
"Grazie di essere qui con noi - ha detto Baglioni agli artisti ospiti e ai tanti fan accorsi a Lampedusa per l'evento - spero che tornerete nelle prossime settimane in questi posti per godervi questo mare meraviglioso. Siamo qui con uno spirito di grande attaccamento e di amicizia per Lampedusa", ha aggiunto il cantautore romano che è cittadino onorario dell'isola insieme alla compagna Rossella Barattolo. Ruggeri a nome della Nazionale cantanti, ha spiegato: "Siamo qui per far sentire a questa gente che non è sola anche se fino a questo momento se l'è cavata da sola. Non ci proponiamo di portare qui denaro ma di stare in mezzo alla gente, di stringere la mano ai lampedusani che vivono in un posto meraviglioso ma hanno bisogno di sostegno". Legrottaglie, alla sua terza partita con i cantanti, è divertito da questa esperienza che, a suo giudizio, "ha un significato morale più che sportivo. Ogni tanto fare calcio in questo modo è bello" ha aggiunto il calciatore che ha espresso rammarico per lo scandalo legato alle scommesse.
Il sindaco Bernardino De Rubeis confida molto nell'evento 'Sùsiti': "Si è creata una sindrome di paura e non ci sono prenotazioni negli alberghi di Lampedusa. Non bisogna avere paura - ha detto il primo cittadino - Qui il mare è limpido e trasparente, l'isola è accogliente e solidale, gli sbarchi continueranno ma saranno gestiti con ordine: coabitiamo con questo fenomeno ma la nostra solidarietà non si può ritorcere contro l'economia dell'isola".

700 mila euro come risarcimento ai pescatori - La Regione siciliana ha stanziato 700 mila euro di contributo come risarcimento ai pescatori e agli armatori di Lampedusa (Ag) per il periodo di inattività dovuta all'emergenza immigrazione. "È previsto un contributo di 2.300 per i pescatori e di 1.200 per gli armatori", ha detto il dirigente regionale del dipartimento degli interventi per la pesca della Regione, Salvatore Barbagallo. Sono 280 i pescatori che dovrebbero beneficiare dei contributi, 50 gli armatori.

Il segretario generale dell'Onu: "Apprezziamo il lavoro del governo italiano" - Mercoledì scorso, nel giorno in cui Ban Ki-Moon ha lodato l'Italia per l'impegno sul fronte dei diritti umani e ha invitato i paesi vicini alla Libia in Africa e ai punti d'entrata dei migranti in Europa "a mantenere i confini aperti", un barcone con 76 profughi è stato soccorso dalle autorità di Malta, il giorno dopo l'ennesima polemica col governo italiano sulla competenze nei soccorsi in mare. Al loro arrivo, i migranti africani, partiti da Misurata, hanno raccontato di avere gettato in acqua un loro compagno morto durante la traversata nel Canale di Sicilia. Tra i 76 profughi approdati nel porto di La Valletta anche otto donne e tre bambini, soccorsi da due motovedette maltesi a circa 60 miglia dall'isola. Il barcone sul quale viaggiavano, che aveva il motore in avaria, è stato abbandonato alla deriva. Gli extracomunitari, provenienti da diversi paesi dell'Africa sub sahariana, hanno confermato che un migrante di 21 anni sarebbe morto di stenti due giorni fa e il suo cadavere abbandonato in mare. Tutti sono stati trasferiti nel centro di detenzione di Safi.
Davanti alla crisi libica, alla radice dei forti flussi migratori dal nordafrica, il segretario generale dell'Onu ha lanciato un appello "non solo l'Italia, ma anche paesi come Tunisia ed Egitto: per favore mantenete le frontiere aperte a qualsiasi rifugiato, e per favore proteggete i loro diritti umani".
Ban Ki-Moon ha sottolineato che "l'Italia è stata eletta membro del consiglio dei diritti umani dell'Onu ed è firmataria di numerose convenzioni sui diritti umani. Apprezziamo, nonostante le difficoltà, ciò che sta facendo il governo italiano per proteggere i diritti umani e dare assistenza a tante persone", ha aggiunto il segretario generale dell'Onu che ha poi ricordato come mezzo milione di persone siano scappate attraverso il confine tunisino "in cerca di un posto più sicuro".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Lasiciliaweb.it, Repubblica/Palermo]

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

03 giugno 2011
Caricamento commenti in corso...

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia