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Anno nuovo... bollette più care. La famiglia tipo italiana spenderà 10 euro in più l'anno e 1,5 euro in più a bimestre

Cara l'elettricità italiana, la più cara d'Europa

06 dicembre 2005

Una bella novità per l'anno nuovo: dal primo gennaio 2006, secondo le stime dell'istituto per le ricerche industriali ed energetiche (Rie), le tariffe elettriche per le famiglie aumenteranno del 3 per cento in base agli aumenti subìti dal petrolio nei mesi recenti.
In parole semplici la famiglia tipo, che consuma circa 225 kw al mese, spenderà circa 10 euro in più su base annua e 1,5 euro in più a bimestre.

Per il settore industriale, invece, l'aumento che si profila per il prossimo bimestre è da record: il 14%, percentuale che scenderebbe all'8% in caso di maggiore ricorso al carbone.

Lo studio prende in considerazione il fatto che la domanda di elettricità è in forte crescita in Italia come nel resto del mondo. E il carbone continuerà ad essere, a livello globale, la principale fonte di generazione elettrica. L'Italia, diversamente dagli altri, sta scegliendo una via diversa, puntando troppo sul gas.
''Ipotizzando un maggiore consumo di carbone fino al 50 per cento della produzione nazionale per il settore industriale - precisa Davide Tabarelli, direttore del Rie - l'incremento sarebbe stato limitato all'8 per cento'', e per le famiglie ''ci sarebbero stati risparmi con un maggior utilizzo del carbone: 7 euro in più invece dei 10 stimati''.

In quanto ai mancati risparmi sulla bolletta-tipo calcolata su base annua, provocati dal maggior costo sostenuto dall'Italia per la produzione di energia elettrica, secondo l'istituto di ricerche è stato, negli ultimi anni, pari a 178 euro, mentre per i prossimi anni si profila un valore compreso tra i 284 e i 547 euro per famiglia.

E i costi del sistema Italia in campo energetico - che si traducono in un costo annuo pari allo 0,5% del Pil - sono i maggiori rispetto a quelli degli altri paesi europei. La stima è stata fornita sempre dal Rie, e analizzando i prezzi più alti dell'Italia rispetto alla media europea dove si utilizzano combustibili meno costosi stima maggiori costi per 72 miliardi di euro negli ultimi 8 anni e 62 miliardi nel prossimo decennio. ''Nel solo 2004 - ha sottolineato Tabarelli - il maggiore costo è stato di 8,5 miliardi, pari allo 0,6% del Pil''.

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06 dicembre 2005
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