Antonino Speziale, accusato dell'omicidio dell'ispettore Filippo Raciti, sarà affidato ad una comunità

24 luglio 2007

AGGIORNAMENTO
E' stato sospeso in attesa della decisione della Cassazione il processo per resistenza aggravata a pubblico ufficiale ad Antonino Filippo Speziale, il giovane indagato anche per la morte dell'ispettore Filippo Raciti. Lo ha deciso il tribunale per i minorenni di Catania dopo la richiesta di legittima suspicione avanzata dai legali dell'imputato alla Suprema Corte il 20 luglio scorso, per spostare il processo ad altro distretto giudiziario per incompatibilità ambientale.

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Antonio Speziale, il diciottenne indagato per l'omicidio dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, durante le violenze dei tifosi il 2 febbraio scorso a Catania, esce dal carcere. Speziale non tornerà comunque a casa: i giudici hanno deciso di affidarlo a una comunità. Una decisione che è stata motivata dai giudici con l'attenuazione delle esigenze cautelari e non per le condizioni psicofische dell'imputato, perché la perizia disposta dal Tribunale avrebbe accertato che le condizioni di Antonino Filippo Speziale erano compatibili con la detenzione.
Per il Tribunale per i minorenni, infatti, Speziale non può tornare a casa perché i genitori del ragazzo ''seppure consapevoli di avere avuto una condotta educativa a volte incoerente nell'arco degli anni, avendo perdonato alcune intemperanza del figlio'', allo stato ''non posseggono la dovuta autorevolezza educativa''.
Secondo quanto si è appreso, la Procura della Repubblica per i minorenni non presenterà ricorso contro il provvedimento ritenendolo ''una buona soluzione''.

Oltre che indagato per l'omicidio Raciti, Speziale è imputato anche di resistenza e violenza a pubblico ufficiale nel processo apertosi il 5 luglio scorso, giorno in cui il giovane ha compiuto 18 anni.
Il processo a Speziale riprenderà oggi, ma potrebbe essere subito rinviato perché sono pendenti due richieste dai difensori dello studio Lipera: una di ricusazione dei giudici, che sarà valutata il prossimo 6 agosto dalla Corte d'appello di Catania, e una di trasferimento ad altro distretto giudiziario, per incompatibilità ambientale, del procedimento che sarà valutato dalla Cassazione in data da destinarsi.
Nel frattempo il padre del ragazzo, Roberto Speziale, ha scritto alla vedova dell'ispettore Raciti una lettera aperta in cui esprime il proprio dolore per la morte del poliziotto, rilancia la tesi secondo la qualche a provocare l'urto fatale sarebbe stata una manovra errata del Discovery, difende il figlio e chiede aiuto: ''Voglia lei signora invitare gli organismi competenti a far luce su questi fatti''.

Roberto Speziale, nella missiva, scrive di ''comprendere benissimo il suo lancinante dolore'' perché, osserva, ''perdere un marito in maniera così barbara e stupida non consente alcuna consolazione, nessuna remota possibilità di sollievo''. ''Le sono vicino - prosegue la lettera - perché anch'io ho conosciuto in questi mesi la sofferenza, so quanto sia difficile continuare a vivere senza un parte essenziale di noi''. ''Io - afferma il padre del ragazzo - sono fermamente convinto dell'innocenza di mio figlio''. E per questo ha ''più di una volta, inutilmente, sollecitato le istituzioni perché tenessero in seria considerazione la possibilità di indagare e verificare piste diverse oltre a quella di mio figlio, cosicché la realtà degli accadimenti di quel tragico e maledetto 2 febbraio venisse fuori''. ''Mio figlio - conclude Speziale - ha sbagliato, ha ammesso di aver partecipato ai tafferugli di quella sera, per questo deve pagare e pagherà; però, cara signora, non consegniamo alla storia un omicida inesistente, un assassino immaginato''.

La risposta degli avvocati Enzo e Enrico Trantino, dello studio legale cha assiste Marisa Grasso, è stata perentoria: ''La vedova di Filippo Raciti non potrà mai essere il difensore aggiunto per una tesi, 'il fuoco amico', tuttora riservata al riserbo delle indagini. Per nostro rigore etico, d'accordo con la nostra assistita abbiamo volutamente evitato ogni commento sull'indagine per l'omicidio dell'ispettore, ritenendo doveroso attendere il completamento del lavoro degli inquirenti senza accanimento alcuno. Richiedere però l'opposto è troppo: la signora Raciti non potrà mai essere il difensore aggiunto. Né giova al padre l'iniziativa di chiedere comprensione a mezzo stampa: una lettera riservata sarebbe stata più apprezzata''.

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24 luglio 2007

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