Aperta una nuova inchiesta sul caso di ''lupara bianca'' del giornalista de ''L'Ora'' Mauro De Mauro

07 dicembre 2007

Verso la fine dell'ottobre scorso la “pista calabrese” sul caso della scomparsa del giornalista Mauro De Mauro, fatto sparire dalla mafia nel settembre del 1970, sembrava essersi “sgonfiata”. Dopo i primi esami, infatti, la presunta tumulazione del giornalista in un cimitero calabrese al posto di un boss della 'ndragheta era apparsa poco possibile. Tutto è cominciato col racconto di due pentiti calabresi che avevano detto che nel cimitero Conflenti, in provincia di Catanzaro sarebbe stato seppellito anche il cronista giudiziario de “L'Ora”. De Mauro, secondo il loro racconto, sarebbe stato sepolto al posto del boss della 'ndrangheta, Salvatore Belvedere, che nella prima metà degli anni '70 desideroso di una latitanza tranquilla, si sarebbe fatto passare per morto e al proprio posto avrebbe fatto mettere la salma del cronista.
La Dda calabrese aveva dunque ordinato la riesumazione della salme tumulata nella tomba indicata da due collaboratori, solo che nel luogo indicato sono stati però trovati i resti di ben cinque cadaveri.

Nell'analisi dei resti riesumati gli esperti sono andati per esclusione: le ossa di tre persone sono risultate sepolte da cinquanta, sessanta o addirittura ottant'anni e dunque non possono essere né di De mauro né di Belvedere. Poi, grazie ad alcuni oggetti che gli appartenevano sono stati individuati i resti del boss e della quinta persona. Inoltre è stato disposto l'analisi di alcuni frammenti ossei per procedere agli esami del Dna il quale esito dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.
Fin dall'inizio sulla “pista calabrese” ha mostra forti dubbi sia il pm Antonino Ingroia, sia gli stessi congiunti del giornalista, costituiti parte civile, con l'assistenza dell'avvocato Francesco Crescimanno.
Dopo quasi due mesi però, proprio Ingroia la scorsa settimana ha chiesto al gup Silvana Saguto l'apertura di una nuova indagine sull'uccisione di Mauro De Mauro, motivando la sua richiesta con i nuovi documenti trasmessi nei mesi scorsi a Palermo dalla Dda di Catanzaro. Il procuratore vicario di Catanzaro, Salvatore Murone, ha spiegato che un collaboratore di giustizia continua a sostenere che uno dei cinque corpi trovati nel cimitero di Conflenti è di De Mauro, aggiungendo di aver saputo l'informazione dal boss della 'ndrangheta di Lamezia Terme Antonio De Sensi, poi ucciso nel 1984. Tale rivelazione, più volte affermata, coincide con quella di un poliziotto in pensione, Salvatore Mirante, che agli inizi degli anni '90 aveva raccolto una simile informazione da un suo confidente.

La pista rilanciata dalla magistratura calabrese, che adesso la Procura di Palermo vuole verificare, propone una traccia che contrasta totalmente con le indicazioni fornite da alcuni collaboratori di giustizia. I pentiti, infatti, riportano a Palermo, nella borgata di Santa Maria di Gesù, il punto in cui De Mauro sarebbe stato sepolto. Della vicenda hanno parlato Gaspare Mutolo, Tommaso Buscetta, Gaetano Drago e Francesco Di Carlo, Francesco Marino Mannoia. Quasi tutti i pentiti concordano sul fatto che De Mauro fu rapito sotto casa da un commando formato da Antonino Grado, Emanuele D'Agostino e Mimmo Teresi. Secondo alcuni al sequestro avrebbe partecipato anche Bernardo Provenzano.
Per il delitto De Mauro è in corso a Palermo un processo davanti alla corte d'assise che vede come unico imputato il boss Totò Riina. Negli anni passati la Procura di Palermo aveva aperto un procedimento 'parallelo' che vedeva indagati per la scomparsa di De Mauro il boss Bernardo Provenzano più ignoti. La Procura successivamente chiese e ottenne l'archiviazione dell'indagine nei confronti degli ignoti. Provenzano risulta tuttora indagato.

Insomma, la “pista calabrese” torna a “gonfiasi” e il gup Silvana Saguto ha accolto la richiesta della Procura di Palermo. Tra poche settimane, con il Dna ricavato dalle ossa riesumate nel “cimitero della 'ndrangheta” di Conflenti, potrebbe chiarire se quei resti sono del reporter palermitano, e dopo trentasette anni, potrebbe finalmente risolversi il giallo del luogo dove è stato sepolto il giornalista che scriveva di mafia.

- Continua il mistero sulla scomparsa di Mauro De Mauro (Guidasicilia.it, 21/09/07)

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07 dicembre 2007

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